L’INTERVISTA/ 2. Sassari città metropolitana? L’ingegnere della mobilità: “Non si può”

Mentre a Sassari si rafforzano le richieste legate al “titolo” di città metropolitana, prosegue il dibattito tra gli esperti. Abbiamo sentito il parere di Gianfranco Fancello, docente dell’Università di Cagliari ed esperto nel settore dell’ingegneria dei trasporti e della mobilità.

Ingegnere, a Cagliari le rivendicazioni di Sassari sembrano una nuova forma di campanilismo, a Sassari invece si parla di “simmetria”. Qual è il suo parere?

“Non mi sembra utile regolare la discussione in base ai punti di vista. Occorre partire dalla realtà. Il concetto di città metropolitana nasce dal fatto che ambiti comunali diversi di fatto si comportano come se fossero un’unica città. Nell’area che gravita attorno a Cagliari queste dinamiche sono molto chiare: ci sono migliaia di persone che risiedono a Quartu, lavorano a Cagliari e magari fanno la spesa a Sestu. Si tratta di una condizione che è ben visibile a tutti coloro che vivono in quest’area. Per quanto riguarda l’area del Sassarese non mi sembra che ci siano le stesse condizioni. Mi spiego meglio. Esiste un rapporto forte tra città come Sassari e Porto Torres, ad esempio, tanto da far pensare all’esistenza di un’unica città lineare tra i due centri. Eppure, allo stesso tempo esistono polarità tra Sassari e Alghero per quanto riguarda la sanità o la scuola ed è alla luce di queste poralità che mi sembra difficile vedere il nord ovest della Sardegna come un’area metropolitana. Ancora più difficile immaginare un’unica area metropolitana nel nord Sardegna, a causa della poralità presente tra Sassari e Olbia”.

Quali sono i punti di forza di Sassari e del suo territorio? Quali invece i punti di debolezza?

“Nel territorio di Sassari c’è un rapporto molto intenso tra il capoluogo e i Comuni dell’hinterland, come Sorso e Sennori. E questo è sicuramente un valore aggiunto. Ci sono connessioni forti con le altre città come Ozieri, Alghero e Porto Torres, ma sono legami di pendolarismo. Io ritengo che il fenomeno del pendolarismo, molto presente tra questi centri e Sassari, non può essere confuso con il concetto di area metropolitana che è tutt’altra cosa”.

La nascita delle città metropolitane è legata con il superamento delle Province. È solo una questione di geografia?

“Sicuramente la questione del superamento delle Province è un problema che ha fatto scaturire le rivendicazioni di Sassari e del nord Sardegna. Rivendicazioni che giudico legittime, perché quello del Sassarese è un territorio importante che rischia di ritrovarsi senza un ente intermedio che sia a metà strada tra la città capoluogo e la Regione. Ma non si può adottare il modello di area metropolitana per compensare questa mancanza. Anche perché lo stesso discorso vale per la Gallura e per i piccoli Comuni del centro Sardegna. È giusto trovare una nuova forma di riconoscimento delle dinamiche intercomunali già presenti in queste zone dell’isola. Negli anni Settanta si chiamavano comprensori, ora si preferisce usare altri termini. Di sicuro quello dell’area vasta è un concetto che va preso in considerazione e rafforzato”.

Può spiegare le conseguenze di questo discorso sul piano politico?

“Deve venir fuori la specificità dell’autonomia sarda. Nella nostra Regione esistono tantissimi piccoli Comuni: un patrimonio che va difeso tramite un riconoscimento adeguato. A mio parere l’unione dei Comuni non basta. Va fatta una riflessione sul concetto di ente intermedio e la riforma che sta per essere varata alla Regione può essere lo strumento utile per dare una risposta. E’ questo il momento ideale per suggerire proposte e arrivare a un nuovo modello chi si adatti alle specificità dei vari territori”.

Michele Spanu

@MicheleSpanu84 on Twitter

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