Fluorsid, chiuso il cerchio: trovata la quarta discarica aziendale

Il Nucleo investigativo Nipaf ha individuato la quarta discarica cercata nell’hinterland di Cagliari. Intanto ecco valore della produzione, ricavi e utili della Fluorsid spa.

Il Corpo forestale ha individuato, nell’hinterland di Cagliari, la quarta discarica Fluorsid, di cui fino a giovedì nemmeno la Procura conosceva l’esistenza. Al pm Marco Cocco, titolare dell’inchiesta, e al gip Cristina Ornano, ne ha parlato Simone Nonnis, ex dipendente di Ineco, la ditta esterna che gestisce, in appalto, la movimentazione degli scarti di lavorazione. Il sito è già stato individuato dal Nucleo investigativo Nipaf, guidato dal commissario Fabrizio Madeddu. È probabile che la Fluorsid non sia la proprietaria del terreno, benché lo utilizzasse.

Per via del segreto istruttorio che copre le nuove indagini, la localizzazione della discarica non è stata resa nota. Ma si aggiunge alle tre aree in cui, stando alla ricostruzione del Gip, venivano spostati i rifiuti industriali. Nell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari è indicato un primo perimetro all’interno dello stesso stabilimento di Macchiareddu, più la Vecchia laveria di Terrasili, ad Assemini, e ancora la cava di Monastir messa sotto sequestro sabato mattina (nella fotoleggi qui).

Sempre secondo la Procura, la Fluorsid smaltiva illecitamente i rifiuti, compresa una sostanza mortale. Tre le modalità utilizzate: stoccaggio all’aperto, interramenti o sversamento nella laguna di Santa Gilla. Su quest’ultima opzione, nell’ordinanza si parla di fanghi acidi e i sindaci dei Comuni prossimi (Cagliari, Assemini, Elmas e Uta) hanno chiesto nuove analisi e l’apertura di un tavolo permanente di monitoraggio (leggi qui).

Nell’ordinanza del Gip è scritto che la Fluorsid “inquinava per risparmiare“. Si fa riferimento anche ad alcune falle nel sistema dei controlli. Il giudice per le indagini preliminari si riferisce sia agli ispettori dell’Ispra, l’istituto nazionale per la ricerca e la protezione dell’ambiente (leggi qui) sia a quelli dell’Agenzia regionale Arpas (leggi qui).

Intanto dai bilanci della Fluorsid viene fuori che nel 2015 (data di approvazione dell’ultimo documento contabile) la spa ha denunciato un valore della produzione pari a 116.557.598 euro. Il dato è contenuto nella visura camerale della società che ha sede nella zona industriale di Macchiareddu e sta per cominciare la seconda settimana senza il direttore dello stabilimento, Michele Lavanga, il responsabile della sicurezza, Sandro Cossu, e quello della produzione, Alessio Farci, tutti arrestati insieme ad altre quattro persone (qui i nomi) e accusati di associazione a delinquere e disastro ambientale.

Dalla visura risulta ancora: sempre nel 2015 la Fluorsid ha sommato ricavi per 115.947.641 euro. E si tratta del valore più alto rispetto al biennio precedente: 110.160.305 euro nel 2013 (produzione a 111.474.353 euro) e di 109.479.091 nel 2014 (produzione a 113.546.833). Il segno positivo non è mai mancato nemmeno dagli utili: 583.734 nel 2013, 1.809.472 nel 2014 e in flessione a 1.076.518 euro nel 2015.

Nella Fluorsid spa il patron del Cagliari calcio, Tommaso Giulini, detiene il 21.05 per cento del capitale, mentre il Fluorsid group srl il restante 78,95. Ma in quest’ultima società a responsabilità limitata, Giulini è l’azionista di maggioranza col 90,65 per cento di quote. Tra i soci, con l’1,31, anche Michele Lavanga, il direttore dello stabilimento finito in manette.

Al. Car.
(@alessacart on Twitter)

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