Accordo dopo protesta pastori: da Regione 35mln in più per campagne

Una programmazione immediata e a lungo termine e aiuti concreti subito, vista la situazione di siccità che si sta vivendo nell’Isola: sono queste le principali richieste che questa mattina il Movimento pastori sardi (Mps) ha presentato al Consiglio regionale della Sardegna. Per l’occasione sono arrivate a Cagliari migliaia di persone (tremila, secondo la Questura): si sono radunate in piazza Marco Polo e da qui hanno raggiunto il palazzo di via Roma, dove una delegazione è entrata per portare le istanze delle 15mila aziende agropastorali impegnate in tutta la regione. In piazza tantissime magliette blu, il colore scelto dal Mps, e bandiere dei 4 mori. Tra  loro anche Felice Floris, storico portavoce del Movimento.

Il corteo dei pastori ha lasciato piazza Marco Polo alle 11,30 e da viale Diaz si è mosso verso verso via Roma, preceduto da un giovanissimo tamburino e da un gruppo di bambini che sorreggevano lo striscione di apertura. Di seguito i sindaci sardi e i pastori sardi di Orune, Busachi, Oristano, Bitti, Orgosolo, Villacidro, Teulada, Sant’Anna Arresi e da tantissimi altri paesi isolani.

“Vista la siccità  abbiamo bisogno di un quintale di mangime per ogni pecora – sottolinea Nenneddu Sanna, 38 anni, in rappresentanza dei 470 allevatori orunesi – e poi non esiste ancora una programmazione: i contributi sono in ritardo, il prezzo del latte si è  dimezzato in un anno passando da 1,20 a 50, 60 centesimi al litro e così  anche il prezzo delle carni. Senza una pianificazione non possiamo sopravvivere”.

I pastori di Orune hanno calcolato mancati redditi fino a 5 milioni di euro per quest’anno: una situazione  insostenibile per un paese di 2500 abitanti che vive di pastorizia. A fronte delle perdite, i 17 milioni di euro stanziati dalla Giunta regionale nei giorni scorsi come sostegno alla pastorizia sarda sono insufficienti.

Le fasce tricolori presenti alla manifestazione sono decine: sono arrivati , tra gli altri, da Settimo San Pietro, San Nicolò Gerrei, Escalaplano, Nulvi, Goni, Erula, Villaputzu, Mandas, Guasila, Barrali, Silius, Bortigiadas.

Alla manifestazione ha aderito anche l’Anci Sardegna. “Abbiamo aderito come abbiamo già fatto in altre occasioni, come per la manifestazione di Coldiretti – spiega il presidente regionale Emiliano Deiana – per provare a costruire un ponte tra le ragioni della piazza e le esigenze della politica. Non solo quella regionale ma anche del governo nazionale che dovrebbe dichiarare lo stato di calamità per la siccità in Sardegna. Inoltre vorremmo realizzare un’alleanza istituzionale con chi vive e lavora nelle piccole comunità: la lotta allo spopolamento non si può fare senza i pastori perché occorrono persone che lavorano la campagna e che vivono i nostri paesi. Ma questo non basta – conclude Deiana – servono politiche, risorse e prospettiva del futuro: vivere in un paese dell’interno deve essere anche un investimento di vita”.

“Ozieri è un comune di 12 mila abitanti che registra 100 mila capi ovini – ha sottolineato Davide Giordano, consigliere comunale ozierese – siamo il paese con maggior numero di pecore in Sardegna. Sostenere la lotta dei pastori è giusto, se muoiono pastorizia e agricoltura muore tutta l’Isola”.

Presenti anche rappresentanti dei movimenti indipendentisti sardi come Claudia Zuncheddu, Bustianu Cumpostu, Gavino Sale e Pierfranco Devias: “I pastori non chiedono niente di più di quello che dovrebbero avere per diritto – ha sottolineato Devias, leader di Liberu – anche se prima o poi, al di là dell’emergenza, bisognerà pensare a una prospettiva a lungo termine, con riforme strutturali. Il problema è complesso e non riguarda solo l’allevamento in senso stretto ma in generale l’uso delle campagne, che attualmente sono deserte e incustodite e fanno anche da innesco per gli incendi, come purtroppo abbiamo visto in questi giorni. Inoltre è arrivato il momento che i pastori smettano di vedersi solo come interlocutori della politica ma pensino a rappresentarsi con un movimento organizzato e coeso anche tra la classe dirigente”.

Non solo pastori: presenti nel corteo anche coltivatori e operai. In marcia l’Associazione Carcioficoltori ittiresi: “Il nostro carciofo è un prodotto d’eccellenza – sottolinea Sandro Cau – ma rispetto ad altri produttori abbiamo costi tre volte maggiori: il problema è l’acqua, a causa di una condotta idrica vecchia di 70 anni in cui si perde per strada l’80% di acqua non possiamo irrigare i nostri campi. Chi può si arrangia con motopompe elettriche e a gasolio, gli altri devono subire la siccità. Non chiediamo soldi ma soltanto che ci venga garantita l’acqua”. Tra le fila anche gli operai di Eurallumina: “Siamo la dimostrazione che la Sardegna ancora reagisce, che il mondo delle campagne e il mondo dell’industria non sono uno contro l’altro – così Antonello Pirotto, portavoce – ma camminano paralleli per lo sviluppo dell’occupazione, del lavoro della dignità. Siamo quelli che rivendicano il diritto dei lavoratori ad avere il giusto supporto in un momento di crisi mai vista. Siamo tutti operai, tutti pastori”.

Il corteo ha raggiunto  il palazzo di via Roma intorno alle 12, da qui si è tenuto un comizio a cui hanno preso parte allevatori e agricoltori in rappresentanza di tutta la Sardegna, sindaci, lavoratori di diversi settori. Ci sono stati alcuni momenti di tensione quando alcuni manifestanti hanno cercato di oltrepassare le doppie transenne sistemate a protezione del palazzo regionale, controllate anche da una squadra di agenti antisommossa: sono partiti alcuni colpi di manganello mentre i leader del movimento invitavano tutti alla calma.

Contemporaneamente alcuni pastori hanno cercato di bloccare le auto che transitavano in via Roma, lato porto, ma a parte i disagi per gli automobilisti la situazione è rimasta tranquilla. Nel frattempo una delegazione di 12 pastori, guidati dal leader del Movimento Felice Floris, e tre sindaci, tra i quali quello di Nuoro Andrea Soddu, sono stati ricevuti dal presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, dal presidente della Regione, Francesco Pigliaru (nella foto di Adriano Sollai sul camion dei pastori), dagli assessori del Bilancio e dell’Agricoltura, Raffaele Paci e Pier Luigi Caria, oltre che dai capigruppo di maggioranza e opposizione. Poco prima della riunione, che si svolge nella sala della Commissione programmazione nel palazzo dell’Assemblea sarda, c’è stato anche il tempo per un veloce scambio di convenevoli e per qualche foto.

Giunta e Consiglio regionale della Sardegna si impegnano a cercare, tra le pieghe del bilancio, 35 milioni di euro aggiuntivi ai 15 già stanziati per l’emergenza nelle campagne e per fare fronte alla drammatica situazione dei pastori sardi. E’ questo l’impegno preso dalla politica nei confronti dei pastori al termine dell’incontro. La proposta iniziale, fatta dal Movimento, era quella di trovare risorse per dare sostegno con almeno un quintale di foraggio per singolo capo. Un’idea fatta propria dall’opposizione, con il capogruppo di Fi Pietro Pittalis che ha sollecitato una sessione straordinaria dell’Assemblea sarda per recuperare almeno l’1% del bilancio regionale da 7,6 miliardi di euro, più o meno 70 milioni. E’ passata, invece, la linea del capogruppo del Pd, Pietro Cocco, di cercare in commissione Bilancio stanziamenti per recuperare circa 35 mln.

La strada, però, è tutta in salita, perchè la coperta delle risorse è corta. “Servirà una variazione di bilancio per trovare questi 35 milioni e destinarli ai pastori – ha spiegato il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau – l’operazione non è semplicissima, ma occorre dare respiro alla situazione drammatica dei pastori. L’impegno del Consiglio è di andare a cercare queste risorse e mi pare che i pastori abbiano accolto positivamente la proposta”. “Sul riconoscimento dello stato di calamità naturale per la neve, le gelate e la siccità sta già lavorando il Governo – ha concluso Ganau – e c’è l’impegno dell’assessorato dell’Agricoltura per i pagamenti del Psr”.

Francesca Mulas

 

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