La contessa Marta Marzotto ambientalista. Ma non nella villa di Porto Rotondo

Gli ospiti del Convegno del Fai che si è tenuto a Cagliari erano personalità note per il loro impegno a tutela dell’ambiente: da Giulia Maria Crespi ad Andrea Carandini, da Bachisio Bandinu a Michela Murgia. La cronaca televisiva chissà perché ha omesso questi ultimi due nomi, mentre ha sottolineato – con tanto di intervista – quello della “ospite vip” Marta Marzotto, definita anche “il simbolo della Costa Smeralda”.

Già. Ma che ci stava a fare? Perché è stata invitata? “Sono sarda da quando ero piccolina – ha spiegato – si viveva bene, in case piccole, a contatto con l’ambiente. Ora le cose stanno cambiando”. E ancora: “La Sardegna l’ho sempre rispettata, non ho mai costruito nemmeno una piscina. Credo che bisogna ricominciare a rispettare una terra così meravigliosa”. Ma di chi parlava?

Di sicuro la contessa non parlava di se stessa. A meno che la prescrizione non si estenda dall’abuso edilizio alla memoria. Era il 20 agosto del 1987 e la cronaca di Repubblica raccontava di alcuni vip costretti ad abbattere certi muri e certi moli. Leggiamo assieme: “E’ bastato che da una delle spiaggette più esclusive di Porto Rotondo, Punta Volpe, venisse cacciato da un gorilla l’ ex sindaco Dc di Olbia, Renato Careddu, che una lancia della Capitaneria è piombata di fronte alla villa di Marta Marzotto che si affaccia su uno specchio d’ acqua delimitato non da blocchi di granito rosa, ma da due muri che, nelle intenzioni della contessa, avrebbero dovuto proteggere la privacy sua e degli ospiti che solitamente alloggiano nella dependance costruita sulla spiaggia. Ma non basta: gli agenti sono sbarcati su un molo, o meglio su quella che un tempo era una scogliera naturale che si allungava sul mare, ma che la contessa ha fatto coprire con una colata di cemento, trasformando così la scomoda roccia in un comodo imbarcadero che ospita le più belle barche di Porto Rotondo”.

L’articolo poi spiegava che la Capitaneria di porto aveva provveduto a notificare all’intestataria della proprietà, la “contessa Paola, 32 anni, una delle figlie di Marta Marzotto”, un’ingiunzione che le dava sessanta giorni di tempo per abbattere i muri e rimuovere i calcinacci del molo: “Se i Marzotto non provvederanno personalmente a demolire le parti abusive, sarà il Comune a inviare ruspe e picconi. Ai padroni di casa, poi, arriverà la fattura per il pagamento delle spese. Intanto sono in corso accertamenti per stabilire se la dependance costruita sulla spiaggia sia nata solo da un’ idea della contessa o se questa abbia anche avuto il sostegno di una licenza edilizia”.

La nuova Marzotto ambientalista, ha riservato l’ultimo anatema al turismo internazionale: “Le cosa stanno cambiando – ha detto –  non tanto per colpa degli arabi quanto dei russi che stanno letteralmente massacrando le coste. Loro si giustificano dicendo che c’erano dei vecchi permessi, ma anche se fosse cosi’ non si possono costruire dei mausolei”. Peccato che la contessa nel 2009 abbia venduto la sua villa di Porto Rotondo a Irina Garber, modella russa plurimiliardaria. Viva la coerenza.

Giandomenico Mele

 

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