Solinas: “Presto 2 mln di mascherine”. Arrivata la verità: finora non c’erano

La verità sulle mascherine da utilizzare in Sardegna nell’emergenza coronavirus sembra finalmente arrivata. Dopo giorni di versioni cambiate e posizioni ritrattate, adesso il conto comincia a tornare. E  diventa palese quanto campati per aria fossero i resoconti fatti sino dalla Giunta. Dove qualcuno, a ben vedere, non la raccontava giusta. “A breve, nell’Isola, saranno disponibili due milioni di pezzi“, ha detto il presidente Christian Solinas nella seconda videoconferenza coi giornalisti, trasmessa pure sul sito della Regione (ieri il primo collegamento, qui la cronaca). Ciò vuol dire che finora in Sardegna non c’erano smascherine. Di certo non abbastanza, l’Isola non era attrezzata.

La cartina di tornasole sulla reale situazione è il secondo dato fornito dal governatore. “Solo a Sassari – cuore della criticità sarda, nell’intera provincia si contano 309 casi, il 73,39 per cento del totale isolano – verrano distribuite altre 450mila mascherine“. Ciò significa, ugualmente, che nemmeno a Sassari era tutto a posto.

La stessa deduzione si può fare col terzo dato fornito dal presidente della Regione. Che in videoconferenza ha aggiunto: “Sinora abbiamo distribuito 92.300 mascherine, di cui 53.300 chirurgiche”. Ovvero le più leggere, quelle che vanno benissimo per andare a fare la spesa, ma non proteggono medici, infermieri e operatori socio-sanitari. Fatto sta che sabato 21 marzo l’Ufficio stampa aveva trasmesso una tabella nella quale c’era scritto che “le mascherine distribuite sino al 19″ erano 140.090, valore che si ottiene sommando tutti i parziali inseriti nello schema. Precisamente: 44.800; 21.500; 66.300; 3.050; 1.960; 2.480″. Stasera, invece, Solinas ha parlato di 92.300 pezzi. Sono 47.790 in meno rispetto al dato diffuso l’altro giorno. E questo senza considerare le giacenze, pari ad altre 36.177 mascherine, sempre stando ai numeri che ha fornito la Regione appena tre giorni fa. Sommando le scorte nei magazzini e quelle che la Regione sosteneva di aver già distribuito, si arrivava addirittura a 176.267.

Solinas non ha precisato attraverso quale canale arriveranno i due milioni di pezzi. “Che includono i Dpi”, cioè i dispositivi di protezione individuale, gli unici che evitano il contagio. “Rra stasera e domani – ha continuato il capo della Giunta – ultimiamo le consegne alle associazioni di volontariato del 118”. Questa partita di Dpi si riferisce con molta probabilità all‘acquisto da 44.601,91 euro che l’Areus, la asl delle emergenze/urgenze, ha fatto lo scorso 19 marzo (clicca qui per leggere la delibera). “Saranno riforniti tutti i 170 operatori del 118 che nell’Isola coprono 196 presidi di primo soccorso. Mancano le ultime 54 consegne nel Sud Sardegna”, ha precisato Solinas.

Insomma, le proteste hanno funzionato dopo che il 20 marzo è diventato chiaro che non poteva più reggere la versione sulle mascherine data dall’assessore alla Sanità, Mario Nieddu. Del resto se i dispositivi di protezione anti-contagi fossero stati distribuiti da subito almeno negli ospedali della Sardegna, i casi di positività tra medici, infermieri e operatori socio-sanitari non sarebbero da record, come invece sta succedendo nell’Isola. Gli infetti erano il 50 per cento il 20 marzo, quando il totale dei positivi era a quota 206 (adesso il coronavirus ha colpiti 409 persone). Oggi, nel corso della videoconferenza, i giornalisti hanno chiesto i dati aggiornati. Solinas ha assicurato che verranno diffuso nel collegamento di domani.

Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)

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