Einstein e la creatività contagiosa, a Sinnova 2016 science show sul premio Nobel

“Non esiste processo d’innovazione senza creatività e non sarebbe esistito il genio scientifico di Einstein senza il suo spirito creativo e le sue capacità immaginative”. Con queste parole Alessia Zurru, del Laboratorio Scienza, ha racchiuso il senso dello Science Show svoltosi durante la serata della prima giornata di Sinnova, salone dell’Innovazione a Cagliari tra ieri e oggi.
La vita del famoso fisico tedesco è stata incredibile, fatta di tanta immaginazione e tanta audacia. Sopratutto la prima è stata “Cruciale nella sua genialità – racconta la Zurru – fu lo stesso premio Nobel che disse come proprio il ritardo nel parlare lo ha portato a pensare per immagini e non attraverso il linguaggio”. Una capacità che gli ha permesso di rivoluzionare completamente il mondo della fisica semplicemente sognando quello che si sarebbe potuto fare.
Naturalmente non basta avere la sola immaginazione e la creatività per poter capovolgere le regole. Vanno nutrite e assecondate. Per poterlo farlo basta, alle volte, riceve un semplice regalo. “Einstein all’età di 4, 5 anni ricevette due doni importanti che condizionarono la sua vita: la bussola ed il violino”. Il primo gli provocò un immenso senso di meraviglia di fronte alla magia dei fenomeni naturali che lo accompagnò per tutta la sua vita e che fu da stimolo per comprendere il mondo. Il secondo gli fece scoprire la musica divenendo per lui fonte di magia e commozione: “La musica vista come un riflesso della bellezza dell’universo stesso ed un aiuto alla riflessione” dirà lui.
Il racconto della vita del fisico a Sinnova è stata intervallata da una serie di esperimenti che hanno coinvolto il pubblico, hanno messo in particolare risalto la mente creativa del premio Nobel tedesco e, sopratutto, hanno fatto capire come si possono fare scoperte importanti con pochi semplici mezzi. Un rotolo di carta, usato in un certo modo, può provocare dei suoni ed essere utilizzato come strumento musicale ma anche per capire che la luce non è lineare. Così come un secchio della spazzatura, con alcuni accorgimenti, può essere usato per intuire la propagazione del suono nello spazio.
Alessia Zurru ha poi sottolineato che “la creatività non è solo una dote, ma può essere coltivata e contagiata. Come disse Einstein: la creatività è contagiosa, trasmettila anche agli altri!”. Per poterlo fare è necessario avere il coraggio di fare qualcosa di audace, ed a suo modo di rischioso, ma sempre in modo scientifico, con metodo. Il segreto sta nel guardare da un nuovo punto di vista il nostro problema, magari semplicemente non fidandoci delle nostre percezioni e fuggendo dagli schemi consolidati. Questo ha portato il pensatore a risolvere diversi problemi, a fare tantissime scoperte ed a sviluppare la teoria della relatività generale.
Si è voluto sfatare anche un mito, cioè il fatto che Einstein non fosse uno studente modello sopratutto nelle materie scientifiche. “La pagella è una falsa interpretazione storica – ha raccontato Alessia Zurru. -La passione per le scienze e la matematica gli venne trasmessa dallo zio Jakob, che lo sfidava con dei quiz di algebra. Il problema con la scuola non era legato alle sue presunte difficoltà di apprendimento ma al suo rifiuto, anzi disprezzo per qualsiasi forma di autorità”. Questo rifiuto lo portò anche a rinunciare alla cittadinanza tedesca.
Einstein ed Alessia Zurru ci hanno permesso di scardinare le idee della nostra realtà ed immaginare un nuovo universo semplicemente guardando la realtà da una nuova prospettiva. Ma sopratutto partendo dalla consapevolezza della propria fallibilità e dal non porsi al di sopra degli altri.

Alessandro Ligas

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