Covid19, nuova ordinanza è integrativa: “Prorogate regole sugli arrivi nell’Isola”

“A breve il testo (della nuova ordinanza) sarà disponibile”. Lo comunica via WhatsApp l’Ufficio stampa della Regione. L’ordinanza è appunto la numero 21, quella che ieri, 3 maggio (qui il documento che il nostro giornale ha anticipato ieri notte), il presidente Christian Solinas ha firmato alle 19,52. Ma non  si capiva quale collocazione si dovesse dare rispetto al provvedimento del giorno prima, la numero 20, col quale il governatore ha deciso di derogare le disposizioni nazionale dell’ultimo decreto Conte e ha anticipato all’11 maggio l’apertura di negozi di abbigliamento e scarpe, ma anche centri estetici, saloni di parrucchieria e profumerie. Adesso il chiarimento atteso è arrivata: il nuovo dispositivo è integrativo e non sostitutivo.

Dall’Ufficio stampa spiegano ancora: “L’ordinanza numero 21, emessa ieri sera dal Presidente della Regione Christian Solinas, è un semplice provvedimento tecnico di ulteriore proroga dell’obbligo di isolamento per i passeggeri in arrivo in Sardegna, conseguente al mantenimento della chiusura di porti e aeroporti ed al regime autorizzatorio per l’ingresso di passeggeri in Sardegna, come peraltro già annunciato”.

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Tuttavia sorprende che i due provvedimenti sono stati emessi a distanza di ventiquattro ore. E di più: non si capisce perché la Regione non ne abbia dato notizia, vista l’importanza della materia e solo questa mattina lo abbia pubblicato sul sito istituzionale. Di certo questa nuova ordinanza mette al riparo la Regione nel caso in cui Governo decida di impugnare il provvedimento del 2 maggio sulla riapertura anticipata delle attività legate ai servizi alla persona.

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Adesso, comunque, l’Ufficio stampa della Regione dice di aver fatto chiarezza. E quindi, sebbene non espressamente scritto, si deduce che resta in piedi l’ordinanza numero 20. Che, però, troverà attuazione solo nel caso in cui i sindaci, sul piede di guerra da avant’ieri, decidano di andare contro le disposizioni nazionali e si assumano la responsabilità di anticipare le ripartenze. Non si esclude nemmeno che in questa fase transitoria, da qui al riavvio dell’11 maggio, le fasce tricolori chiedano un incontro coi prefetti. Anche per non esporre cittadini e imprenditori al concreto rischio delle multe.

Al. Car.
(@alessacart on Twitter)

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