I medici sardi contro Nieddu: ‘Ha diffuso dati bugiardi, non ci risultano 983 nuovi dirigenti’

“Carissimo Assessore, con immenso piacere dalla sua risposta scopriamo che dal 2019 al 2022 il numero dei dirigenti medici sarebbe aumentato di ben 983 unità. Saremmo altresì curiosi di sapere dove sono stati assunti e in quale ospedale e reparto lavorano“. Comincia così la controreplica dei medici di Anaoo Sardegna, il sindacato dei medici che si affida al sarcasmo per smontare i dati diffusi ieri da Mario Nieddu sulla sanità sarda. Dati che i camici bianchi considerano bugiardi.

Tutto è iniziato sabato, quando Anaoo, attraverso una lettera aperta ai cittadini sardi, ha spiegato un concetto facile: il caos ospedali non è una responsabilità del personale sanitario ma di chi dovrebbe organizzare l’assistenza e non lo fa come dovrebbe, a ben vedere. Ovvero l’assessorato e i manager ingaggiati dalla politica (clicca qui per leggere il contenuto completo di Anaoo Sardegna, a firma della segretario Susanna Montaldo).

Il giorno dopo Nieddu ha detto la sua disegnando una sanità senza problemi, attraverso le pagine de L’Unione Sarda. Quasi roba da eccellenza, senza alcun contraddittorio. Tanto che Sardinia Post ha pubblicato ieri, 25 luglio, una foto diventata virale sui social e che prova invece il reale stato della sanità nell’Isola: nell’immagine si vedono pazienti ammassati nei corridoi e rannicchiati nelle barelle. Uno scandalo.

Fatto sta che i medici di Anaoo devono essersi sentiti presi i fondelli da Nieddu e hanno smontato su tutta la linea i calcoli fatti dall’esponente della Giunta sulle assunzioni. Numeri di cui non c’è traccia negli atti ufficiali. In Anaoo parlano di “affermazioni in netto contrasto con la nota dell’assessorato del 14 luglio 2022 in cui è scritto testualmente: ‘Sulla base dei dati finali trasmessi a questa Direzione dalle Aziende del Sistema sanitario regionale (Ssr) in merito al numero di teste al 31.12.2021, risulta che nel periodo tra il 2018 e il 2021 si è registrato un decremento del numero di teste su base regionale per tutte le aree contrattuali, Comparto e Dirigenza, come illustrato nel prospetto di calcolo allegato alla presente. Pertanto non si sono verificati i presupposti per incrementare i fondi contrattuali del personale delle Aziende del Ssr ai sensi dell’articolo 11, comma 1, del Decreto legislativo n. 35/2019 in ottica perequativa secondo le previsioni degli accordi sopra richiamati'”. Per “teste” si intende il numero dei lavoratori.

Ancora dalla nota di Anaoo: “Il prospetto di calcolo con dati dell’assessorato (lo pubblichiamo alla fine di questo articolo) mette in evidenza che in Ats dal 31.12.2018 al 31.12.2021 il personale della dirigenza sanitaria è diminuito di 235 unità e per questo la Direzione generale dell’assessorato non adeguerà i fondi accessori a causa di questo decremento del personale”, spiegano la Montaldo e i medici.

“Alla luce della dichiarazione dell’assessore, chiediamo pertanto che i fondi contrattuali della dirigenza sanitaria vengano immediatamente ricalcolati e incrementati per le 983 unità di nuova assunzione: in alternativa, se i numeri tramessi dalla direzione generale fossero corretti, chiediamo una pubblica ammissione della correttezza del numero dei dirigenti sanitari da noi trasmesso alla stampa“, sottolineano ancora da Anaoo.

Delle due, l’una: per Anaoo o ha sbagliato la Direzione generale della sanità o sta mentendo Nieddu. Ma in entrambi i casi per i medici non cambia nulla: se c’è stato un errore negli uffici nel valutare un decremento che non esiste, devono saltare subito fuori i fondi accessori. Diversamente Nieddu dica che ha diffuso numero falsi. Questa è la posizione di Anaoo.

A fronte di queste ‘dichiarate’ assunzioni, non capiamo come l’Assessorato sia dovuto ricorrere all’utilizzo della Rar (risorse aggiuntive regionali) per la copertura delle guardie notturne negli ospedali disagiati”. Per Rar si intendono i 13 milioni di euro su cui sempre Nieddu si è autoincensato dicendo di averli spesi per la prima volta. Soldi che in gran parte sono dirottati per provare a mettere una pezza alle liste d’attesa fuori controllo.

Sempre dalla nota di Anaoo: “Prendiamo atto, inoltre, che a più di un mese dalla nota assessoriale sulla libera professione intramoenia, non è stata convocata la commissione paritetica regionale, prevista contrattualmente per la quantificazione delle prestazioni in intramoenia nelle Aziende sanitarie regionali”. E questo è un altro tema ancora. Come noto, a fine giugno, con una nota a sorpresa, Nieddu ha fatto diffondere dagli uffici un provvedimento rivolto ai medici e con il quale i camici bianchi sono stati intimati a sospendere le visite private in ospedale (leggi qui). Per l’assessore quella era la strada per fronteggiare i troppo arretrati sulle visite specialiste negli ospedali sardi. Ma non è filata liscia. “Stiamo ancora aspettando – fanno notare dal sindacato – i dati dalle Aziende che indichino in quali strutture debba essere sospesa la libera professione”.

La Montaldo e Anaoo la dicono diretta ancora una volta: “Non siamo più disposti ad essere attaccati sui giornali senza che l’assessore fornisca i numeri, di cui, peraltro, sospettiamo l’inesistenza sulla base dei report pubblicati annualmente da Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) e dalla relazione del 2021 della Corte dei Conti regionale, Sezione controllo”.

A seguire due sottolineature. La prima recita così: “Resta inteso che se tali scostamenti risultassero inesistenti o riconducibili a responsabilità della Regione e/o delle Aziende sanitarie, tuteleremo ogni singolo medico, iscritto alla nostra associazione, che da quella che appare soltanto un’iniziativa ‘spot’ ha subìto un danno economico e di immagine; ci dispiace non poter tutelare il cittadino, che ha perso il suo medico di fiducia e la continuità assistenziale”.

Questa la seconda e ultima annotazione di Anaao a Nieddu: “Indirizziamo a lei la presente in risposta ai tanti tentativi (comparsi sui giornali cartacei), di farci diventare capri espiatori della disorganizzazione del Sistema sanitario regionale nonché dei quotidiani disservizi a cui vanno incontro i cittadini, la cui tutela ci ha impedito, finora, di ricorrere ad azioni più eclatanti, come uno sciopero generale, che pure sarebbe totalmente motivato”.

Alla propria nota stampa Anaoo ha allegato il documento dell’assessorato alla Sanità in cui non c’è traccia dei numeri dati a L’Unione Sarda da Nieddu.

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