Migliaia di persone in piazza a Nuoro per difendere la sanità: “La lotta non si fermerà, andremo a Roma”

“La sanità non si tocca, la difenderemo con la lotta”. È uno degli slogan urlati oggi durante la manifestazione organizzata per difendere la sanità pubblica, ma anche il diritto a trasporti adeguati.

Migliaia le persone che hanno preso parte alla manifestazione, presenti i sindaci del Nuorese, le Rsu degli operatori sanitari, rappresentati e iscritti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, Nursind, Fsi e Fials. Il corteo è partito dall’ospedale san Francesco per arrivare allo Zonchello dove ad attenderli hanno trovato i commercianti che a loro volta hanno deciso di tenere abbassate le saracinesche durante tutta la manifestazione: ” “Apriamo tardi perché la sanità riapra presto” , recitavano infatti alcuni striscioni. Il corteo ha raggiunto anche la sede Asl di via Demurtas, dove alcune operatrici sanitarie vestite di nero, hanno adagiato una bara davanti all’ingresso della struttura, accanto hanno appoggiato il necrologio: “È venuta a mancare dopo anni di agonia la sanità nuorese. Ne danno il triste annuncio tutto il personale del comparto e dirigenza medica e migliaia di utenti”. Frasi ripetute anche dai sindacati, primo fra tutti il Nursind. “In questa giornata abbiamo celebrato il funerale della sanità pubblica – ha detto ai giornalisti, il rappresentante del Nursind Nuoro, Mauro Pintore – era in agonia da tempo e adesso è morta”.

Dello stesso avviso la coordinatrice della Rsu professioni sanitarie Giovanna Chierroni: “Adesso basta, qui gli ospedali stanno arrancando, siamo a un bivio: o si assumono medici e personale o chiudiamo – ha detto all’Ansa -. Chiediamo alla Regione l’emanazione urgenti delle linee guida per rendere operative le aziende sanitarie, così sono scatole morte, non si possono fare assunzioni o acquisti. La nostra protesta non si fermerà qui: andremo in Prefettura, poi ci sposteremo in massa a Cagliari e arriveremo fino a Roma”.

Anche i sindaci di Nuoro, Macomer, Siniscola e Sorgono che hanno inviato una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per “diffidare la Giunta regionale affinché adotti le linee guida per l’emanazione degli atti aziendali da parte delle singole Asl”, assicurano che lotteranno.

“Stiamo combattendo una battaglia per una sanità che permetta ai cittadini di curarsi e per il diritto alla ferrovia che ponga fine all’isolamento delle zone interne – ha detto il sindaco di Nuoro, Andrea Soddu -. Adesso per curarsi bisogna andare fuori e per spostarsi bisogna possedere una macchina, non è pensabile che la politica regionale e nazionale non intervenga, è una vergogna”.

La seconda parte della manifestazione si è concentrata su un altro tema caldo quello dei trasporti ferroviari rimasti fermi al 1839. Il corteo ha infatti raggiunto la stazione ferroviaria di via Lamormara, per unirsi al sit-in del comitato Trenitalia Nuorese (che chiede la ferrovia a scartamento ordinario a Nuoro), dove il sindaco di Nuoro, Andrea Soddu ha convocato un consiglio comunale straordinario.

“Abbiamo una ferrovia a scartamento ridotto costruita quasi due secoli fa, che ci porta a Macomer in un’ora e un quarto, siamo l’unica città d’Italia che non è collegata alla rete ferroviaria nazionale e tutto questo è semplicemente vergognoso – ha detto il coordinatore di Comitato Trenitalia nuorese, Claudio Solinas -. Abbiamo messo in piedi una scheda tecnica e crediamo che i fondi del Pnrr debbano essere usati per questo, se salta questo progetto Nuoro non prenderà un centesimo dei fondi europei. Noi non ci fermeremo qui, lotteremo per avere i diritti garantiti dalla Costituzione”.

Intanto oggi è stata annunciata la mobilitazione nazionale a Roma il prossimo 29 ottobre, promossa da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fials e Nursind, di tutte le lavoratrici e lavoratori che operano nella sanità, nel pubblico, nel privato e nel terzo settore per rivendicare interventi urgenti per garantire maggiori risorse per il fondo sanitario nazionale, lotta alle esternalizzazioni, superamento dei limiti di tetti di spesa per il personale, assunzioni e stabilizzazioni, adeguate risorse contrattuali, spazi per la contrattazione decentrata e la valorizzazione del personale, misure per l’integrazione fra pubblico e privato e fra sanitario e sociale.

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