Discoteche, esperti ‘piegati’ a Solinas. Perché nel Comitato sono rimasti zitti?

Quattro magistrati al lavoro, solo in Procura a Cagliari, e un’Isola intera che vuole conoscere la verità sul ‘caso discoteche‘. Ma al momento sono troppi i tasselli ancora mancanti al puzzle che la Giunta di Christian Solinas ha composto nella sola giornata dell’11 agosto. Quella data, infatti, figura nell‘ordinanza 38, nella mail dell’infettivologo Stefano Vella e nell’ordine del giorno che alle 22,25 approva parte del Consiglio regionale.

La concentrazione di provvedimenti in quella stesso giorno suggerisce un’osservazione: Solinas e la maggioranza avevano certamente fretta di riaprire le discoteche, come poi è successo dal giorno 12. Sul punto una parziale risposta l’hanno data i due consiglieri di centrodestra intervistati da Report, precisamente l’azzurro Angelo Cocciu e il sardista Giovanni Satta. Entrambi sono galluresi, quindi della provincia di Olbia-Tempio dove ricadono la Costa Smeralda e le discoteche citate nella stessa puntata andata in onda su Rai Tre.  Cocciu e Satta hanno parlato di “pressioni” ricevute perché si arrivasse alla riapertura, sebbene il centrodestra sapesse, per ammissione dello stesso Cocciu, che nell’Isola i casi di Covid-19 stessero risalendo.

E se questo è il versante strettamente politico su cui anche la Procura di Tempio ha acceso i fari, per competenza territoriale, non ha meno importanza il ruolo del Comitato tecnico-scientifico. È storia di ieri che in tre si sono dimessi. L’ultimo a farlo è stato ‘epidemiologo Giovanni Sotgiu, nominato a maggio al posto dello psichiatra Luca Pani, che si era tirato fuori subito, già ad aprile (leggi qui). Sotgiu ha parlato di “rapporto di fiducia venuto meno”. Nessuna dichiarazione, invece, da parte del genetista Francesco Cucca e del virologo Pietro Cappuccinelli, i quali hanno lasciato l’incarico tra settembre e ottobre, uno dopo l’altro (ma non si sa in quale ordine).

Sotgiu è stato sentito il 13 novembre dai carabinieri come persona informata dei fatti. Ma spetterà alla magistratura chiarire una dei grandi nodi della vicenda: perché nessuno dei quattro componenti del Comitato tecnico-scientifico ha parlato prima di questi giorni? Se è vero, come hanno riferito Vella e Sotgiu, che nessuno di loro avvallava la riapertura delle discoteche, perché non è stata resa pubblica la contrarietà? Proprio nell’interesse della salute dei sardi, che sta alla base dell’istituzione dello stesso Comitato, avvenuta con la delibera 17/4 del primo aprile 2020.

LEGGI ANCHE: Discoteche, Solinas: ‘Aperte per Dpcm’. Ma Roma lo vietava: ecco i documenti

Ovviamente il silenzio degli esperti porta dritti a Solinas, il quale ha fatto credere ai sardi che nell’Isola esistesse ancora un Comitato nel pieno delle funzioni. Invece da ottobre sia Cucca che Cappuccinelli non c’erano più. Al momento non è dato sapere se Solinas è già stato sentito in Procura, di sicuro i documenti raccolti dalla Polizia il 12 novembre lo hanno preceduto. Ma al di là dell’accusa di epidemia colposa (considerata da diversi giuristi difficile da dimostrare, anche perché in Sardegna, in quei giorni, si poteva entrare e uscire liberamente), una parte dell’indagine andrà certamente a concentrarsi sulla mail di Vella. Con un quesito a cui i Pm dovranno dare una risposta: quelle poche righe anche un po’ sgrammaticate possono essere considerate un parere? Nella delibera 17/4 con la quale il Comitato è stato istituito, si parla di “procedure snelle”. Vanno considerate tali anche frasi non perfettamente comprensibili in lingua italiana?

E poi la grande incognita: ammesso che la mail di Vella sia pacificamente considerata un parere, perché Solinas ha scritto “acquisito in data odierna il parere espresso sulla presente ordinanza (la numero 38) dal Comitato tecnico scientifico istituito per fronteggiare la diffusione epidemiologica del Covid-19”? Anche ammettendo la validità di quel messaggio di posta elettronica, perché nell’ordinanza, e quindi in un atto pubblico, viene tirato in ballo l’intero Comitato? Vella, del resto, nella propria mail scrive espressamente di aver sentito solo Sotgiu (leggi qui), non Cucca e nemmeno Cappuccinelli. Questo, per il governatore, è forse il terreno più scivoloso dell’indagine, in quanto si potrebbero configurare nuovi reati.

Anche perché il presidente della Regione, le sue cartucce, le ha ormai giocate tutte. A Repubblica, qualche giorno fa, ha detto che non sapeva nulla del parere negativo rilasciato dal Comitato tecnico-scientifico il 6 agosto, in quanto si trattava di una “corrispondenza interna all’assessorato alla Sanità“. Ma anche la mail di Vella, se per quello, non è arrivata a Solinas ma al Dg Marcello Tidore. Tutte questioni che restano aperte. E che continuano a rimbalzare sui social come bisogno espresso di verità. Solo i magistrati possono dare una risposta.

Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)

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