Sanità sarda nel caos per le nomine illegittime, ecco gli errori delle manager venete

Alessandra Carta

di Alessandra Carta

Il modello di eccellenza della sanità veneta importato da Christian Solinas in Sardegna attraverso le manager Annamaria Tomasella e Cinzia Simonetta Bettelini non sembra funzionare, al momento. Come raccontato sabato da Sardinia Post, nell’Isola è scoppiato il bubbone delle nomine illegittime: gli incarichi di direttore sanitario (Ds) e amministrativo (Da) risultano assegnati senza rispettare il quadro normativo vigente, ha ricostruito Francesca Piras, la Dg della sanità che si sta distinguendo per rigore professionale. Alla luce delle indicazioni contenute nella nota della direttrice generale e dopo prima verifica fatta del nostro giornale, viene fuori che l’Ares gestita dalla Tomasella e l’Areus in mano alla Bettelini sono due delle aziende sanitarie dove i gli incarichi apicali affidati a gennaio vanno rivisti perché non regolari.

La nota della Piras è datata 19 aprile. La Dg si è consultata con l’Ufficio legale prima di spedire il documento all’intero sistema regionale dell’assistenza medica e ospedaliera. I paletti messi sono precisi: i posti di comando di Ds e Da attribuiti con “funzioni temporanee” non sono validi, perché non esiste alcuna norma a supporto di questo tipo di affidamento. I Ds e i Da andrebbero pescati dagli elenchi regionali. Ma siccome in Sardegna non sono pronti, bisogna applicare il comma 7 dell’articolo 3 della legge 502 del 1992. Ovvero possono diventare direttore sanitario e amministrativo solo coloro che hanno meno di 65 anni e almeno cinque di dirigenza in strutture di medie o grandi dimensioni.

Cinzia Simonetta Bettelini

All’Areus, l’Azienda sanitaria del 118 dove in quota Lega è arrivata la Bettelini, il Ds Antonio Maria Soru non può resta in sella perché ha più di 65 anni. Soru è classe 1953, ragion per cui deve uscire dai giochi, malgrado la nomina firmata dalla manager veneta. Non va meglio con il direttore amministrativo Massimiliano Oppo che nel curriculum ha sì cinque anni da manager, ma non in strutture di una certa grandezza, come richiesto dalla legge 502. Insomma, la terna Bettelini è da rifare per due terzi, alla luce delle disposizioni della Piras.

L’ostacolo delle nomine illegittime non si può aggirare perché le delibere firmate da un manager che non è in regola con i requisiti richiesti per coprire quell’incarico possono essere impugnate, col rischio di un caos amministrativo ancora maggiore per la sanità sarda già in pessime acque.

Annamaria Tomasella

Financo più complicata la situazione all‘Ares, la prima Asl della Sardegna, l’Azienda che ha sostituito l’Ats in cima alla piramide. La squadra della Tomasella non è nemmeno a tre perché la Dg non ha mai nominato nemmeno il direttore sanitario. All’Ares è in carica solo il Da, Attilio Murru. Anche in questo caso le delibere sono impugnabili perché non esiste una valida causa ostativa nell’assegnazione dell’incarico da Ds. Il problema è esclusivamente politico e riguarda sempre la lottizzazione della sanità sarda da parte dei partiti. Le nomine dei Ds e dei Da sono state fatte a tempo o non fatte per permettere corretivi in corso d’opera nella spartizione del potere.

In che modo il presidente Christian Solinas e l’assessore Mario Nieddu intendano uscire dall’impasse, non è dato saperlo. Anche perché l’elenco delle illegittimità non finisce all’Ares e all’Areus (nei prossimi giorni Sardinia Post pubblicherà la lista degli altri manager senza requisiti). È invece noto che la Dg Piras non stia facendo sconti a nessuno. A marzo ha fatto saltare la nomina di Enrico Gaia, il commercialista designato dalla Giunta per fare il commissario liquidatore dell’Ats, peraltro nello stesso giorno in cui alla Piras è stata assegnata la direzione generale della Sanità. Gaia non ha mai occupato la poltrona perché non è iscritto nell’albo regionale dei manager di settore, è stato il verdetto della Piras. E questo malgrado un parere legale a sostegno di Gaia, ma contrario all’indicazione data alla Piras dall’Ufficio legale della Regione. A cui la Dg non manca mai di attenersi.

Al momento il commissario liquidatore dell’Ats è per tre mesi la stessa Tomasella, e questo malgrado esista una sentenza della Cassazione, la numero 25369 dell’11 novembre 2020, che vieta il raddoppio degli incarichi nella sanità. Ma la Giunta ha deciso diversamente. Adesso si è aggiunta la grana delle nomine illegittime. Mala tempora currunt. (1. Continua)

Alessandra Carta

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