Questa mattina in Sardegna sono scattate perquisizioni nei confronti di un foreign fighter nuorese e di altri due sospetti, tutti residenti in Sardegna – tra Cagliari e Nuoro- nell’ambito di un’indagine dell’Antiterrorismo della Polizia e della Digos di Nuoro sulle attività di combattimento all’estero. Il nuorese Pierluigi Caria (noto Luisi Caria e Luiseddu), 33 anni, che ha combattuto con le milizie curde è considerato il foreign fighter. Nei suoi confronti è scattato il sequestro preventivo del passaporto in quanto dalle indagini, coordinate dalla Dda di Cagliari, è emerso che l’uomo stava per ripartire per l’Iraq per poi raggiungere la Siria. Si tratta dell’unico provvedimento preso nei sui confronti insieme al divieto di espatrio. Non vi sarebbe nessuna fattispecie di cellula eversiva e viene solo ipotizzato ma non ancora contestato il reato di partecipazione ad organizzazione terroristica. Una delle altre perquisizioni è stata effettuata nei confronti del presidente dell’Asce (Associazione Sarda Contro l’Emarginazione), Antonello Pabis. Lo fanno sapere in una nota i portavoce del movimento indipendentista ‘Caminera Noa’ parlando di Pabis come di un “sostenitore” della loro formazione politica.
Il riconoscimento dalla foto con la bandiera dei 4 mori. Le indagini nei confronti dei tre sono partite dalla diffusione in rete di una foto in cui si vedono due miliziani, in tuta mimetica e con il volto travisato, uno armato di kalashnikov l’altro con il pugno sinistro alzato, dietro a due bandiere. Una della Bretagna antifascista l’altra con il simbolo dei quattro mori della Sardegna. I due militanti sono stati identificati e sono il bretone Olivier Francois Jean Le Clainche (conosciuto col nome di battaglia Kendal Breizh), morto in combattimento il 18 febbraio scorso e, appunto, Caria. Quest’ultimo era già stato in Siria e Iraq per combattere con le Ypg, le Unità di protezione del Popolo curde, e l’International Freedom Battalion, la brigata composta da militanti stranieri che affianca i curdi nella lotta all’Isis. Entrambe le sigle sono vicine al Partito dei lavoratori del Kurdistan, il PKK – ritenuto dalla Turchia e anche dalla Ue un’organizzazione terroristica ma da sempre in prima linea contro l’Isis. A Caria viene contestato il 270 bis, l’associazione con finalità di terrorismo.
Le indagini e le perquisizioni su due cagliaritani. Le altre perquisizioni riguardano due giovani (uno è Antonello Pabis) che potrebbero essere collegati alla rete dei foreign fighter (soprattutto nello scenario Siria-Iraq). La prima perquisizione è scattata alle 6, seguita da un altro intervento in un altro appartamento. Ora le indagini e i controlli si sono allargate a tutta l’isola, e riguarderebbero le persone che negli ultimi mesi sono state in contatto con Caria, considerato una figura centrale. Un’operazione estesa – al di là dei due casi cagliaritani – anche a diversi paesi della Sardegna.
La solidarietà su Facebook, dagli indipendentisti e dal Manifesto sardo. Sul profilo Facebook del giovane 






