L’inferno a Portoscuso. Dove nei terreni germogliano zinco, piombo e arsenico

Palazzo Gardenia sta al centro di Portoscuso, a due passi dal mercato civico. Ospita appartamenti, negozi, garage. Ma pure piombo, mercurio, cadmio e zinco in quantità tali da fare invidia ad una fabbrica di fine Ottocento. E infatti centocinquant’anni dopo, il 30 dicembre 2014, i tecnici dell’Arpas che hanno prelevato i campioni di suolo dalle aree circostanti si sono trovati di fronte a dati sconvolgenti: mai pubblicizzati – a partire dall’assessorato all’Ambiente della Regione – sono ad oggi quelli più recenti. Per legge (anche a Palazzo Gardenia), nei suoli la concentrazione di zinco non può superare i 150 milligrammi per chilo. Responso delle analisi: 821. Il piombo invece non dovrebbe oltrepassare i 100 milligrammi. Riscontrati: 393. Il cadmio, elemento tra i principali responsabili del carcinoma polmonare, è ‘tollerabile’ nella misura di 2 mg/kg. È risultato sei volte oltre soglia: 12 milligrammi. Tutto questo accade al centro del paese.

I dati choc e il silenzio delle istituzioni

Premessa: non sono i risultati peggiori, malgrado tra il 2013 e il 2014 i valori siano aumentatinonostante la chiusura degli impianti Alcoa ed Eurallumina. A riprova della criticità della situazione: l’ordinanza firmata l’8 maggio 2014 con cui il sindaco Giorgio Alimonda vieta il consumo di vino, olio, frutta, verdura e latte – il caprino è risultato ‘corretto’ alla diossina e l’ovino al piombo – è ancora in vigore. Tutto questo nel silenzio più totale, in primis della politica. A smuovere le istituzioni non è bastata nemmeno la pubblicazione dei dati choc sulla concentrazione di veleni riscontrata nell’acqua di falda che corre sotto Portovesme, l’area industriale del paese (leggi). Si muovono però  le associazioni ambientaliste come Legambiente e Gruppo di intervento giuridico, che da anni denunciano lo scempio ambientale in atto nel Sulcis e chiedono immediate bonifiche, impiegando gli operai in cassa integrazione. E in parallelo si muove anche la magistratura: il pm della Procura di Cagliari Marco Cocco conduce un’inchiesta per disastro ambientale, che ha già portato al sequestro di una parte del bacino dei fanghi rossi dell’Eurallumina. Nel frattempo i numeri dell’Arpas non ammettono repliche: sono devastanti. Soprattutto perché riguardano superfici non interessate direttamente dal sito industriale. E i valori confermano quanto l’area di Portovesme e le attività minerarie abbiano contribuito ad avvelenare un intero territorio. Perché è chiaro che le concentrazioni di veleni non siano circoscritte al punto di prelievo, ma rappresentano la cartina di tornasole per verificare lo stato di salute di decine di chilometri quadrati. Parecchio malati, a vedere i dati.

(D)anni di piombo

Il punto di prelievo di Perdaias è situato a circa 700 metri a est dal confine dell’area industriale di Portovesme e in linea d’aria circa 2,5 chilometri dalla periferia di Portoscuso. Sarà un caso, ma i dati dicono che si tratta di una delle zone più contaminate del circondario. Secondo il report dell’Arpas in quell’area ci sono 3.210 milligrammi di piombo per chilogrammo di suolo. Vale a dire 32 volte oltre la norma di legge, che prescrive un limite massimo di 100 milligrammi. Forse perché si tratta di un elemento che distrugge il sistema nervoso, provoca danni al cervello e causa difficoltà di apprendimento. Lasciata Perdaias non va meglio poco più a sud, visto che nel punto di prelievo P13, ‘Casa Figus depuratore’, il piombo arriva a 807 milligrammi per chilo, mentre spostandosi più a nord, in località ‘Sa Piramide’, si tocca quota 571. Il limite è sempre 100 mg/kg.

Quel campione di Zinco

Nel vasto territorio che circonda Portoscuso, i livelli di concentrazione di zinco sono di gran lunga superiore ai limiti di legge. Nella già citata area di Perdaias invece, i valori sono scioccanti: 58 volte oltre il consentito. Se il limite è di 150 milligrammi per chilo, qui si tocca quota 8.715. A Casa Figus i milligrammi sono 2.227. A nord dell’abitato, in zona Monte Dolorosu, 1.026 e poco più in alto, a Sa Piramide, 890. Dati probabilmente interessanti per il Centro diabetologico dell’Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari, guidato da Marco Songini, che da anni studia insieme con un team di esperti – geologi compresi – la correlazione tra diabete di tipo 1 e livelli di zinco nell’organismo.

Cadmio, arsenico e mercurio: non manca niente

Gli effetti mortali dell’arsenico non hanno bisogno di presentazioni. Forse però val la pena ricordare la parte attiva che questo elemento svolge nei casi di tumori al sistema linfatico, al fegato e alla pelle. Le concentrazioni più preoccupanti sono state rilevate sempre a Perdaias: limite a 20 milligrammi, rilevamenti a 70 milligrammi. A Monte Dolorosu, 24. Al cadmio si devono disordini immunitari e tumori. Limite di legge: 2 mg/kg. Valori riscontrati a Perdaias: 37 mg/kg; a Casa Figus: 19 mg/kg; a Sa Piramide: 18 mg/kg. Il mercurio provoca danni al cervello, al sistema nervoso e al DNA. La maglia nera? Spetta sempre a Perdaias, con 2.9 mg/kg, quando il limite consentito è pari a 1 mg/kg. Seguono Casa Figus (2.7) e Generuxi (1.1).

Record per niente invidiabili

Come si vedrà in seguito, nella classifica delle zone più inquinate Portoscuso è purtroppo in buona compagnia. I campioni raccolti dall’Arpas a Gonnesa, Carbonia, San Giovanni Suergiu e nelle relative frazioni confermano i timori: visti i dati su suolo e aria, il territorio è pesantemente avvelenato da metalli pesanti. Nel frattempo, si dibatte sulla realizzazione di una centrale a carbone e sull’ampliamento del bacino dei fanghi rossi. 

Pablo Sole

sole@sardiniapost.it

LEGGI ANCHE

 

Total
1
Shares
Загрузка...
Related Posts
Total
1
Share