La versione di Nieddu non regge più: Solinas chiede a Roma scorte sanitarie

In Regione qualcuno non ha detto la verità sulle attrezzature che andavano distribuite al personale sanitario per evitare i contagi. Così si ricostruisce dal comunicato che l’Ufficio stampa della Giunta ha inviato a tutti i giornali, oggi alle 18,03. Nella nota si legge: “Collegato in videoconferenza con il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, il governatore Christian Solinas ha sottolineato ancora una volta l’urgenza che la Protezione civile nazionale invii immediatamente in Sardegna”. Eppure non più tardi di ieri, in un’intervista a Videolina, l’assessore alla Sanità, Mario Nieddu, quota Lega dell’Esecutivo, ha voluto sottolineare: “Risulta che in tutte le aziende sanitarie ci siano giacenze di mascherine”.

Ma così non è, a leggere la nota ufficiale, con la Giunta assolutamente incartata sui contagi record negli ospedali. Tra medici, infermieri e personale socio-sanitario, l’Isola vanta un primato negativo che rischia di diventare un caso internazionale: rispetto ai 206 casi accertati sino a ieri, il 50 per cento riguarda dipendenti ospedalieri (oggi il totale degli infetti è salito a 293, con 87 malati in più, pari al 42,2 per cento) . E questo a fronte del dato nazionale, attestato all’8,3 per cento.

In Sardegna il personale sanitario si è ammalato per l’assenza dei cosiddetti dispositivi di protezione individuale: dagli occhiali ai calzari, non indossati perché le Assl non li hanno forniti. Adesso Solinas ammette che le aziende sanitarie non hanno quel materiale, per senza fare un riferimento diretto ai contagi record. A Roma il governatore ha chiesto”dispositivi per la protezione del personale sanitario, nonchè le attrezzature e i macchinari per il potenziamento dei posti letto di terapia intensiva e semintensiva”, è scritto ancora nel comunicato.

Non solo: la Giunta ha deciso di agire su un doppio fronte dando “mandato agli uffici regionali di procedere immediatamente al reperimento e all’acquisizione di tali attrezzature e dispositivi sul mercato fino a concorrenza dei fabbisogni dichiarati dal sistema sanitario regionale per affrontare l’emergenza in atto”. Un’emergenza che ha fatto scattare la fase due del piano straordinario predisposto dalla Regione il 15 marzo per contenere la pandemia: da oggi diventano presidi di Covid-19 anche il Policlinico sassarese e il Mater Olbia.

Al. Car.
(@alessacart on Twitter)

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