Città metropolitana, la corsa tra Cagliari e Sassari. Opinioni a confronto

È il tema caldo della politica regionale. L’assegnazione del titolo di città metropolitana domina da settimane il dibattito pubblico: riemergono le antiche rivalità tra il nord e il sud dell’isola e si vedono i primi segnali di un inedito braccio di ferro tra la giunta regionale e i territori che si sentono penalizzati dalla riforma. L’assessore agli Enti locali Cristiano Erriu va avanti per la sua strada, spiega che in Sardegna l’unica città che può ambire a questo ruolo è Cagliari. Linea condivisa ieri a Oristano dalla direzione del Partito democratico. Ma non tutti la pensano così. A Sassari, e non solo, si è già creato un fronte comune contro la riforma: in prima linea c’è il sindaco Nicola Sanna, ma insieme con lui ci sono giuristi, economisti, imprenditori. Sardinia Post ha organizzato un “faccia a faccia” virtuale tra due esperti che la pensano diversamente.

Omar Chessa, docente di diritto costituzionale all’Università di Sassari è favorevole all’estensione del ruolo di città metropolitana anche a Sassari. “Non c’è nulla che, sul piano della praticabilità giuridico-costituzionale, impedisca l’istituzione di più di una città metropolitana in Sardegna”, dice nell’intervista (leggi qui).

Gianfranco Fancello, docente all’Università di Cagliari, esperto in ingegneria della mobilità, spiega invece come mai soltanto Cagliari può ambire al titolo di unica città metropolitana dell’isola. Dice: “Non dobbiamo confondere il fenomeno del pendolarismo con il concetto di città metropolitana. Si tratta di due cose diverse” (leggi qui).

Due punti di vista diversi, autorevoli, che non entrano nel merito della discussione politica ma intendono dare un contributo al dibattito. Perché una cosa è certa: si sta parlando di una scelta che condizionerà il futuro dell’isola.

M.S.

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