Marganai, il Soprintendente Martino: “Ecco perché ho bloccato i tagli”

Il Soprintendente per i Beni paesaggistici di Cagliari e Oristano, Fausto Martino, si sta occupando del ‘Caso Marganai’ da pochi giorni – è arrivato in Sardegna appena qualche settimana fa – eppure uno dei primi atti firmati ha avuto un effetto dirompente: spegnere le motoseghe che secondo il piano dell’Ente foreste e del Comune di Domusnovas dovrebbero radere al suolo 550 ettari di lecceta. Il tutto senza passare per le autorizzazioni paesaggistiche della Soprintendenza. E neppure per la valutazione di incidenza ambientale, che la Regione nel 2010 non ritenne necessaria. L’iter si limitò ad un semplice screening, in quanto “gli interventi non sembrano poter avere effetti significativi sugli habitat e sulle specie”, scrisse nel 2010 l’allora responsabile del Servizio valutazioni ambientali.

La Soprintendenza che ne pensa? 

È una mia impressione, ma non mi pare che tagli così estesi possano ritenersi ininfluenti per tutto l’ecosistema tutelato. La valutazione serve a verificare non solo le conseguenze sul patrimonio boschivo, ma su tutto l’ecosistema, quindi dovrebbe tener conto di tanto aspetti, come ad esempio gli effetti sulla fauna. Poi, devo dire che io sono abituato a valutazioni di incidenza fatte anche per cose più modeste. Anche la stessa apertura del cantiere per i tagli, per dire, potrebbe avere ripercussioni sull’ecosistema. Ma sia chiaro: io non ne faccio una questione di carattere forestale, non sono l’autorità preposta. Il mio compito è strettamente legato a ciò che la legge prevede: verificare se questo intervento, che necessita di un’autorizzazione da parte della Soprintendenza, l’ha avuta o meno.

Quindi ha chiesto lumi al Comune di Domusnovas, ma non ha ricevuto risposta…

No

E negli uffici della Soprintendenza non ha trovato alcun riscontro documentale?

Nemmeno. Guardi: io di questo progetto, dagli organi preposti non ho saputo nulla. Quello che so, l’ho appreso dalla stampa. Oggi infatti scriverò alla Regione, chiedendo tutti gli atti del caso utili a inquadrare la vicenda: voglio capire cosa è stato fatto e cosa si ha intenzione di fare

La questione è finita pure in Procura

Un atto dovuto. Una volta che la stampa rende nota la vicenda e viene appurata la mancanza di autorizzazioni, c’è l’obbligo di segnalare

Come mai gli interlocutori istituzionali, dalla Regione all’Ente foreste fino al Comune di Domusnovas, hanno bypassato la Soprintendenza?

Non so se sia stata una cosa legata ad una errata intepretazione normativa o sia stato fatto per precisa volontà. Quello che ho verificato è che non siamo stati coinvolti. Ho ricevuto una nota del Corpo forestale in cui si sostiene che il taglio non è dannoso e che farà bene al bosco, oltre a una telefonata del direttore generale dell’Ente foreste con cui si chiede un incontro. Ora, credo che con gli amici dell’Ente foreste si farà il punto della situazione

Nessun accenno a relazioni che segnalano forti criticità rilevate dopo la prima stagione dei tagli?

No

Tornando al mancato coinvolgimento dela Soprintendenza, forse gli enti preposti hanno ritenuto che quel tipo di tagli non dovesse essere sottoposto ad autorizzazione paesaggistica…

Ma le norme, a riguardo, parlano chiaro. Si parla di uno sfruttamento del bosco a fini produttivi, per ottenere legna da ardere e materia prima per la produzione di pellet. Non parliamo insomma di consuete operazioni per il miglioramento boschivo, come la manutenzione del sottobosco o simili

Quindi a vostro avviso appare naturale che dovesse essere chiesta l’autorizzazione, no?

Ma basta dire una cosa: l’area in questione è interessata da numerosi vincoli. E la motivazione è semplice: a giustificare i vincoli è il bosco stesso. Oltretutto, a parte il bosco, mi pare si parli di una zona preziosissima anche da altri punti di vista, non solo ‘boschivi’. Ecco perché il mio ufficio avrebbe dovuto verificare la sussistenza, nell’esaminare l’eventuale rilascio dell’autorizzazione, di azioni in conflitto con i vincoli. Si deve agire secondo precise cautele, perché le operazioni non devono danneggiare il bene protetto

Quindi si arriva alla sospensione dei tagli, che avrebbero dovuto riprendere nelle prossime settimane. Questo stop riguarda anche altre attività?

Riguarda solo le operazioni di ceduazione e le azioni ad essa collegate, come ad esempio l’eventuale apertura di nuove piste. Non si impone cioè la sospensione di tutte le altre attività, come ad esempio le manutenzioni boschive e le attività utili alla conservazione del bosco.

Pablo Sole

sole@sardiniapost.it

 

 

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