La musica indipendente sarda ‘su due lati’: gli album su cassetta di Moka produzioni

andrea tramonte

di Andrea Tramonte

La vecchia musicassetta non è mai ‘suonata’ così contemporanea. Nello strano rimescolamento di generi, stili, forme che ha prodotto la rivoluzione digitale negli ultimi venti anni, quella che poteva risultare – e in effetti era destinata a essere – una reliquia del passato è sopravvissuta come supporto diffuso in tutto il mondo e veicolo di piccole produzioni indipendenti che giocano con l’estetica legata alla cassetta e coi suoi suoni analogici, caldi e unici. Lo sa bene Nicola Porceddu, cagliaritano di 45 anni, noto al pubblico come Dainocova e titolare della piccola etichetta Moka Produzioni, con cui finora ha pubblicato sei release tutte su cassettina. Tirature limitate, impronta do it yourself, approccio artigianale “spinto”: dischi a tal punto fatti amorevolmente, uno dopo l’altro, che Nicola ha qualche remora nel darli via. “Quando qualcuno si avvicina al banchetto durante i concerti per acquistare una cassetta, io chiedo: “Ma poi la ascolterai veramente?”. Perché le copie sono così poche che darle a chi è interessato solo all’oggetto-feticcio sarebbe un vero peccato. “L’ho fatta con le mie mani e ci ho impiegato un bel po’ di tempo: si stabilisce un legame, fisico ed emotivo, e me ne separo sempre con rammarico”.

L’etichetta nasce dall’esigenza di Nicola di pubblicare i suoi dischi a nome Dainocova.”Non riuscivo a trovare una label e a un certo punto mi sono detto: me la invento io”. Il nome scelto, Moka, fa pensare subito a una dimensione intima, familiare e casalinga. Non è un caso se le release sono lavori di amici che cercavano uno sbocco per pubblicare le loro tracce: i primi nomi coinvolti sono quelli di Hola La Poyana, Sea Crash, Grandmother Safari. Inizialmente stampa su cd, con un lavoro da etichetta che è solo embrionale: “Ognuno faceva da sé e ci si dava una mano a vicenda: consigli, dritte, supporto”. Poi, dopo un periodo di pausa, Nicola aveva un Ep pronto che non sapeva come pubblicare. “Era da un po’ di tempo che bazzicavo con le cassette, così ho provato a fare delle duplicazioni. Lavorare coi nastri mi è piaciuto tanto e così ho deciso di riprendere l’etichetta e di lavorarci seriamente. Alla fine del mio disco ho preparato 120 copie, interamente fatte a mano da me”. L’Ep si intitola Oggi che giorno è e contiene cinque tracce registrate in presa diretta insieme a Luca Gambula e Mirco Pilloni. Esempi molto ben riusciti dell’approccio alla musica di Dainocova: romantico e ironico, capace di tenere insieme canzone italiana e folk rock alternativo anglosassone.

L’Ep apre la strada a una serie di release che attingono dal bacino della scena indie rock cagliaritana, che da una quindicina d’anni ruota intorno a una serie di musicisti impegnati in progetti diversi. Come i Sushicorner, duo composto da Andrea Pilleri (Rippers, Love Boat, Thee Oops) e Antonio Orrù (Raw Rave Groove, Undisco Kidd), che con Moka hanno pubblicato quattro tracce sotto il titolo di Leftlovers, in grado di spaziare dal pop da cameretta al garage rock psichedelico. Basso, chitarra, drum machine e tastierine giocattolo sono ossa e viscere di una manciata di brani che rimangono letteralmente appiccicati addosso; suonano acidi, sopra le righe e divertentissimi. Ogni release di Moka è musicalmente ed esteticamente un caso a sé. Il disco di Vanvera and the Golden Birdies, ad esempio, è il lavoro di un crooner alle prese con un synth pop minimale anni Ottanta attraversato da correnti calde di spiritual e blues. Little Lost Kittens segna il ritorno del cantautore e musicista di Villacidro con un nuovo lavoro a dodici anni di distanza dall’esordio su Here I Stay Records.

La quarta release è ancora più “aliena”. Si tratta della prima uscita dei La T.A.R.C., progetto sperimentale che spazia tra post rock, ambiente e drone. Il disco è una session di 30 minuti divisa in 4 moduli, dilatata, intensa e magmatica, che vede all’opera Marcello Pisanu (Golfclvb, Plasma Expander), Daniele Serra (Reduction, Medusa’sSpell) e Antonio Pinna (Julia Ensemble, Uncle Faust). Poi ancora i Memory of Sho con “Life at the seaside”, che vede in azione gli ex Diverting Duo Sara Cappai (voce, loop, effetti e sintetizzatore) e Gianmarco Cireddu (chitarra, archetto e D-ronini). Il suono del duo è etereo e meditativo, dall’impronta ambient e sperimentale, melodia e saturazioni droniche. Infine Maggot Madness, l’alias di Simone Mura, uscito in coproduzione con il collettivo di dj della Fratellanza Rock’n’roll che ha deciso di stampare il disco in collaborazione con Moka. Classe ’90, un passato e un presente tra band garage punk sarde (The Moorays, Undisco Kidd, Gravedigger V), propone tracce psych pop lo-fi prodotto con chitarre, batterie sintetiche e synth. “Sto sperimentando – dice Nicola -, mi prendo tutta la libertà che posso avere. Pubblico quello che mi piace senza fare troppi calcoli, anche per questioni di feeling coi musicist icoinvolti. Manca ancora tanta roba da stampare, ma lo faremo senza fretta e senza avere ansia”. 

andrea tramonte

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