Coronavirus, c’è il piano d’emergenza: l’Isola viene divisa in due macroaree

La Regione ha varato il piano d’emergenza per contrastare l’avanzata del virus Covid-19. Nell’Isola fino al pomeriggio del 12 marzo sono stati registrati 38 casi, ma sono già centinaia i cittadini in quarantena perché sono entrati a contatto coi contagiati e, sopratutto, il numero di casi è destinato ad aumentare nei prossimi giorni. Anche in modo sensibile, se l’evoluzione segue quella delle altre regioni. Per evitare di farsi trovare impreparati, la Giunta regionale (che può contare su 60 milioni stanziati con la Finanziaria grazie a un accordo bipartisan in Consiglio regionale) ha approvato ieri sera il ‘Piano strategico per l’attivazione progressiva di strutture di area critica‘ che prevede la divisione dell’Isola in due macroaree, Nord e Sud, e un piano di emergenza articolato in quattro fasi che si attiveranno a seconda del livello di emergenza.

Nella prima fase, attualmente operativa, sono 20 i posti letto dedicati ai pazienti ‘Covid+’: 7 al Santissima Trinità di Cagliari, 11 dell’Aou Sassari e 2 al San Francesco di Nuoro. Nella fase 2 è previsto un incremento dei posti letto di 224 unità in più rispetto alla fase uno, per potenziare la disponibilità nei reparti di terapia intensiva, pneumologia e infettivi: 25 posti letto al Santissima Trinità, 33 al Cto di Iglesias, 24 a Oristano, 2 all’Aou Cagliari, 36 al San Francesco e 36 al Zonchello di Nuoro  e 68 all’Aou Sassari. È garantita l’assistenza a tutti gli altri pazienti. Nel Nord Sardegna gli ospedali individuati per fornire supporto alle cure di persone con patologie diverse sono il San Giovanni Paolo II  di Olbia, il Paolo Dettori di Tempio, il Nostra Signora della Mercede  di Lanusei, il Segni di Ozieri, il Civile di Alghero e il Mater Olbia. Invece al Sud le strutture di supporto per la cura ai pazienti non affetti dal coronavirus sono l’ospedale Marino di Cagliari, il Sirai di Carbonia e il Nostra Signora di Bonaria di San Gavino.

La terza fase del piano, attivata qualora le misure adottate non dovessero essere sufficienti, prevede ulteriori 242 posti letto (per un totale di 486) per l’assistenza dei pazienti Covid-19 con un incremento nelle strutture già interessate nelle precedenti fasi e il coinvolgimento degli ospedali Binaghi di Cagliari con 10 posti letto, San Giuseppe di Isili con 40, San Marcellino di Muravera 36, Mastino di Bosa 44, Delogu di Ghilarza 40 e il Mater Olbia (terapia intensiva e stroke unit) con 19 posti letto. Una quarta fase, infine, prevede l’estensione dei posti letto presso le altre strutture private dell’Isola e l’adozione di ulteriori misure straordinarie.

 

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