La giostra dei consiglieri regionali: su 4 dei nuovi entrati, 3 sono a rischio

La composizione dell’Aula potrebbe cambiare ancora: ci sono quattro nuovi ricorsi. Ecco chi aspira a un posto in Aula.

Un ricorso già presentato, altri tre praticamente pronti e solo da depositare. È la catena (annunciata) della guerra a colpi di carte bollate per un posto da consigliere regionale, dopo che i giudici amministrativi, lo scorso luglio, hanno modicato la composizione dell’Assemblea sarda. Fu siluramento in due tappe per Efisio Arbau (La Base) Michele Azara (Idv), Modesto Fenu (Zona Franca) e Gavino Sale (iRs), prima estromessi, poi reintegrati da un altro collegio del Consiglio di Stato e infine definitivamente fuori. Al posto dei quattro sono entrati gli Upc Antonio Gaia e Pierfranco Zanchetta più Gianfranco Congiu (Partito dei sardi) e Gianni Lampis (Fdi). Ma ci potrebbero essere altri cambi. Di qui, appunto, i ricorsi. Aspirano a un seggio Giampaolo Diana per il Pd, e sarebbe il 19° consigliere, Emanuele Cera candidato con Forza Italia, il vendoliano Giuseppe Dessena e il gallurese Giovanni Satta.

Proprio nel caso di Satta, il più veloce di tutti a rivendicare il posto in Aula, l’udienza è già stata fissata, per il 4 novembre, davanti al Tar. Alle Regionali del 2014, Satta, ex sindaco di Buddusò, era candidato con l’Uds di Mariolino Floris. E stando ai calcoli del partito, l’unico seggio in quota centrodestra fra i quattro rimescolati dai giudici amministrativi, spetterebbe appunto alla lista Uds di Olbia-Tempio e non a Lampis eletto nel Medio Campidano.

Ma per lo stesso posto è in corsa pure Cera, azzurro di Oristano. La questione è identica: in Forza Italia sostengono di avere il resto più alto rispetto a quello di Fdi e di Uds.

E qui va aperta una parentesi sulla legge elettorale: a luglio il Consiglio di Stato ha estromesso Arbau, Azara, Fenu e Sale affermando che i rispettivi partiti non avevano raggiunto la soglia minima, il “quoziente”, per entrare nella spartizione dei seggi. Era di 8mila voti per i partiti del centrosinistra e di 12mila per  quelli dell’opposizione. La Base, Idv, Zona Franca e iRs ne hanno presi di meno. Quindi, secondo i giudici amministrativi, hanno ottenuto i seggi in base ai cosiddetti residui e non al quoziente (o ai resti, cioè le preferenze avanzata dalla soglia piena). Così è scattata la decadenza.

Sul fronte del centrosinistra, i ricorsi sono in dirittura d’arrivo per Diana e Dessena. Il primo, ex segretario della Cgil, capogruppo Pd nella passata legislatura, è il primo dei non eletti a Cagliari. E secondo i conteggi del partito, i Dem hanno diritto al 19° consigliere, con Diana appunto, che potrebbe prendere il posto di Gaia (Upc). Quanto a Dessena, primo dei non eletti a Nuoro, la contesa è con Congiu.

Va precisato che se Satta e Cera si stanno opponendo davanti al Tar, visto che l’ingresso di Lampis è stato deciso dalla Giunta per elezioni del Consiglio, Diana e Dessena dovrebbero presentare il ricorso al Consiglio di Stato. Questo perché loro chiedono la revoca della sentenza con la quale è stato attribuito il seggio a Gaia e a Congiu.

Se le ragioni dei ricorrenti verranno accolte, dei quattro diventati onorevoli grazie alla sentenza dei giudici amministrativi, si salverebbe solo il gallurese Zanchetta.

Lo schema delle possibili staffette viene confermato da Abramo Garau, ex presidente del Coreco (Comitato regionale di controllo), nonché ex direttore generale della Provincia di Cagliari: a lui, esperto di legge elettorale, i nuovi aspiranti consiglieri si sono rivolti per un consulenza, sino a decidere la via giudiziaria.  Il 4 novembre arriverà una prima certezza: si saprà se il Tar accoglierà o meno il ricorso di Satta, magari fissando la discussione sul merito in una successiva data.

Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)

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