Regionali, M5s verso il voto decisivo: torna lo spettro delle divisioni interne

I Cinque Stelle sardi stanno aspettando la chiamata alle urne virtuali per scegliere il loro candidato per la guida della Regione. Il Movimento aveva giocato d’anticipo, ma dopo gli incidenti di percorso si ritrova a fine novembre senza un sostituto di Mario Puddu e deve – ancora una volta – gestire le divisioni interne.

Sono cinque gli attivisti rimasti in corsa per cercare di prendere il posto di Francesco Pigliaru: Marcello Cherchi, Francesco Desogus, Donato Forcillo, Gianluca Mandas e Anna Sulis. Nelle prossime ore verrà deciso chi sarà il candidato del Movimento e tra gli iscritti c’è molta tensione per come sono state gestite dall’alto queste selezioni interne. Malumori che non vanno sottovalutati perché le divisioni dentro il Movimento hanno già creato gravi problemi in Sardegna.

Nel 2014 il Movimento Cinque Stelle aveva la vittoria in pugno, forte del successo alle Politiche, ma le spaccature insanabili tra gli attivisti avevano fatto saltare il banco e Beppe Grillo non aveva autorizzato la presentazione di una lista: dalla possibile conquista della prima Regione in Italia i pentastellati si erano ritrovati fuori dal Consiglio regionale. Questo schema sfortunato si è ripetuto più volte in diverse elezioni comunali, ma ora la strategia sembra cambiata.

Il M5s è cresciuto, ha incassato grandi risultati alle Amministrative in tutta Italia e con le Politiche è arrivato a Palazzo Chigi assieme ai coinquilini della Lega. Una spinta arrivata anche dalla Sardegna, dove il grande consenso raccolto dal Movimento a marzo aveva già lanciato la volata alle prossime Regionali. Sfruttando quell’abbrivio, con largo anticipo per una competizione elettorale, si era chiusa subito la partita della leadership con Mario Puddu che aveva abbandonato la fascia tricolore non ripresentandosi alle Amministrative di Assemini per avere a disposizione un secondo mandato elettorale. L’ultimo possibile, secondo le rigide regole del Movimento.

Ad agosto era arrivata l’investitura formale con le Regionarie, quando 1.804 iscritti al Movimento avevano consacrato la candidatura dell’ex sindaco di Assemini. Non aveva presentato la candidatura Francesco Desogus, un esperto esponente del Movimento che in questi anni si è occupato di formare i neoamministratori pentastellati, un nome che avrebbe potuto portare via voti al candidato di bandiera. Il secondo più votato era stato Luca Piras, con un ottimo risultato che aveva fatto emergere il peso dell’opposizione interna e spiazzato i vertici Cinque Stelle.

Negli ultimi anni il Movimento è cambiato, scegliendo una strada che ha fatto allontanare molti attivisti della prima ora, quelli più radicali e amanti dell’uno-vale-uno. Per scalare la politica nazionale è stata accantonata la condivisione dei meet-up a vantaggio di un potere accentrato in grado di fare scelte nette. Una linea che non consente voci fuori dal coro e ha portato a una serie di epurazioni, come quella delle consigliere comunali di Assemini – Irene Piras, Rita Piano e Stefania Frau – che avevano attaccato Mario Puddu rivolgendosi alla Procura o l’esclusione del senatore uscente Roberto Cotti dalla rosa dei candidabili alle ultime Politiche.

Le denunce arrivate dal Consiglio comunale di Assemini hanno però fatto il loro corso e a metà ottobre è arrivata per Mario Puddu una condanna in primo grado per abuso di ufficio. Una svolta che ha spinto il candidato designato a farsi da parte per risparmiare al Movimento il disturbo di intervenire.

Nel frattempo lo scenario è cambiato, con il M5s che ha vanificato il vantaggio iniziale e si trova in alto mare, mentre Autodeterminatzione ha lanciato Andrea Murgia come primo candidato alla guida della Regione. Poi il Partito dei Sardi di Paolo Maninchedda ha organizzato le Primarias con cinque candidati e infine sono arrivati gli annunci di sabato scorso di Massimo Zedda, che ha dato la sua disponibilità a guidare il centrosinistra, e di Christian Solinas, acclamato dal Psd’Az come candidato del centrodestra.

Per molti attivisti pentastellati la scelta naturale sarebbe dovuta essere quella di puntare su Luca Piras, arrivato alle spalle di Puddu ad agosto, ma la linea del Movimento è stata quella di tagliarlo fuori senza appello ed escluderlo dalla rosa dei 26 aspiranti presidenti della Regione che sono stati votati nei giorni scorsi. Nelle prossime ore gli iscritti dovranno tornare al voto online per scegliere tra i 5 che hanno ottenuto più voti. Al primo turno hanno votato in 1.453 attraverso la piattaforma Rousseau, in calo rispetto alle Regionarie di agosto, con poco più di 300 voti andati ai 21 esclusi e oltre mille preferenze assegnate ai cinque finalisti. Tra loro c’è chi potrebbe aver preso qualche decina di voti (il sesto arrivato ne ha ottenuto 57) e chi è stato indicato da centinaia di iscritti, sul Blog delle Stelle non sono state pubblicate le preferenze assegnate ma solo i nomi, in rigoroso ordine alfabetico: Marcello Cherchi, Francesco Desogus, Donato Forcillo, Gianluca Mandas e Anna Sulis.

L’esito del ballottaggio previsto nelle prossime ore non è scontato, visto l’opposizione interna emersa ad agosto, ma la cerchia di possibili vincitori è abbastanza stretta. Gode di consenso all’interno del Movimento e ha dalla sua il passo indietro dell’estate scorsa, per questi motivi il candidato più quotato potrebbe essere Francesco Desogus. Ma dalla parte settentrionale dell’Isola spingono per Donato Forcillo, ex assessore della Giunta di Sean Wheeler a Porto Torres, molto stimato anche nel Cagliaritano. Dal feudo asseminese di Mario Puddu arriva Gianluca Mandas, che dell’ex sindaco è stato assessore all’Urbanistica – incarico che ricopre ancora – e i due sono legati anche da un rapporto di parentela (vengono definiti cugini, ma ‘alla sarda’), ma la sua candidatura non è stata sostenuta da Puddu. Vengono considerate basse le possibilità della dipendente dell’Aspal e attivista quartese Anna Sulis e dell’insegnante sassarese Marcello Cherchi.

Marcello Zasso
(@marcellozasso on Twitter)

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