Michela uccisa, l’autopsia conferma: “Ferita prima di morire, poi strangolata”

Michela Fiori è morta strangolata. La conferma definitiva arriva dopo l’autopsia di ieri, fatta dal medico legale Francesco Serra nell’istituto di Patologia forense a Sassari. La donna, 40 anni, è stata uccisa dal marito reo-confesso che prima le ha stretto al collo le mani, poi un laccio, probabilmente un guinzaglio per gatti. Ma tra l’ingresso e la camera da letto, nell’agguato che Marcello Tilloca ha teso all’ex moglie la tarda mattina di domenica 23 dicembre, Michela ha tentato di difendersi: lo prova la ferita alla mano, una ferita da arma da taglio, procurata da un coltello da cucina col quale Tilloca ha minacciato la donna.

Nemmeno sul movente dell’omicidio ci sono più dubbi: Michela è stata ammazzata perché aveva deciso di separarsi da quell’uomo che lei stessa ha denunciato per estorsione. Tilocca ha il vizio del gioco d’azzardo e di recente aveva finto il furto del telefonino del figlio con l’obiettivo di farsi dare 300 euro dall’ex moglie. Poi la agghiacciante sequenza dell’orrore, il 23 dicembre: dopo averla uccisa, Tilloca ha preso in braccio la donna, l’ha portata sul letto e ha rimboccato le coperte. Il fascicolo sull’assassinio di Michela è in mano il pm Mario Leo che sta portando avanti le indagini insieme ai carabinieri di Alghero e ai militari del Ris di Cagliari.

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Oggi per Michela è stata allestita la camera ardente, in attesa dei funerali di domani – sabato 29 novembre – alle 10,30 in cattedrale. Sono attese migliaia di persone per dare l’ultimo saluto dalla donna dopo la marcia silenziosa il giorno di Natale. Un lunghissimo corteo chiuso con la promessa di aiutare i figli di Michela. È già stato aperto un conto corrente bancario vincolato per i due ragazzini, di 10 e 12 anni, adesso affidati alla nonna materna. Una volontà, questa, espressa da Michela ad alcuni amici, nel caso le succedesse qualcosa. Perché la mamma di Alghero temeva per la sua vita, aveva capito quanto Tilloca fosse violento. Le donazioni per i due ragazzini si possono fare sul conto corrente del Comune, indicando come causale “Un futuro per i figli di Michela”. Il numero dell’Iban è conto del “Comune di Alghero” con l’Iban IT87S0101584899000070688228, indicando la causale “Un futuro per i bambini di Michela“.

Durante la messa per l’ultimo saluto a Michela sarà lutto cittadino ad Alghero, con tutte le attività commerciali chiuse sino alle 12,30. Intanto è scontato che la famiglia della donna uccisa si costituisca parte civile nel processo contro Tilloca, adesso difeso dall’avvocato Giuseppe Conti, dopo le rinunce di altri due legali. I parenti della 40enne hanno invece affidato la difesa a Lida Udassi, riporta La Nuova Sardegna.

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