Gli esperti: “Nefasto radere al suolo il Marganai”. Il sindaco: “Via gli esperti”

“Ma l’incarico, a questi signori, chi gliel’ha dato?”. Il sindaco di Domusnovas Angelo Deidda è tipo sanguigno, avvezzo alle barricate. L’ultima l’ha innalzata contro il team di esperti che ha firmato l’aggiornamento del Piano di gestione del sito di interesse comunitario Monte Linas – Marganai, quasi trecento pagine (guarda) che demoliscono passo passo le velleità da taglialegna del primo cittadino. Colui il quale col placet dell’Ente foreste e del Servizio impatti ambientali della Regione, ha già fatto radere al suolo 35 ettari di lecceta. Con quali risultati, l’han documentato i suddetti professionisti in 288 pagine riassumibili in sette lettere: “Nefasti”.  

Missione motosega

Il problema è che Deidda, di ettari, vorrebbe buttarne giù 550 (leggi) – circa il 25 per cento dell’intera foresta, che si estende per 2300 ettari – e trasformare i lecci in legna da ardere. Magari in biomasse. Ma se il Piano di aggiornamento venisse approvato così com’è, le motoseghe rimarrebbero mute. Il nullaosta definitivo al documento deve arrivare dai comuni interessati, vale a dire Villacidro (capofila), quindi Arbus, Gonnosfanadiga, Fluminimaggiore, Iglesias e per l’appunto Domusnovas. Di certo, il Piano è sovraordinato rispetto a tutti gli altri progetti in atto (compreso quello che riguarda i tagli). Ecco perché è così importante. La relazione è ora al vaglio degli enti locali e proprio in una delle ultime riunioni – dicono le cronache – Deidda ha tirato in ballo il collega di Villacidro chiedendo “quali siano stati i criteri per conferire l’incarico agli attuali redattori del Piano”. Ma è semplice: è stato fatto tutto tramite un bando pubblico in capo alla Regione Sardegna, aggiudicato nell’aprile del 2014. Possibile che il sindaco non lo sappia?

Missione “salvaguardia”

Ma che dice il Piano di tanto ‘compromettente’? Per i progetti di Deidda e dell’Ente foreste, una cosa semplice semplice: basta tagli. O perlomeno: la ceduazione va ridotta ai minimi termini. Anche perché la capacità di riproduzione delle piante tagliate è bassissima. Si vuol proprio ceduare? Bene: vada per qualche ettaro. Mica 35, e men che meno i famosi 550. Considerando oltretutto che dei 35 ettari già rasi al suolo, “23 sono stati effettuati senza soluzione di continuità”, documentano gli esperti (pagina 151 del Piano di gestione, ndr). Un dato in disaccordo con ciò che ha dichiarato a Sardinia Post il commissario dell’Ente foreste Giuseppe Pulina: “Per le prescrizioni dell’Ente e dello stesso Corpo Forestale, le aree di taglio hanno avuto uno sviluppo massimo di 10,00 ettari”, ha scritto in una recente nota. D’altronde, per verificare i dati sull’estensione (in difetto) delle tagliate, è sufficiente un’occhiata dal satellite attraverso l’applicazione Acme Planimeter, che in un paio di clic calcola l’estensione delle aree selezionate. Si parla di un’esigua tagliata? Non pare proprio.

Ciò detto, in sostanza gli esperti dicono che quel che è stato programmato e in parte realizzato rischia di mettere in serio pericolo – in barba alle precise normative dell’Unione europea – la foresta del Marganai. Che è stata preservata, difesa e tutelata dall’Azienda foreste demaniali della Sardegna con ingenti esborsi di denaro pubblico, dal 1980 e fino alla soppressione dell’ente regionale, nel 1999. In quell’anno, tutto il patrimonio passò all’Ente foreste. Che ora vuole paradossalmente rinverdire i fasti delle tagliate a raso di francese e piemontese memoria. 

Un disastro all’orizzonte

Dopo aver monitorato per quasi un anno l’area della lecceta rasa al suolo, il team composto da Angelo Aru – uno dei padri dell’agronomia e geopedologia in Sardegna – dal geologo Daniele Tomasi e dal biologo Francesco Aru, ha scientificamente documentato qualche piccola controindicazione legata ai piani di Deidda e dell’Ente foreste. A partire da una “situazione di criticità e conseguenti effetti di degrado su habitat e specie”. Come l’erosione del territorio: dopo i tagli, nel Marganai si gioca al rialzo con ben cinque varianti. Ovvero: sheet-erosion, rill-erosion, piramidi di terra, affioramento dei colletti e delle radici di alberi e arbusti, depositi eterogenei di residui vegetali e materiali organo-minerali pedologici (pag. 151, ndr). Fenomeni che Sardinia Post ha documentato pochi giorni fa.

E non c’è solo l’erosione

A preoccupare gli esperti ci sono anche altri fenomeni: sono scomparsi i micromammiferi, le unità di paesaggio sono state sconvolte o frammentate, l’astore sardo, dopo i tagli, non si fa più vedere – ma pure i pipistrelli latitano – i funghi non ci sono più, il microclima della foresta è andato a farsi benedire mentre diversi lecci e agrifogli risparmiati dai tagli si sono schiantati al suolo. Tutto questo in appena 35 ettari di tagliata. Che Deidda e l’Ente foreste vorrebbe riproporre su 550 ettari.

Tempo al tempo. O forse no

Si dirà: tutto si ricrea. Sarà. Sta di fatto che nel Piano si parla (anche) di “ceppaie morte”, che non daranno alcun nuovo fusto. Come se non bastasse, spesso gli alberi tagliati, se non son morti, barcollano. Il Piano dice infatti che “nella maggior parte dei casi le ceppaie (le basi degli alberi già tagliati) risultano senescenti e marcescenti, con numerose erosioni fungine e parassitarie, con capacità pollonifera scarsa o assente”. I polloni sono le ‘gemme’ che dovrebbero dar vita ai nuovi fusti: se sono “assenti”, saranno assenti anche gli alberi. Possibile, in queste condizioni, che la foresta appena abbattuta risorga nel giro di 30/40 anni? Difficile. Se non impossibile, visto che la foresta non ha la capacità di rigenerarsi e si perde per sempre. Come ha risposto l’Ente foreste a queste osservazioni? “Abbiamo fatto un sopralluogo – hanno scritto – e va tutto bene”. Di relazioni scientifiche però, manco l’ombra.

Pablo Sole

sole@sardiniapost.it

(Foto di Alessandra Cadeddu)

Aggiornamento: in  merito all’assegnazione dell’incarico, dal Prof. Francesco Aru riceviamo e pubblichiamo

Il comune di Villacidro con determina assessore ambiente n. 14688 repertorio 621 del 19.06.2012 ha ottenuto un finanziamento di euro 25.000,00 per l’aggiornamento del PG del SIC Linas-Marganai. Con determina n. 195 del 18.02.2014 il comune di Villacidro ha aggiornato l’elenco dei prof. qualificati per l’affidamento di incarichi di redazione di piani urbanistici generali e/o attuativi, consulenza alla redazione di piani generali e attuativi, prestazioni specialistiche connesse alla redazione di atti di pianificazione d’importo stimato pari o inferiore a euro 100.000,00. Considerata la sentenza della corte di cassazione n.411/2008, la Regione Sardegna ha precisato come interpretare la legge n.5/2007 art. 41 “Servizi e forniture da eseguirsi in economia”, considerato che l’art. 125 del Codice dei Contratti dispone che l’acquisizione in economia di beni e servizi è ammessa qualora siano state individuate preventivamente le singole voci di spesa e i limiti d’importo dalla stazione appaltante, come contemplato dall’art. 125 coma 10 Codice dei Contratti Pubblici e dal Dpr 384/2001. Considerato che in data 21.02.2014 prot. 4624 è stato invitato alla procedura di affidamento lo studio del dott. Francesco Aru, che ha presentato un’offerta in ribasso per complessivi euro 19.408,10 oltre a Iva e oneri previdenziali, che il Rup ha ritenuto congrua l’offerta e valida la competenza tecnica del gruppo valutata coi curricula e l’elevata conoscenza del territorio e delle procedure vista la precedente stesura del P.G. del SIC, è stato affidato l’incarico in base all’art. 125, coma 10, del D.Lgs. 163/2006 per un importo di euro 19.498,10 oltre a IVA e cassa professionale. La gara del 2006 per l’esecuzione del P.G. si vinse per ribasso. Allo stato attuale il gruppo non ha percepito ancora neanche un euro. Il SIC m.te Linas- Marganai è stato approvato con Decreto dell’Assessore Ambiente n. 61 del 30/07/2008, con esso il suo piano di gestione. Con le seguenti prescrizioni assessoriali: fare il regolamento sulle attività di arrampicata; fare regolamento sulle attività agropastorali; fare regolamento attività ingresso in grotta; fare regolamento attività venatoria; fare regolamento attività di gestione forestale. 

 

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