Debito pubblico, meno soldi dalla Sardegna: Roma dice sì

Roma dice sì alla riduzione degli accantonamenti che paga la Sardegna a copertura del debito pubblico nazionale: sono 684 milioni all’anno. Accordo Paci-Bressa.

“Il sottosegretario Bressa ha riconosciuto le nostre ragioni, ha condiviso numeri e analisi del dossier che gli abbiamo consegnato e ha ritenuto ragionevoli le nostre richieste sugli accantonamenti a partire dal 2018″. Raffaele Paci, oggi a Roma per concertare il taglio di risorse che la Sardegna destina alla copertura del debito pubblico nazionale, ha ottenuto il via libera dall’esponente del Governo. Parte dunque la fase due, per trattare con gli uffici di Palazzo Chigi “tempi e modi che consentano di raggiungere i risultati che vogliamo nel più breve tempo possibile”, dice il vicepresidente della Giunta nonché assessore alla Programmazione. Materialmente si dovrà quantificare l’entità della riduzione.

È una vertenza da 684 milioni, quella aperta dall’Esecutivo con Roma. Perché questa è la cifra che la Sardegna paga attualmente per contribuire alla riduzione del debito pubblico. “Una somma troppo elevata”, sostengono Paci e il governatore Francesco Pigliaru, di recente intervenuto sul tema in Consiglio regionale (leggi qui). La posizione dell’Esecutivo è che gli accantonamenti erano stati concordati per essere una misura straordinaria, a tempo, per questo la Regione sta chiedendo almeno una consistente riduzione.

“Il prossimo confronto sulle rivendicazioni della Sardegna – continua Paci – sarà dunque fatto direttamente a Palazzo Chigi”. Questo pomeriggio, invece, Paci ha incontrato Gianclaudio Bressa al ministero degli Affari generali dove lo stesso Bressa è sottosegretario.

“Nel dossier ha consegnato all’esponente del governo e concordato col presidente Pigliaru – si legge in una nota della Regione -, c’è una dettagliata analisi economica, è affrontata la questione insularità (coi maggiori costi che comporta) e vengono elencati tutti i numeri della crisi che l’Isola sta vivendo”. Paci aggiunge: “Il documento dimostra in modo evidente che la Sardegna d’ora in poi ha bisogno di quei 684 milioni per realizzare politiche di crescita e sviluppo mirate. La nostra posizione è molto chiara: non ci fermeremo finché il Governo non riconoscerà una drastica riduzione degli accantonamenti a partire dal 2018”.

Paci traccia un bilancio della nuova programmazione economica regionale. “Finora abbiamo consolidato tre importanti risultati: il pareggio di bilancio, le norme di attuazione sulla vertenza entrate e il Patto per la Sardegna (da 2,9 miliardi) – ricorda -. Adesso è il momento di lavorare al nuovo accordo che tenga conto delle diverse condizioni che si sono venute a creare con il rallentamento della crescita economica nazionale e, di conseguenza, di quella sarda. Anche ieri in Consiglio regionale è emersa l’esigenza di un forte confronto con lo Stato sul tema degli accantonamenti – sottolinea Paci -, esigenza che accogliamo e che era stata sollevata da noi per primi. Già la prossima settimana la nostra vertenza verrà incardinata nell’agenda del Governo”.

Al. Car.
(@alessacart on Twitter)

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