Il Governo ha impugnato la legge Omnibus

La legge Omnibus del centrodestra, quella dei più disparati regali, è stata impugnata dal Governo di Mario Draghi davanti alla Corte Costituzionale. Era nell’aria che questo fosse il destino della norma dopo i tanti rilievi mossi dal ragioniere generale dello Stato, Biagio Mazzotta, che in una relazione di ventidue pagine aveva inanellato tutte le presunte illegittimità della legge.

La scorsa settimana Sardinia Post ha raccontato, nel dettaglio, il contenuto della relazione firmata da Mazzotta. Sulla tagliola è finita tutta una serie di disposizioni relative al personale della Regione ma non si sono salvati nemmeno svariati aumenti di stipendio previsti senza il rispetto delle leggi, anche in materia finanziaria, ha rilevato la Ragioneria dello Stato.

In questo filone si inseriscono le pensioni che il Consiglio regionale ha ripristinato dopo la cancellazione decisa dalla stessa Assemblea nel 2014 all’indomani dello scandalo sui fondi ai gruppi. La resurrezione, con tanto di aggiornamento Istat delle retribuzioni, è stata voluta da un emendamento presentato da Stefano Tunis, fondatore di Sardegna 20venti. E proprio il ritocco in base all’aumento dei pressi al consumo è stato impugnato dal Governo.

La Omnibus è l’ennesima legge del centrodestra che viene cassata da Roma. A giugno 2021 il conto era arrivato a quota dodici, quando il Governo aveva impugnato la norma sulle Province, finita così nel freezer con annesso spreco di risorse (qui l’approfondimento del nostro giornale). Anche la Omnibus si avvia adesso verso un congelamento in attesa che decidano i giudici della Consulta. Sugli articoli impugnati, Roma contesta al centrodestra l’esercizio di poteri che competono allo Stato e non alla Regione.

Per capire che aria tirasse in Aula, la Omnibus valeva valeva 200 milioni di euro quando è iniziata la discussione. Col voto finale sono state approvate spese per 300 milioni. A furia di sommare regalini. La coalizione di Christian Solinas incassa così l’ennesima figuraccia. (al. car.)

[Nella foto la Corte Costituzionale]

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