Primarie del centrosinistra, vince la Barracciu: “Ecco la mia sfida”

Tutti i numeri delle primarie del centrosinistra. Non c’è stato il temuto crollo, ma i poco più di 50mila partecipanti sono un campanello d’allarme. Le conseguenze del risultato sul Pd e sulla coalizione.

Una vittoria netta che legittima la candidatura al governo della Sardegna. Ma che nello stesso tempo rende evidenti i problemi che il Partito democratico e il centrosinistra dovranno affrontare e risolvere da qui alle elezioni regionali. Non a caso Francesca Barracciu, dopo aver brindato al successo, ha annunciato che è già il momento di lavorare “pancia in terra” per sconfiggere il centrodestra.

I DATI. L’eurodeputata ha ottenuto 22.808 dei 51.561 voti totali: il 44,2 per cento. Ha vinto a Cagliari-Medio Campidano (48,6 per cento), a Nuoro-Ogliastra (56,1) e a Oristano (50,9). E’ arrivata seconda a Sassari (27,3) e a Olbia-Tempio (43,7).
Nel nord dell’Isola il primo è stato Gianfranco Ganau (16.792 voti totali, pari al 32,6 per cento) con un ottimo exploit a Sassari (67 per cento) e a Olbia-Tempio (46,2 per cento). Dati che per alcune ore hanno fatto sperare i suoi sostenitori nel ballottaggio (ci sarebbe stato se la Barracciu non avesse superato il 40 per cento. Ma Ganau non è andato bene a Cagliari (17,1) e a Nuoro (8,4) mentre ha tenuto a Oristano (33,3).

Buono il risultato dell’outsider Andrea Murgia (6456 voti in tutto, pari al 12,5 per cento) che a Cagliari – col 27,2 per cento – si è classificato al secondo posto. Mentre è rimasto nella sua media complessiva a Oristano (11,6) ma non ha sfondato nelle altre province: 2,3 a Sassari, 5 a Nuoro-Ogliastra, 6,2 a Tempio-Olbia.
Roberto Deriu (3911 voti, 7,5 per cento) ha ottenuto un buon successo nella sua Nuoro (più di tremila voti e il 26,8 per cento, secondo dietro la Barracciu), ma percentuali bassi in tutto il resto dell’Isola: 2,5 per cento sia a Oristano,  sia a Cagliari-Medio Campidano, 2,4 a Olbia-Tempio e 1,3 a Sassari dove è stato scavalcato anche dal socialista Simone Atzeni.

Quest’ultimo ha avuto 1529 voti in tutto e il 2,9 per cento. Non male se si considera l’esiguità del Psi. Nel dettaglio Atzeni ha avuto l’1,8 per cento a Sassari, il 3,6 a Nuoro-Ogliastra, l’1,3 a Olbia-Tempio, l’1,5 a Oristano e un lusinghiero 4,4 a Cagliari.

I VOTANTI. E’ stata una giornata molto agitata nei piani alti del Pd sardo. Nelle prime ore dopo l’apertura delle urne si è diffuso il timore di un clamoroso flop delle primarie. Un crollo della partecipazione che avrebbe potuto metterne in discussione la validità politica, anche se non la legittimità formale. La “soglia minima” dei 50mila votanti appariva lontana. Poi, alla fine dello scrutinio, il sospiro di sollievo: i votanti sono stati oltre 51.000.

Nessun crollo, dunque, ma certo un risultato tutt’altro che esaltante. Inferiore al numero complessivo delle firme raccolte dai cinque competitor all’atto della presentazione delle candidature (erano state 55mila), lontana dagli oltre 70mila che votarono per la “parlamentarie” dello scorso febbraio e lontanissima dai numeri delle primarie Renzi-Bersani e da quelli del voto per l’elezione del segretario regionale nel 2007 e nel 2009. Un campanello d’allarme, dunque. Lo stesso che, d’altra parte, è suonato nel Pd a livello nazionale col crollo delle tessere.
GLI ASSETTI INTERNI. Di certo il successo di Francesca Barracciu segnala che il segretario regionale, e senatore, Silvio Lai (sostenitore di Ganau) è ora in minoranza nel partito. Un dato che avrà certamente delle conseguenze. Anche se, a stare alle prime dichiarazioni della Barracciu, la preoccupazione di salvaguardare l’unità del Pd dovrebbe escludere soluzioni traumatiche e immediate.

LA COALIZIONE. Il superamento della soglia dei 50mila voti dovrebbe quanto meno frenare il tentativo di alcune forze della coalizione di considerare in qualche modo “non definitivo” il risultato delle primarie. La Barracciu è la candidata del centrosinistra e questo avrà degli effetti sull’impostazione delle alleanze. In particolare, all’atto della stesura del programma, le porte potrebbero aprirsi ai sardisti. Anche se su questo punto uno dei principali sponsor dell’eurodeputata, Renato Soru, è stato chiarissimo: nessuna alleanza con chi fino a poco tempo  ha sostenuto Cappellacci.

A seguire tutti gli articoli di Sardinia Post sulle primarie:

https://www.sardiniapost.it/politica/primarie-chiusi-i-seggi-crolla-il-numero-dei-votanti/

https://www.sardiniapost.it/politica/francesco-sanna-pd-voto-inquinato-alle-urne-anche-elettori-di-centrodestra/

https://www.sardiniapost.it/politica/primarie-cappellacci-congratulazioni-barracciu-auspico-confronto-leale/

https://www.sardiniapost.it/politica/lidentikit-dei-cinque-candidati/

https://www.sardiniapost.it/politica/primarie-in-trincea/

https://www.sardiniapost.it/politica/domani-le-primarie-del-centrosinistra-alle-20-gli-exit-poll/

 

 

 

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