“Abbiamo rischiato un po’“, così il consigliere regionale di Forza Italia Angelo Cocciu spiega la decisione di riaprire le discoteche nella settimana di Ferragosto quando il Covid stava cominciando a diffondersi in Sardegna. “Non si trattava di arrivare fino al 31, sapevamo che il 31 avremmo ammazzato la Sardegna: l’idea era due-tre giorni – ha rivelato davanti alla telecamera di Report parlando delle forti pressioni arrivate dai lussuosi locali della Gallura -. Noi non volevamo rischiare sulle vite umane. È che abbiamo visto che il contagio non era ancora così importante. Abbiamo detto se ci chiedono uno-due giorni magari dal punto di vista economico a loro può aiutarli”. Prima ancora della messa in onda integrale della trasmissione, il leader azzurro Ugo Cappellacci ha preso le distanze dalle dichiarazioni di Cocciu, specificando che si è trattato di dichiarazioni a titolo personale.

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Quella scelta ha avuto una spinta bipartisan (l’11 agosto l’Aula ha approvato un ordine del giorno firmato da esponenti della maggioranza e del centrosinistra) e ha permesso alla Sardegna di accogliere a braccia aperte il coronavirus. Tantissimi dei primi positivi riscontrati in Gallura erano arrivati da vacanze senza regole in posti come Ibiza e avevano continuato l’allegra vita notturna nei principali locali della Costa Smeralda, dove sono cominciati a emergere i contagi, uno dopo l’altro. Tanto da scatenare l’esibizionismo di sconosciuti tronisti e aspiranti starlette in fila a raccontare la loro positività per dimostrare di aver frequentato i locali più prestigiosi dell’estate.

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Un altro locale di punta delle estati in Sardegna è il Phi Beach sulla scogliera di Arzachena. Su quel caso il consigliere di Forza Italia Angelo Cocciu ammette di aver ricevuto le maggiori pressioni per evitare la chiusura di Ferragosto. La motivazione sarebbe stata il rischio di dover pagare ingenti penali con l’annullamento di eventi come la serata del dj tedesco Sven Vath. Sembra difficile che con una forzata chiusura dei locali in piena pandemia qualcuno sarebbe potuto esser costretto a pagare penali, ma sembra ancora più assurdo che per non correre quel rischio qualcuno abbia deciso di spalancare le porte al virus in Sardegna. O che, almeno, l’abbia fatto basandosi su un misterioso parere tecnico scientifico.
Marcello Zasso






