Piano casa, Sanna accelera e precisa: “Stessi incrementi volumetrici del Pd”

Il disegno di legge sul Piano casa approvato prima di Natale dalla Giunta regionale avrà una corsia preferenziale. Lo ha detto l’assessore dell’Urbanistica, Quirico Sanna, dopo la riunione con i capogruppo del centrodestra convocata per illustrare il testo di venti articoli. “La maggioranza – ha proseguito l’esponente della Giunta – ha preso l’impegno di approvare il provvedimento in tempi molto rapidi”. E il compito spetterà al Consiglio regionale.

Dunque sugli interventi edilizi possibili dentro e fuori la fascia dei 300 metri, l’Esecutivo guidato da Christian Solionas ha deciso di non perdere tempo. In realtà, un pezzo di coalizione – con Psd’Az e Lega in testa – avrebbe voluto che il via libera al ddl arrivasse prima di Natale. Invece a dicembre la decisione di prorogare sino a giugno il Piano casa del centrosinistra, rispetto al quale le novità non sono molte. Nella fascia dei 300 metri dal mare, sia nella legge attualmente in vigore (la numero 8 del 2015) che nel ddl del centrodestra sono previsti incrementi volumetri per riqualificare le strutture esistenti”.

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I due Piani si differenziano sugli interventi possibili oltre i trecento metri dalla battigia: nel ddl della Giunta Solinas sono ammessi aumenti ugualmente aumenti di cubature che Pd e alleati, al contrario, non hanno previsto. L’assessore Sanna su questi due punti è stato chiaro: “Non stiamo facendo nulla di diverso rispetto alla proposta del centrosinistra, infatti il nuovo ddl non abroga la legge 8. Non solo: il titolare dell’Urbanistica ha fatto presente che “gli incrementi volumetrici sono previsti anche nel cosiddetto decreto Floris”, in vigore dall’89 e mai cambiato. L’Esecutivo guidato da Francesco Pigliaru ci aveva però provato, poi il ritiro del dl da parte di Cristiano Erriu, allora a capo dell’Urbanistica, per via della dura presa di posizione da parte degli ambientalisti.

Proprio sulle cubature in riva al mare le associazioni verdi stanno continuando a battere: nelle scorse settiman il Gruppo di intervento giuridico ha avviato una petizione online con la quale si chiede al ministro ai Beni culturali con delega al Turismo, Dario Franceschini, “un’attenta vigilanza sul mantenimento della disciplina di salvaguardia dei litorali presente nel Piano paesaggistico regionale (Ppr), attuativo del Codice dei beni culturali e del paesaggio”. In buona sostanza, si sollecita l’intervento di Roma per evitare la cementificazione delle coste isolane, è la posizione degli ambientalisti.

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In difesa delle scelte dell’Esecutivo era sceso il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula, che rispondendo alle critiche sul nuovo Piano casa arrivate anche da centrosinistra e Movimento Cinque Stelle, aveva definito il ddl della Giunta “una tappa intermedia verso un processo legislativo che ci porterà, entro un anno, ad un nuovo regime complessivo del governo urbanistico e paesaggistico mediante la revisione del Piano paesaggistico e la nuova legge urbanistica, concordata con il ministero”. Mula aggiunse che “adagiarsi per partito preso sulle posizioni dell’ambientalismo più estremo, per comodità o per scarsa volontà di approfondire, non è caratteristica di un’opposizione costruttiva”. Oggi arriva l’annuncio dell’assessore Sanna che conferma l’intenzione di approvare in tempi strettissimi il disegno di legge ribadendo che “le modifiche contestate sono le stesse volute dal centrosinistra”.

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