Regalini del centrodestra, il ragioniere dello Stato chiede lumi

Ventidue pagine di rilievi scritte fitte fitte. Le ha firmate nientemeno che Biagio Mazzotta, il ragioniere generale dello Stato, ovvero il guardiano dei conti pubblici. A Mazzotta non sono sfuggiti i regalini, in materia finanziaria, fatti dal centrodestra di Christian Solinas attraverso la legge Omnibus approvata il 22 novembre scorso coi soli voti della maggioranza.

La Omnibus è una maxi variazione di bilancio che valeva 200 milioni quando è arrivata in Aula. Ma a furia di dire sì a tutti – tanto paga Pantalone, cioè i sardi – il conto è lievitato sino a 300 milioni, come se niente fosse. Solo che a Mazzotta interessano poco gli omaggi che la politica fa qua e là. Quindi ecco una sfilza di richieste di spiegazione: quello che si ricava è una Omnibus scritta in totale dispregio della legge, come se il solo fatto di essere consigliere regionale permettesse qualunque azzardo. Di fatto la relazione di Mazzotta, spedita all’Ufficio legislativo del ministero dell’Economia, è un pre-avviso di impugnazione.

La ragioneria dello Stato (nella foto) inizia a prendere a randellate la legge sarda, la numero 17, partendo dall’articolo 5. Sono intanto contestati i 142mila euro di integrativo assegnati ai giornalisti della Regione. Così sul comma 1. Sul 2, invece, il rilievo riguarda i 500mila euro annui in più assegnati per la contrattazione collettiva dei dipendenti di assessorati ed enti.

Nel mirino degli uffici romani che fanno capo al ministero dell’Economia c’è anche il riconoscimento dell’anzianità per coloro che sono transitati in Regione da un’altra amministrazione pubblica (comma 3 dell’articolo 5). Anche su questo Mazzotta non è convinto che il centrodestra abbia fatto bene. Sullo stesso tema è considerato dubbio lo stanziamento di 350mila euro per gli ex lavoratori di Eris approdati in Enas: i soldi dovrebbero servire, nelle intenzioni del centrodestra, per adeguare gli stipendi (comma 21). Idem come sopra per gli ex Esaf entrati in Abbanoa: anche in questo caso con la Omnibus sono stati previsti soldini per gli scatti di anzianità (comma 24).

Roma contesta a Solinas e alleati pure l’emendamento convertito in legge per la mensa dei dipendenti di Forestas con “rimborsi dei pasti in servizio di missione”, è scritto nella Omnibus. Sono i commi 11 e 12 dell’articolo 5. Alla ragioneria dello Stato non piace nemmeno la proroga di due anni assegnata ai funzionari promossi dirigenti a tempo. Il nostro giornale aveva pubblicato a novembre la lista dei 17 beneficiari, che riproponiamo cliccando qui.

Nessuno sconto nemmeno per il trattamento speciale che con la Omnibus si è voluto riservare al personale della Direzione generale della Protezione civile o “alle figure professionali che concorrono allo svolgimento di tali attività”. Anche su questo il ragioniere dello Stato ha chiesto lumi, così come per l’indennità pensionabile introdotta e pari “a 285.840 euro per l’anno 2021 e a 1.143.360 euro annui a decorrere dal 2022”, è scritto ancora nella Omnibus.

Un sostanziale stop arriva anche per una serie di assunzioni ipotizzate dall’assessorato al Lavoro sia “utilizzando, attraverso l’istituto del distacco, lavoratori del Tecnocasic“, sia contrattualizzando a tempo indeterminato precari in servizio nel Sistema sanitario regionale“. Così tra i commi 1 e 7 dell’articolo 11. Non fila tutto liscio nemmeno per i concorsi al Parco di Molentargius, di cui è scritto al comma 8 dello stesso articolo.

A Mazzotta non ha convinto nemmeno lo sgravio fiscale previsto per le strutture ricettive che operano nell’Isola da almeno sette anni: per loro è sospesa l’Irap sino al 2025. In alternativa è prevista la restituzione della stessa tassa già versata. Non ha più fortuna il tentativo di assegnare alla Protezione civile alcune funzioni in mano all’Arpas, l’Agenzia regionale per l’ambiente (articolo 13, comma 54).

In materia di sanità, la ragioneria dello Stato contesta a Solinas e alleati la “gestione liquidatoria con attribuzione degli oneri a carico dell’Ares”, la nuova Ats, recita la legge 17. Si ipotizza invece che per fare un passaggio di questo tipo sia necessario il via libera da parte del ministero della Salute. Sono considerati presunti magheggi pure le disposizioni sul personale in servizio nelle agenzie Laore e Argea: anche in questi casi Roma ha chiesto un supplemento di verifica. Gli articoli di riferimento sono il 37 e il 38.

Per la Omnibus comincia una via Crucis. Stando a quanto rilevato dalla ragioneria dello Stato, le voci più corpose della legge 17 rischiano di essere cancellate da Roma con un tratto di penna.

Alessandra Carta

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