Mont’e Prama, lo strano caso del Ministero che espropria i cittadini ma non la Chiesa

Mappale 1588. Da tenere a mente. È l’unico, tra quelli dove sono stati trovati i Giganti di Mont’e Prama che il ministero per i Beni culturali non ha inserito nell’elenco delle terre espropriare. Il caso è emerso oggi dopo un comunicato diffuso dalla Fondazione che si occupa di tutelare i guerrieri arrivati da lontano e trovati nelle campagne di Cabras nel 1974.

Lo strano comportamento del ministero stava passando sotto traccia. Ma poi mettendo insieme i tasselli del mosaico, ecco il particolare che salta all’occhio. Anche perché oggi proprio l’area di quel mappale è stata regalata alla Fondazione dall’Arcidiocesi di Oristano, che ne detiene la proprietà.

C’è tanto di foto a testimoniare l’accordo: ecco il presidente dell’ente, Anthony Muroni, in posa insieme a padre Roberto Carboni, il numero uno della Chiesa oristanese. Che con la cessione del mappale è diventa “socio sostenitore” della Fondazione e di tutto il percorso di tutela dei Giganti nonché delle future campagne di scavo. In cambio l’Arcidiocesi ha ottenuto l’impegno della parte pubblica a impegnarsi per “la valorizzazione culturale e turistica delle chiese di
San Giovanni di Sinis e San Salvatore”, che ricadono nell’area di Mont’e Prama. Si tratta di due luoghi sacri che sono già oggetto di altrettanti interventi di recupero attraverso l’Unione dei Comuni e la Regione.

È stato lo stesso Muroni, pur non interrogandosi sul perché, a confermare che il mappale 1588 era “l’unico rimasto fuori dalla dichiarazione di pubblica utilità che il ministero della Cultura ha emesso nell’ottobre 2021”. Adesso però anche quell’area entra sotto l’egida della Fondazione. “Possiamo dire che si chiude il cerchio e si parte verso una fase nuova”, ha aggiunto il presidente.

Così la direttrice Nadia Canu: “Avere la disponibilità del mappale 1588 ci mette nelle condizioni di procedere speditamente nella predisposizione di una richiesta di concessione per nuovi scavi, che presenteremo tenendo conto di quelli già programmati dalla Soprintendenza. Abbiamo dei fondi dedicati da impegnare entro fine dicembre 2022″. E questo in attesa che il Comune faccia materialmente gli espropri, rispettando le indicazioni del ministero che aveva miracolosamente graziato la Chiesa, è proprio il caso di dirlo. (al. car.)

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