Cinque giorni di volontariato alla Caritas: l’importanza di aiutare gli altri

Sono Estefanía Jaen Frank e sono una giornalista argentina di 24 anni impegnata in uno scambio attraverso il Rotary. Nei prossimi tre mesi vivrò in Italia. A Cagliari sono rimasta per tre settimane e la prossima mi sposterò a Latina (Lazio) e poi a Brescia (Lombardia). Con questo blog vi racconto la mia esperienza in Sardegna.

Dal 23 ottobre scorso, grazie Rotary (New Generations Service Exchange), sono impegnata in uno scambio professionale con Sardinia Post. In questo scambio è anche previsto un servizio alla comunità che, nel mio caso, si è svolto alla Caritas Cagliari: due giorni di servizio al Centro Ascolto per Stranieri Kepos e tre nello spazio dedicato alla Mensa.

Il Kepos, in Piazza San Sepolcro 6, è un luogo di accoglienza e d’aiuto continuo: problematiche diverse che richiedono particolari attenzioni e soluzione pratiche-specifiche per chi non conosce bene la burocrazia italiana.

Impegnati in questa attività un gruppo di volontari, soprattutto giovani, che forniscono consigli su diversi argomenti e aree di interesse: lavoro, sanità, affitti, garantendo anche conoscenze e personale specializzato nei vari argomenti anche amministrativi. Grazie al rapporto che si instaura, si crea una legame di fiducia: i volontari focalizzano l’attenzione prima sulla persona che sui problemi.

Guidare e accompagnare gli altri non vuol dire risolvere i loro ‘affari’, ma fornire loro gli strumenti per superare le difficoltà e insegnare loro come fare per farlo: l’obiettivo è quello di potenziare le abilità personali e incoraggiarle. Fare in modo che gli altri raggiungano la propria indipendenza, per costruire da soli il proprio e imboccare le strade desiderate.

Si tratta di “mettere in contatto la persona con i servizi presenti sul territorio – affermano dalla Caritas – attivare tutte le risorse possibili in base alla solidarietà, in cui gioca un ruolo fondamentale la comunità di appartenenza”.

Si devono abbandonare i pregiudizi e provare a risolvere i problemi. “Noi vorremo rispondere a tutte le richieste, fare il meglio per chi si rivolge a noi, ma a volte può essere difficile – racconta una volontaria Kepos – di sicuro qui c’è un posto dove accogliere le persone in difficoltà”.

Sempre nell’ambito del servizio alla comunità, l’attività di volontariato si è svolta anche alla Mensa di Viale Fra Ignazio 88, Cagliari. dove ogni giorno si forniscono colazione, pranzo e cena. I volontari hanno diversi compiti: servizio in sala, servire il cibo e sistemare i tavoli. Per pranzare, la mensa apre intorno alle 11,40 e i volontari sono presenti dieci minuti prima per accogliere gli ospiti.

Il lavoro comincia molte ore prima: verso le 8 si preparano diversi tipi di piatti (a pranzo, per esempio, si offrono tre varietà di pasti) per circa 100 persone.

Nella preparazione si fa attenzione a garantire un piatto nutrizionalmente completo, con verdure, carboidrati e proteine -con più di una opzione per chi non può mangiare certi tipi di cibi per motivi religiosi – insieme a un dolce.

Oltre al valore nutrizionale dei piatti, importante è garantire che lo spazio in cui si mangia sia pulito, organizzato e tranquillo, prestando particolare attenzione alle richieste di chi si rivolge alla mensa. I tavoli vengono apparecchiati per tre o quattro persone contemporaneamente e il posto appena liberato viene subito assegnato a un’altra persona.

Il momento del pasto è un momento di condivisione: si creano amicizie tra i volontari e gli utenti e tra gli utenti.

Grazie al tempo trascorso nel servizio alla comunità in queste tre settimane, è stato possibile rendersi conto dell’importanza dei volontari: dare una mano a chi ha bisogno, senza essere pagati, non solo gratifica ma dà la possibilità di cambiare una giornata alle persone. “Ogni volontario vale oro”, sostengono dalla Caritas.

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