I videogames diventano strumenti per turismo e marketing digitale

La Sardegna è un’isola a forte vocazione turistica. Sono tanti gli strumenti di marketing che vengono utilizzati per promuovere il territorio, tranne uno: i videogames.O almeno non completamente. Se n’è discusso ieri all’Ex Manifattura Tabacchi durante il talk “Il Viaggio dell’Eroe: Gaming, Social e Interaction Design per un nuovo Marketing Digitale” organizzato nell’ambito di Sinnova.
In pochissimi anni i videogiochi sono diventati una delle principali industrie creative e dell’intrattenimento al mondo. Ma ciò che sorprende è il fatto che i numeri non mettono in luce tutta la realtà.

I videogames hanno un’enorme influenza sociale e sono un fortissimo strumento per il marketing digitale. Basti pensare al video-gioco commerciale realizzato dall’azienda francese Ubisoft, Assassin’s Creed 2, ambientato in diverse città italiane come Venezia, Roma, Firenze, Forlì, San Gimignano e Monteriggioni.
Il dibattito è stato aperto da Andrea Assorgia, responsabile Ict di Net-Press, società cagliaritana specializzata in comunicazione e Information Technology, che ha messo al centro del suo intervento l’importanza dei videogiochi in ambito educativo e turistico. Diversi sono i videogames didattici che la società ha sviluppato, i quali sono destinati soprattutto all’insegnamento delle lingue attraverso la metodologia dell’immersione linguistica.
Un esempio su tutti sono le ultime due applicazione destinate al marketing turistico sviluppate nell’ultimo anno. Si tratta de “Gli ultimi abitanti di Palmavera” e “Discover Cagliari“.

“Il primo – spiega Assorgia – sarà disponibile negli store Android e iOs a partire dalla prossima settimana. Palmavera è un villaggio nuragico che si trova ad Alghero. Si tratta di un gioco in realtà aumentata nel quale i fantasmi presenti nel villaggio, visibili attraverso lo smartphone, chiedono al giocatore di svolgere determinati compiti al posto loro. In un’ora di gioco l’utente è in grado di familiarizzare in modo divertente con la storia delle popolazioni nuragiche, con i loro usi e costumi. La presenza dell’app negli store iOs e Android, visibili in tutto il mondo, permette al turista che vuole visitare Alghero di pianificare anche una gita al villaggio di Palmavera“.
Il secondo invece è stato commissionato dall’associazione Fabbricastorie, e tratta di una caccia al tesoro ambientata a Cagliari, nello storico quartiere di Castello, infestata da demoni che il giocatore dovrà riuscire a scacciare. Ad aiutarlo ci saranno i monumenti della città che prenderanno vita grazie alla realtà aumentata e in questo modo gli consentiranno non solo di risolvere gli enigmi ma anche di conoscere la storia. Il gioco non è ancora disponibile e a breve verrà presentato ufficialmente.
Entrambi i videogames hanno l’obiettivo di valorizzare il luogo in chiave turistica facendo marketing turistico in modo efficace senza svelare completamente lo scopo per cui sono stati realizzati.
In Sardegna c’è anche un altro esempio di società che sviluppa le stesse tematiche usando le tecniche dei moderni 3d games applicandole ai beni culturali: la SJM TECH. Jorma Ferino, cofondatore della società, ci ha detto: “noi andiamo in questa direzione. La strada è tracciata, ora bisogna lavorare per far si che questi strumenti vengano applicati massivamente anche in Sardegna”.

Alessandro Ligas

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