Isola arancione, grana ospedali e Rsa. Ma spuntano ritardi su dati trasmessi

Troppi focolai. Soprattutto nelle Rsa. E aumento dei posti letto occupati da pazienti Covid nelle Terapie intensive. Queste le motivazioni riferite questa mattina dall’assessore alla Sanità, Mario Nieddu, per spiegare il declassamento della Sardegna a zona arancione. Ma l’esponente della Giunta hanno omesso un elemento che ha contribuito a spingere l’Isola nel gruppo delle regioni con maggiori restrizioni (qui tutte le nuove regole da rispettare): dal Report aggiornato al 20 gennaio, risulta che la Sardegna non ha mandato nei tempi dovuti i dati sui contagi.

Il nodo si evince da una nota a piè di pagina. È scritta in piccolissimo ad accompagnare un numero in rosso, anziché in nero. Si legge: “È stato rilevato un forte ritardo di notifica dei casi nel flusso Iss che potrebbe rendere la valutazione di questi indicatori meno affidabile“. Praticamente un problema simile a quello di fine dicembre, quando sempre l’Istituto superiore di sanità, che per conto del ministero della Salute elabora i numeri in arrivo dai territori, aveva bacchettato l’Azienda per la tutela della salute. Allora i dati erano stati spediti a Roma incompleti.

Quanto ai focolai nelle Rsa, si tratta di un’emergenza che ha sempre caratterizzato la pandemia in Sardegna. Sono stati decine e decine gli anziani morti anche durante la prima ondata. Tanto che tutte le residenze sanitarie assistite dell’Isola, al pari delle case protette per anziani, vennero blindate alle visite esterne. Adesso una nuova recrudescenza del fenomeno.

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Sull’occupazione dei posti letto nelle Terapie intensive, la Sardegna è al 31 per cento. Non è il dato peggiore. Gli ospedali dell’Isola, in altri periodi, hanno fatto registrare anche soglie più alte: a fine novembre era stata raggiunta la soglia record del 41 per cento. Ma adesso può aver fatto la differenza il mix di condizioni negative. Cioè non solo i posti letto occupati da pazienti Covid nelle Rianimazioni, ma appunto i troppi focolai, soprattutto nelle Rsa, e quei dati sui contagi trasmessi in ritardo. Ragion per cui si è allungata la scura del ministero per la Salute, guidato da Roberto Speranza.

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Erano le 23,40 di ieri quando un messaggio via WhatsApp sulla città del dicastero ha annunciato l’ordinanza per la Sardegna col declassamento a zona arancione. La Regione ha trattato dalla mattina presto con Roma, per provare a mantenere la Sardegna in zona gialla. Anche perché l’Rt è allo 0,97. Il passaggio all’arancione scatta a 1. Ma alle 13.26 è arrivata l’Ufficio stampa di Speranza ha annunciato la firma dell’ordinanza sul declassamento dell’Isola.

Alessandra Carta
Andrea Tramonte

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