Nomine illegittime, eccezione Asl 8, 5 e Brotzu. Caso Sassari: c’è la moglie del rettore

Asl 8 di Cagliari, Asl 1 di Sassari e la 5 di Oristano, più il Brotzu del capoluogo e le due Aziende ospedaliero-universitarie dell’Isola. È questo l’ultimo blocco di enti che Sardinia Post mette sotto la lente per completare la mappa delle nomine illegittime fatte dal centrodestra di Christian Solinas. Tutto sarebbe passato in sordina, se non fosse fosse stato per la Dg dell’assessorato alla Sanità, Francesca Piras, in carica da febbraio 2022 e che voluto vederci chiaro su quei contratti a tempo, di una durata eccessivamente ridotta, con i quali sono stati ingaggiati direttori sanitari (Ds) e amministrativi (Da). Così, dopo essersi consultata con l’Ufficio legale della Regione, ecco scoperchiato il vaso di pandora attraverso la nota del 19 aprile.

La Asl 8 di Cagliari, guidato da Marcello Tidore, è una mosca bianca. Nell’Azienda sanitaria di Cagliari, il Dg in sella dal 1° gennaio non ha commesso alcun errore nella nomina dei due manager che lo affiancano nella gestione della più grande Asl della Sardegna. Sia il Ds Stefano Marcia che la Da Laura Balata hanno meno di 65 anni e nel curriculum hanno entrambi i cinque anni di direzione in strutture di medie e grandi dimensioni, come richiesto dalla legge 502 del 1992, al comma 7 dell’articolo 3. Vuol dire che negli uffici di via Pier della Francesca , dove la bandierina l’ha messa l’Udc, c’è da cambiare solo la durata del contratto, non i manager, come invece accadrà nella quasi totalità delle aziende sanitarie sarde,

Nessuna variazione da fare nemmeno al Brotzu di Cagliari, dove Agnese Foddis, scelta da Forza Italia, ha ugualmente rispettato i paletti imposti dalla 502. Ha meno di 65 anni il Da Ennio Filigheddu, che ha abbondantemente superato i cinque anni di esperienza da dirigente in una struttura complessa. La gavetta da capo l’ha fatta pure il Ds Raimondo Pinna che però, a differenza di Filigheddu, ha acquisito il requisito da facente funzioni. La posizione gli è valsa comunque come titolo. Sul piano strettamente politico, essendo il Brotzu il più grande ospedale dell’Isola, i posti di comando non sono monocolore: a fronte della Foddis in quota azzurra, Filigheddu è molto gradito ai Riformatori, mentre Pinna è espressione di Solinas.

Ben figura pure Oristano (che aggiungiamo in ritardo per una dimenticanza e chiediamo scusa). Nella Asl 5, guidata da Angelo Maria Serusi, manager che piaceva anche al Pd, sono in regola sia il Ds che la Da. L’uno è Antonio Maria Pinna, l’altra Rosalba Muscas. Serusi, però, è stato costretto a un aggiustamento, visto che la prima scelta nella direzione sanitaria era stata Peppinetto Figus, nominato lo scorso 11 gennaio e dimissionario agli inizi di febbraio.

Alla Aou di Cagliari, l’azienda ospedaliero-universitaria che gestisce il Policlinico di Monserrato, la Dg è Chiara Seazzu, anche lei voluta lì dallo scudo crociato di Giorgio Oppi. La Seazzu, che come tutti i colleghi ha firmato i decreti di nomina di Ds e Da su indicazione della politica, non ha azzeccato la mossa sul direttore sanitario perché Ferdinando Coghe ha più di 65 anni. Quindi va rimosso. Ha invece i requisiti la Da Maria Luisa Mastino.

A Sassari, tra Asl e Aou, hanno più di un problema. All’Azienda sanitaria 1, dove il Dg è Flavio Sensi, va intanto azzerata la casella del direttore sanitario perché Vito Leonardo Giuseppe La Spina ha compiuto 65 anni a marzo. Ovvero, era a posto con il requisito all’atto della nomina, ma adesso deve decadere per sopraggiunti limiti di età, sebbene abbia i cinque anni di dirigenza di una struttura complessa. Alla direzione amministrativa c’era Maria Dolores Soddu che fu contrattualizzata l’11 gennaio 2022, ma si è dimessa dopo venti giorni, il 31 dello stesso mese.

L’Aou di Sassari è lasciata alla fine di questa terza puntata dell’inchiesta perché si intrecciano più questioni. Sul piano della legittimità delle nomine, Francesco Luigi Bandiera non ha i requisiti per restare al suo posto: il dottore, scelto come direttore sanitario dal Dg Antonio Lorenzo Spano, è classe 1956. Ma malgrado si porti benissimo i suoi 66 anni, come si ricava dalla foto del curriculum, ha perso il requisito per occupare ancora il posto di comando.

È invece in regola con i paletti normativi la Da Rosa Maria Bellu, ma sulla sua nomina si pone un conflitto di interessi non da poco. La manager è la moglie di Gavino Mariotti, il rettore dell’Ateneo di Sassari che in partenership con la Regione gestisce l’azienda ospedaliero-universitaria.

Per capirci: Spano, da Dg dell’Aou, è stato scelto dalla Giunta d’intesa con il rettore. Quindi da Solinas e Mariotti. Ma a sua volta Spano ha firmato la nomina della Bellu, trovandosi nella non comoda posizione di accettare come sua stretta collaboratrice la moglie di chi l’ha voluto nella prima poltrona dell’Azienda sanitaria. Vien da sé che si tratta di un rapporto fiduciario non spurio da una certa complessità. Non è finita: Spano è molto gradito a Solinas e al Psd’Az, oltre a essere il cugino di Massimo Temussi, l’ex commissario di Ats entrato nel cerchio magico del governatore che lo ha premiato trasferendolo al Cpr, il Centro di programmazione, la cassaforte della Regione. All’Aou di Sassari, come raccontato da Sardinia Post in un’inchiesta di marzo 2021, lavora pure Antonio Francesco Temussi, fratello maggiore di Massimo.

A essere precisi e per completare il quadro, dall’Aou di Sassari è in aspettativa Carlo Doria che prima di diventare senatore del Psd’Az, candidato da Solinas, era primario della Clinica ortopedica. Ovvero era uno dei dirigenti medici che rispondevano a Mariotti.

Sullo sfondo della sanità sarda travolta dal terremoto delle nomine illegittime, c’è pure il rischio di un maxi contenzioso, tanto sul piano amministrativo quanto su quello erariale. Perché non esiste solo il problema delle centinaia di delibere impugnabili, perché firmate da direttori senza requisiti; non si può escludere nemmeno che la Corte dei Conti apra un supplemento di verifica sui costi sostenuti dalla Regione per pagare manager non in regola con la legge. (3. Fine).

Alessandra Carta

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