Colpo di scena: il Quirinale si è trasferito a Domusnovas

Quando ci è stata inviata la delibera con la quale la giunta di Domusnovas ha deciso di spendere circa 3700 euro del bilancio comunale per tutelare la propria immagine dai nostri articoli sulla foresta di Marganai, abbiamo pensato a uno scherzo. Poi l’abbiamo vista pubblicata sul sito istituzionale del comune e abbiamo preso atto che era tutto vero. Ed era quasi uno scoop: non abbiamo memoria di iniziative analoghe né in Sardegna, né nel resto del Paese.

Invitiamo i lettori a leggere la delibera. È così ridicola che i cittadini di Domusnovas avrebbero, in questo caso sì, più di un motivo per chiedere i danni ai suoi autori. In sostanza, si afferma che gli atti della giunta comunale sono, in quanto tali, pregevoli. Non possono essere messi in discussione. Chi lo fa, mette in atto un “comportamento reprensibile”. Che va punito. Ma siccome non è chiaro in cosa consista, nel merito, il “comportamento reprensibile”, si affida a un legale l’incarico di individuarlo.

A noi pare molto “reprensibile” il comportamento della giunta di Domusnovas. Che spende soldi pubblici per tutelare la propria immagine non si sa da cosa. E lo fa prima di aver utilizzato i numerosi strumenti che le leggi sulla stampa danno a chi si ritiene danneggiato da un’informazione scorretta: la rettifica, la precisazione etc. Dei nostri articoli la giunta di Domusnovas non ha mai smentito nulla.

Se ci avesse scritto, come sempre facciamo in questi casi, avremmo pubblicato. E in questo modo, senza spendere nemmeno un centesimo dei cittadini, gli amministratori di Domusnovas avrebbe ‘restaurato’ la loro immagine. Sempre che delle critiche documentate e argomentate come le nostre possano avere l’effetto di ledere l’immagine di qualcuno. Non l’ha fatto. E segnaliamo questo aspetto alla Corte dei conti perché valuti se esistono, come a noi pare, profili di danno erariale.

Segnaliamo la bizzarra iniziativa anche all’Ordine e al sindacato dei giornalisti. Perché a nostro avviso essa configura un tentativo di intimidazione. Infatti, senza portare alcun argomento, si tenta di affermare una sorta di insindacabilità dei comportamenti di un organo amministrativo. Estendendo, in sostanza, le prerogative del capo dello Stato a quelle del sindaco Deidda.

Non c’è da ridere. C’è da piangere.

G.M.B.

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