Solinas costretto a riemergere dal silenzio post voto: “Pronto ad azzerare la Giunta”

Alessandra Carta

Alla fine Christian Solinas ha dovuta dire qualcosa sulle Politiche del 25 settembre. Passate quasi 48 ore dal verdetto elettorale, il presidente si è visto costretto a commentare il voto. Anche perché, come scritto ieri mattina da Sardinia Post, le elezioni di domenica obbligano il capo della Giunta ad accelerare sul rimpasto in una Regione che è diventata la polveriera per via dei troppi equilibri saltati.

Solinas ha promesso “un azzeramento totale” dell’Esecutivo” che “non significa – ha precisato – una bocciatura per nessuno, anzi ci potranno essere diverse riconferme”. Il governatore, tuttavia, non ha dato indicazioni sui tempi: si è limitato a dire che “”terrà conto della consistenza delle forze in campo in Consiglio regionale” e non dei gruppi in Parlamento”, un modo come un altro per precisare che Fdi non avrà nulla di quanto raccolto alle elezioni sarde del 2019, se per caso qualcuno si è fatto strane idee. Anche perché i Fratelli d’Italia, galvanizzate dal trionfo elettorale, stanno facendo pressing su un “patto di fine legisaltura non più rimandabile”.

Scegliendo la nuova squadra di governo in base agli attuali equilibri dell’Aula, il presidente ha tutelato il ‘suo’ Psd’Az e la Lega, primo e secondo partito del centrodestra per numero di consiglieri, con undici e sei rispettivamente. Del resto con un risultato deludente come quello raccolto alle urne di domenica da Quattro Mori e Carroccio, era difficile che Solinas facesse un ragionamento diverso: la lista di Salvini e Solinas ha preso il 6,2 alla Camera e il 6,9 al Senato.

Al momento l’ingresso di Carlo Doria nella Giunta sarda è l’unica ipotesi in campo. Anche perché il senatore uscente non rieletto in Parlamento non ha alcuna intenzione di tornare a fare l’ortopedico e di recente, proprio durante la campagna elettorale, ha lasciato intendere che la Regione poteva essere il suo Piano B in politica.

Resta da capire quale grado di rischio il governatore sardista intenda assumersi: togliere la Sanità alla Lega defenestrando Mario Nieddu può aprire nel centrodestra una frattura insanabile. Non fosse altro che proprio Matteo Salvini, quando di recente è venuto nell’Isola, ha esaltato l’azione di Nieddu e detto che nell’Isola l’assistenza medica e ospedaliera gode di ottima salute. Di fatto il capo del Carroccio ha ‘benedetto’ l’azione dell’assessore leghista, per cui a Solinas viene un po’ in salita andare contro il ‘suo’ capo e smentirlo.

Per questa ragione su tutto e ben sapendo che Solinas non è un cuor di leone, viene difficile immaginare un rimpasto che taglia del tutto le gambe alle camicie verdi. È più probabile che Solinas faccia qualche azzardo in casa propria, nel Psd’Az, dove il livello di scontro è ugualmente alto e il consigliere Nanni Lancioni aspira a entrare in Giunta al posto di Gianni Chessa. Ma gestire una crisi interna al partito compromette meno la tenuta della legislatura.

Adesso bisogna andare per gradi: l’azzeramento dell’Esecutivo annunciato da Solinas deve diventare effettivo. Quanti giorni passeranno tra la promessa e l’azione, non è dato saperlo. Oggi è programmata la conferenza dei capigruppo, su convocazione del presidente dell’Aula, Michele Pais. Il quale dirà se ha parlato (o meno) con Solinas. Anche perché dalla staffetta tra assessori passano gli equilibri dell’Aula.

Alessandra Carta

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