Legge Casa, ricomincia la maratona. Ancora da votare 9 articoli (su 31)

La Legge Casa torna oggi in Aula. Cesare Moriconi (Pd), Eugenio Lai (Sel) e Pietro Pittalis (Fi) fanno il punto sugli articoli approvati.

La Legge Casa torna oggi in Consiglio regionale (dalle 16) e già domani potrebbe arrivare l’approvazione finale. Così dopo settimane di scontri, correzioni e perfino il brivido di quel voto segreto che aveva autorizzato il cemento sulle coste. Poi tutto è stato azzerato attraverso un emendamento, ultimo ostacolo prima della pausa pasquale. Nella coalizione di governo non hanno dubbi: “Malgrado la complessità del tema, il centrosinistra ha dimostrato di saper dialogare al proprio interno rispettando l’impostazione normativa della Giunta”, dicono Cesare Moriconi (Pd) ed Eugenio Lai (Sel). Solo bordate dall’opposizione. Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia, tuona: “Dall’Aula uscirà una legge ancora peggiore rispetto al testo liquidato dalla commissione”.

Certo è che l’esame dei rimanenti 9 articoli (sui 31 totali) dovrebbe marciare spedito: contengono disposizioni di importanza minore rispetto ai temi che hanno diviso la maggioranza. Ovvero, le zone A (centri storici), le E (Agricole) e le F (turistiche), sulle quali a marzo era intervenuto pure il segretario del Pd, Renato Soru. Obiettivo: stringere le maglie volumetriche allargate troppo dalla commissione Urbanistica presieduta dal Dem Antonio Solinas. Di fatto uno stravolgimento del ddl approvato a ottobre dalla Giunta.

Il punto sul Piano Casa del centrosinistra lo fa Moriconi, con una premessa: “Dal lavoro dell’Aula è intanto venuta fuori la certezza che questa maggioranza vuole la nuova Legge urbanistica. Si governerà il territorio calando le norme nelle singole specificità locali”. Ciò che in prospettiva ha permesso alla coalizione di ricucire gli strappi interni delle ultime settimane.

Gli interventi consentiti nei centri storici sono  il primo frutto delle diplomazie. Infatti: nel ddl della Giunta, gli ampliamenti erano autorizzati solo nelle case dei disabili. “La quadratura trovata – ricorda Moriconi – consentirà aumenti volumetrici a tutti i proprietari di immobili nei Comuni dove il Piano particolareggiato è adeguato al Ppr“. Insomma, “si torna alle origini”, fa notare il consigliere Dem.

Certosino lavoro di mediazione pure per le zone B (completamento) e C (di espansione). “Il risultato ottenuto in Aula è doppio: aumento delle volumetrie da 70 a 90 metri cubi (30 metri quadrati) nei Comuni senza Puc, mentre in quelli dove è stato approvato si sale da 90 a 120 metri cubi (40 metri quadrati)”. Moriconi sottolinea ancora: “Rispetto al Piano Casa di Cappellacci, questa legge si caratterizza per aver imposto un tetto massimo ai nuovi volumi. Noi non vogliamo colate di cemento in deroga”.

La maggioranza ha faticato non poco a trovare l’accordo anche sulle zone agricole. “Il lotto minimo per costruire – continua Moriconi – resta di tre ettari, così come lo aveva fissato la Giunta nel ddl di ottobre riprendendo il Ppr. Ma quando sarà pronta la cartografia delle sub zone, il limite potrà essere ridotto o aumentato a seconda della diversa tipologia territoriale”. Il consigliere Pd chiarisce: “Nelle more della nuova legge urbanistica la massima salvaguardia non poteva che diventare una scelta condivisa. Del resto, nella programmazione futura, scritta per esempio nel Piano regionale di sviluppo, l’agricoltura sarà un settore chiave degli investimenti. Non era pensabile esporre le campagne sarde al rischio di una frammentazione che ne avrebbe compromesso la crescita”. Nelle zone E saranno consentiti pure gli ampliamenti degli edifici esistenti. Volumetria massima: 60 metri cubi (20 metri quadrati).

Infine le zone F, cioè le coste. Come detto, il primo aprile scorso ci fu un golpe notturno: i franchi tiratori del centrosinistra fecero passare l’emendamento che apriva la strada alle nuove volumetrie per gli alberghi sul mare, quindi dentro la fascia dei 300 metri. Obiettivo: realizzare servizi per allungare la stagione. Che poi: questa stessa impostazione era scritta nel ddl della Giunta, ma con un successivo accordo in maggioranza si decise di rinviare la questione alla Legge urbanistica. In Aula, però, l’intesa è saltata. La pace tornò già il giorno successivo, con un emendamento correttivo.

L’articolo sulle zone F è il numero 19. “Prevede che gli interventi negli hotel possono essere realizzati anche nella fascia dei 300 metri, quando questa coincide con le aree urbane – continua Moriconi -. Di fatto restano fuori solo  una sessantina di strutture rispetto alle oltre 350 dove potenzialmente saranno permessi gli ampliamenti. E comunque nessun intervento riguarderà i posti letto”.

Moriconi chiude analizzando il dato politico della Legge Casa: “La Sardegna è governata da una Giunta che ha profondo rispetto del Consiglio regionale. Col confronto, a tratti anche serrato, si è fatta sintesi sulle diverse posizioni emerse in maggioranza, ma ciò non ha modificato né minato il fondamento del ddl, pensato per creare sviluppo nel massimo rispetto dell’ambiente e del paesaggio”.

Lai, che è il vicepresidente del Consiglio, a domanda precisa torna sulle frizioni interne al centrosinistra. “La maggioranza – dice – ha tenuto eccome. L’esito del voto sulle zone F è stato un piccolo incidente subito recuperato”. Tanto che il vendoliano parla di un centrosinistra “rafforzato proprio dal lavoro dell’Aula, durante il quale si sono messi insieme i contributi di tutti i gruppi”. Rispetto ai tre macrotemi – centri storici, zone agricole e coste -, Lai valuta “molto positivamente le soluzioni trovate nella stesura definitiva degli articoli che blindano il territorio, ma danno respiro all’economia”.

Pittalis parla di “legge con paradossi: la maggioranza dovrà spiegare perché gli ampliamenti degli hotel sono consentiti anche nella fascia dei 300 metri quando ricade nell’area urbana, ma nemmeno un mattone potrà essere mosso nelle strutture ricettive dei centri storici”. Il capogruppo azzurro assegna un merito all’opposizione: “I maggiori aumenti volumetrici ammessi nelle zone B e C sono arrivati grazie ai nostri emendamenti, ed è l’unica cosa da salvare di una legge che non accontenta nessuno, né gli ambientalisti né i costruttori”. Quindi l’appello di Pittalis agli scontenti della maggioranza: “Mi aspetto coerenza rispetto ai malumori emersi in Aula. Mi riferisco agli onorevoli Meloni (Pd), Anedda (Sinistra Unita), Arbau (La Base) e Sale (iRs). Tutti, con estrema onestà intellettuale, hanno preso le distanze da certi articoli o dal norma nel suo complesso”.

E se la maggioranza è ottimista sul fatto che la Legge Casa possa incassare già domani l’ok definitivo, Pittalis tira ancora la corda e avvisa: “Non è un traguardo così scontato”.

Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)

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