Fluorsid, “inquinamento sconcertante”. Fanghi acidi nella laguna di Santa Gilla

“Livelli di inquinamento sconcertanti”, diretta conseguenza di attività illecite come, ad esempio, “l’occultamento e l’interramento di fanghi acidi al suolo”. Sono alcuni degli elementi alla base dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Maria Cristina Ornano che stamane ha portato all’arresto di Sandro Cossu, direttore sicurezza della Fluorsid, Marcello Pitzalis e Simone Nonnis di un’azienda esterna, l’ingegner Alessio Farci, Michele Lavanga, direttore stabilimento Fluorsid, mentre ai domiciliari sono finiti Armando Benvenuto Bollani, titolare di una ditta che lavora con l’azienda, l’Ineco, e Giancarlo Lecis della Fluorsid. Le accuse: associazione a delinquere, finalizzata alla commissione di plurimi delitti ambientali, e inquinamento e disastro ambientale.

Fanghi acidi sversati nella laguna di Santa Gilla

Nel documento firmato dal gip Ornano su richiesta del pm Marco Cocco, vengono contestate in primis “una grave contaminazione dell’aria e del suolo, per effetto della dispersione di polveri nocive, altamente concentrate, provenienti dallo stabilimento Fluorsid dal cantiere di Terrasili”, come si legge in una nota del Corpo forestale regionale. Le indagini, condotte dal Nucleo investigativo del Corpo forestale regionale e partite nel 2015, hanno poi acclarato “lo sversamento di fanghi acidi nella laguna di Santa Gilla, fatto che si è accertato reiterato e non occasionale”. Le falde acquifere risultano contaminate da “metalli pesanti e composti inorganici” come solfati, fluoruri e allumina idrata.

Danni gravi ancora da quantificare

Le indagini hanno appurato “l’interramento e sversamento di rifiuti pericolosi quali: fluorsilicati, fanghi acidi, amianto, oli, rifiuti di varia natura, nonché la lavorazione all’aperto di sostanze velenose all’ingestione come la criolite, lo sversamento di cloruro”, scrive il Corpo forestale. Questo ha “certamente determinato una contaminazione delle matrici ambientali in misura che va ancora esattamente quantificata, ma che è in atto ed è grave come è dimostrato dalle patologie” riscontrate negli ovini della zona “e dalla pressoché totale scomparsa della vegetazione nelle aree adibite a discarica”.

Il blitz del Corpo forestale alla Fluorsid di Macchiareddu
Il blitz del Corpo forestale alla Fluorsid di Macchiareddu

Gli effetti sugli ovini al pascolo a Macchiareddu

“È acclarato che alcuni capi ovini allevati a Macchiareddu in zone raggiunte dalle polveri emesse da Fluorsid – prosegue la nota del Corpo forestale – e interessata da illeciti sversamenti di rifiuti analoghi a quelli di cui si è fin qui parlato, avevano contratto la fluorosi, una grave malattia”. E ancora: “L’attività investigativa è partita su segnalazione del servizio veterinario di sintomi di fluorosi, una patologia che determina gravi danni all’apparato dentario e osseo e impedisce agli animali di alimentarsi”.

Gli effetti alla periferia di Assemini

I residenti “nelle zone periferiche dell’abitato di Assemini – prosegue la nota – lamentavano che, specie quando spirava il vento, le polveri si infilavano in casa anche attraverso gli infissi, creando dappertutto una densa patina biancastra; tutti avevano lamentato bruciori agli occhi ed alle vie respiratorie, avevano riferito dell’odore acre e acido delle polveri. Alcuni avevano notato effetti nocivi sui figli minori”.

“Sistema consolidato”. Fondamentali intercettazioni e pedinamenti

Le indagini si sono sviluppate attraverso “la raccolta di dichiarazioni testimoniali, querele, sopralluoghi, acquisizioni documentali, servizi di pedinamento e controllo, rilievi descrittivi, analisi chimiche da parte dei laboratori universitari incaricati ed inoltre attraverso attività di intercettazione di conversazioni”. L’attività di intercettazione rivela che “tutte le attività illecite sono l’esito di una precisa e organizzata metodologia di lavoro nella quale dai vertici aziendali venivano sistematicamente ordinate tutte le attività illecite riscontrate”.

P. S. 

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