Medico per i soli consiglieri regionali. Ma perché l’autrice dell’audio parla dopo 13 anni?

Alessandra Carta

Da ieri sera gira su WhatsApp un audio di tre minuti e 26 secondi. A parlare è Claudia Zuncheddu, consigliera regionale dal 2009 al 2014. L’ex onorevole – adesso che la sanità è in piena crisi con liste d’attesa infinite, medici sul piede di guerra, organici ridotti all’osso, ospedali che non curano e posti letto finiti – dice di aver scoperto “un fatto molto grave. Ovvero che “ad uso e consumo dei consiglieri regionali esiste un Pronto soccorso” nel Palazzo di via Roma.

Claudia Zuncheddu

La Zuncheddu, medico in pensione da dicembre 2021, si fa paladina della protesta a nome della Rete sarda difesa della sanità pubblica, di cui è portavoce. Ovvio che l’indignazione è montata da nord a sud della Sardegna, anche peché l’audio è stato sapientemente costruito per creare uno scandalo. Tuttavia la ex consigliera ha omesso una serie di cose, a cominciare dal fatto che sedeva in quell’Aula quando esisteva lo stesso servizio, attivato nei primi anni del Duemila. La Zuncheddu, in buona sostanza, nel caso in cui si fosse sentita male, sarebbe stata assistita da un medico. Quindi sapeva eccome, da tredici anni. Invece nell’audio dice “abbiamo scoperto una grande beffa”, lasciando intendere che si tratti di una cosa del tutto nuova.

Come risulta dalle deliberazioni, il servizio non è un Pronto soccorso ma un punto di “Pronto intervento” attivo nei giorni in cui c’è attività di Aula o le commissioni consiliari sono al lavoro, dal martedì al venerdì. La stanza, che si trova nel Transatlantico, vicino al vecchio bar, è abbastanza scarna, con l’elettrocardiogramma unica apparecchiatura e qualche medicinale. L’ultima convenzione l’ha firmata il presidente dell’Assemblea, Michele Pais, quota Lega, che in queste ore ci ha messo del suo, con un mix di inesperienza e ridicolaggine, per far aumentare la rabbia pilotata dall’ex consigliera Zuncheddu.

Gianfranco Ganau

Chi, semmai, avrebbe i titoli per parlare, è Gianfranco Ganau, il presidente del Consiglio regionale dal 2014 al 2019, attuale capogruppo del Pd. Ganau, quando arrivò all’ultimo piano del Palazzo di via Roma, si accorse che la convenzione per il punto di Pronto intervento “era in scadenza”, racconta a Sardinia Post. “Non la rinnovai perché ritenevo che il servizio fosse un privilegio non sostenibile”, spiega ancora. Ma fece tutto senza clamore né audio via WhatsApp. Ganau prese in autonomia la decisione di sospendere, lontano da penne, taccuini e smartphone. La Zuncheddu non era più onorevole.

Pais ci ha messo del suo nel far diventare caso del giorno la faccenda sollevata dalla Zuncheddu, perché al telefono con la stessa ex consigliera ha prima detto di essere d’accordo con il contenuto del comunicato stampa firmato dalla Rete sarda difesa sanità pubblica, poi ha chiesto di non far uscire la notizia. Eppure sono stati i suoi stessi uffici a volere la riattivazione servizio – con la determina 344 del 9 marzo 2020, dopo la sospensione decisa da Ganau. “L’accordo di collaborazione” è stato firmato con l’Azienda ospedaliera universitaria di Cagliari. In calce le firme dell’allora Dg Giorgio Sorrentino, del direttore sanitario Nazareno Pacifico e di quello amministrativo Vincenzo Serra, poi sostituito da Roberta Manuntza che ha sottoscritto le due successive deliberazioni in cui si fa menzione alla rettifica di alcuni punti dell’intesa.

Al momento non è dato sapere se una convenzione si possa interrompere unilaterlamente, all’improvviso. Bisognerebbe leggere gli articoli dell’intesa, ma non si trovano allegati alle deliberazioni. Di certo il Consiglio regionale ha preso un impegno anche economico con il personale sanitario in servizio nell’Aou di Cagliari e che “fuori dall’orario di servizio – è scritto nell’accordo – presta servizio in Consiglio regionale”.

Da registrare anche l‘insulto gratuito della Zuncheddu agli M5s. Nell’audio l’ex onorevole dice ancora: “Vi prego di condividerlo. È una cosa molto importante e molto grave”, non sollevata da “nessun consigliere regionale, né di maggioranza né di opposizione, nemmeno da questi grillini grillotti perché loro se la tirano, loro sono per la difesa dei diritti pubblici. Ecco tutti zitti,”, invece “noi abbiamo fatto questo colpo grosso”.

Nel 2009 la Zuncheddu entrò nella massima Assemblea sarda attraverso le liste dei RossoMori. Poi la rottura col partito di Gesuino Muledda e l’abbraccio col mondo indipendentista, prima attraverso Sardigna libera, poi con la candidatura nel 2019 in Unidos, il partito di Mauro Pili.

Alessandra Carta

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