Videoconferenza coronavirus, Solinas: “Ecco il grande lavoro della Regione”

Un’ora di collegamento coi giornalisti. In videoconferenza. Sessanta minuti dedicati al coronavirus. Oggi la ‘prima’ e così “andremo avanti sino alla fine dell’emergenza”. Il presidente Christian Solinas comincia a parlare alle 19. “Dico ai sardi di stare tranquilli. La Regione sta lavorando col meglio delle sue risorse e con strumenti all’avanguardia. Stiamo trasformando in ordinanze le disposizioni della scienza. Seguiamo le tre T dell’Organizzazione mondiale della sanità: testare, tracciate, trattare”. Da un altro pc Riccardo Porcu, il Dg degli Affari generali, proietta tabelle e grafici. Sono collegati anche il capo dell’Ufficio stampa, Ignazio Artizzu; il portavoce del governatore, Mauro Esu; l’assessore alla Sanità, Mario Nieddu.

Solinas si prende cinquanta dei sessanta minuti a disposizione. “Scusate, ma le domande della stampa le rinviamo a domani. Oggi ho parlato molto io – sottolinea alla fine della videoconferenza – perché andava illustrata l’intera macchina organizzativaa della Regione. A cominciare dalla piattaforma di monitoraggio. Dai 13.300 autodenunciati il 12 marzo, siamo arrivati a 26.127. Sono le persone rientrate nell’Isola, tra i nostri ragazzi che studiavano fuori e altri sardi tornati a casa perché hanno perso il lavoro. Tutti sono stati censiti e di ciascuno stiamo controllando l’effettivo rispetto dell’isolamento domiciliare volontario. Così come la quarantena”.

Il gruppo dei 13.300, a scaglioni, finirà i quattordici giorni di isolamento il 26 marzo. “Gli altri nei giorni successivi, a seconda della data di rientro – chiarisce il governatore -. Insieme alle forze dell’ordine, si occupano dei controlli i 1.300 forestali della Sardegna e i Comuni, che oltre ai corpi di polizia municipale hanno organizzato squadre di volontari, compresi i barracelli. Nonostante stia venendo fuori una narrazione devastante – è il riferimento alle inchieste dei giornali sull’assenza dei dispositivi di protezione individuale negli ospedali -, la Sardegna è la quartultima regione in Italia per numero di positivi”.

Nessuno, nel corso della videoconferenza, lo dice mai. Esplicitamente. Ma se la Regione avesse monitorato la disponibilità del materiale anti-contagio negli ospedali, oggi sarebbe un’isola felice nell’emergenza nazionale del coronavirus. Invece c’è il dramma del nord Sardegna, dove i casi do Covid-19 sono cresciuti del 694 per cento in sette giorni. Una mostruosità. E non è certo colpa dei giornalisti.

Il capo della Giunta sarda si limita a fare un passaggio sulle criticità. “È evidente che ci sono. Ma come sta succedendo nel resto d’Italia. Questo virus è democratico: colpisce tutti, a qualunque latitudine. Dalle Antille al Pacifico. La Sardegna sta pagando anche anni di tagli e i mancati turn over: le strutture sanitarie stanno gestendo questa emergenza con gli organici ridotti all’osso. La Regione ha fatto la propria parte da tempi non sospetti: ad oggi sono centinaia le riunioni organizzate. Domani ne ho una con le organizzazioni di categoria e i sindacati per fare un accordo di sistema, inserendo nelle tutele tutte quelle aziende e persone che non rientrano negli aiuti nazionali”.

Se il tracciare si traduce nei controlli, il capitolo del ‘testare’ riguarda appunto “i tamponi a tappeto che faremo prestittimo”, continua Solinas. “Intanto tutto il personale sanitario verrà sottoposto a screening. Ma anche le case di riposo si stanno rivelando luoghi fertili per la diffusione del virus e quindi da processare”. Il governatore ricorda “il numero verde sempre attivo, 800 311 377” e dà i numeri della giornata: “Finora sono stati fatti 2.568 test, di cui 168 ancora in lavorazione. Le persone ricoverate sono 94, 18 quelle in terapia intensiva, mentre 149 sono le persone in quarantena”. Oggi i casi totali hanno raggiunto quota 359.

“È fondamentale – va avanti Solinas – che tutti rispettino le prescrizioni della Regione”. Nella tarda mattina la stessa presidenza ha diffuso le nuove restrizioni applicate in tutta l’Isola che “si vanno ad aggiungere alla chiusura di porti e aeroporti, con cui abbiamo da subito messo sotto protezione la Sardegna”. Solinas annuncia inoltre “il rilascio di una app, proprio in queste ore, che ricalca il modello di Cina e Corea: garantirà un monitoraggio costante dei 26mila in isolamento. In più le persone in quarantena potranno rivolgersi alle associazioni di volontariato per ottenere i viveri necessari nei quattordici giorni di permanenza obbligata in casa. Siamo all’avanguardia, non un passo indietro rispetto a nessuno”.

Sul fronte strettamente sanitario, ovvero il contenimento dei contagi, il governatore spiega che “saranno realizzate strutture ad hoc per la quarantena. Ci siamo resi conto – sottolinea – che non tutti i positivi o le persone che devono stare in quarantena hanno la possibilità di farlo. Per questo mettiamo a disposizione, a breve, spazi adeguati. Dobbiamo assicurare l’effettivo isolamento a tutti: non possiamo mettere a rischio altre migliaia di familiari”.

Solinas chiude con una certezza: “Questa emergenza non sartà breve. Ma nei prossimi giorni cominceremo a raccogliere i frutti di tutte le misure di contenimento che abbiamo avviato. E altre ne prenderemo. Io stesso ho dato mandato agli uffici di acquistare tutto il materiale necessario per la sicurezza sui luoghi di lavoro e per la tutela delle persone più in generale. Abbiamo aperto una contabilità speciale con la Banca d’Italia”.

Al. Car.
(@alessacart on Twitter)

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