Quirinale, centrodestra in difficoltà. Pd ‘flirta’ con Udc. Lega e Psd’Az distanti

Per il centrodestra sardo rischia di finire in un bagno di sangue la scelta dei delegati che dal 24 gennaio devono votare il nuovo presidente della Repubblica insieme a deputati, senatori e altri grandi elettori delle Regioni. Oggi alle 17 è fissata la conferenza dei capigruppo che deve preparare la seduta di domani, 12 gennaio, fissata per le 11.

Come ripetuto in questi giorni, è prassi che a Roma vadano il governatore, il presidente del Consiglio e un rappresentante della minoranza. In Sardegna vorrebbe dire Christian Solinas, Michele Pais e Gianfranco Ganau. Ma il capo dell’Anci nazionale, il sindaco Antonio Decaro, ha chiesto alle Regioni di indicare nella terna una fascia tricolore. L’associazione sarda dei Comuni, per il tramite del presidente Emiliano Deiana, ha rilanciato la proposta fatta propria dai Leu che a loro volta hanno suggerito di affiancare al sindaco un operatore sanitario.

In questo quadro ce ne sono due di troppo tra Solinas, Pais e Ganau. Quanto è bastato per mettere in subbuglio un già agitato centrodestra, anche perché il consigliere pluri-imputato, Antonello Peru, quota ‘Cambiamo’ del gruppo Udc, vorrebbe essere indicato al posto di Pais.

Nel palazzo di via Roma, dove ciascun consigliere può esprimere due preferenze, rimbalza insistente la voce che il Pd stia flirtando con l’Udc per il ticket Peru-Ganau. I due otterrebbero così 14 voti a testa. Un’altra ipotesi è che il Psd’Az cerchi di fare sponda con l’Udc attraverso il ticket Solinas-Peru: insieme i due partiti della maggioranza valgono 14 voti.

Il ticket Solinas-Pais è invece una possibilità remota. Anche perché gli onorevoli sardi del Carroccio sono tutti vicinissimi a Matteo Salvini, mentre Solinas ha consegnato alla Lega la sanità sarda per il tramite del governatore veneto Luca Zaia che si dice amico di Salvini, ma la distanza tra i due è enorme.

In Sardegna è molto più probabile che per i delegati del 24 gennaio si crei un asse tra Fdi e Lega, ai ferri cortissimi a rOMA dopo la frattura dello scorso luglio quando Salvini ha fatto le scarpe a Giorgia Meloni stringendo un fatto segreto con Forza Italia per il Cda Rai. Da allora, con Fdi fuori dal Consiglio di amministrazione, i due leader nazionali non hanno più ripreso a dialogare. Anzi. Salvini, credendo di essere più furbo della Meloni, ha provato a portare dalla sua esponenti politici di Fdi, salvo poi essere sistematicamente scoperto.

Nell’Isola la Lega e gli Fdi insieme raccolgono dieci voti. Ovvero una buona base di partenza per provare a fare lo sgambetto a Solinas inventando un ticket che metta insieme Pais e un sindaco. Tra gli Fdi il più accreditato resta Francesco Mura, consigliere regionale e primo cittadino di Nughedu Santa Vittoria.

Le intenzioni di Forza Italia, che ha quattro voti, ancora non si conoscono, al pari di quelle dei cinque consiglieri del gruppo Misto, ad eccezione di Stefano Tunis, fondatore di Sardegna 20venti, molto vicino all’Udc dopo le nomine della sanità (i due partiti hanno scelto insieme la Dg della Asl del Sulcis, Giuliana Campus) . Gli altri onorevoli del Misto sono Roberto Caredda, Carla Cuccu, Valerio De Giorgi e Giovanni Antonio Satta.

Nel centrodestra sono ballerini pure i voti dei Riformatori, in rotta di collisione con Solinas dopo che il governatore ha tolto ai liberal democratici la guida del Brotzu: l’ormai ex general manager Paolo Cannas è stato declassato dal primo ospedale della Sardegna a quello del San Francesco, dove è stato spedito con le nomine del 30 dicembre scorso (leggi qui).

Remota è pure la possibilità che l’opposizione marci unita: il Pd è sempre più scollato da Progressisti e M5s che invece continuano a lavorare insieme. Se a loro si unissero, come probabile, i Leu, il totale dei voti arriverebbe a quota 14. C’è il tanto perché i tre quarti della minoranza lascino Ganau a casa e mandino a Roma un operatore sanitario.

Prima della conferenza dei capigruppo fissata per le 17, c’è un incontro tra i partiti della minoranza. I Progressisti di Francesco Agus e Massimo Zedda vanno al tavolo con una posizione anti-inciuci contenuta in una nota stampa diffusa alle 14.45. “Davanti a un centrodestra che anche in questa occasione non fa altro che guardare a calcoli utili a tenere unita una coalizione che sta in piedi solo in virtù di logiche spartitorie – si legge -, auspichiamo la massima unità dei partiti d’opposizione: non una conta sui nomi, ma un ragionamento che ancora una volta confermi le forze di minoranza come alternativa al peggior governo nella storia dell’Autonomia isolana, con cui non abbiamo niente da spartire”. Entro le 11 di domani i giochi devono essere chiuse e le alleanze fatte. Si attendono molte sorprese.

Al. Car.

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