‘Sardi e sicuri’, le storie di falsi positivi. Ecco cosa è successo con lo screening

Positivi al test cinese VivaDiag e negativi al tampone molecolare fatto poco dopo. È questa una costante emersa nelle due giorni di ‘Sardi e sicuri’, la campagna di screening voluta dall’Ats e conosciuta anche come ‘Piano Crisanti’. Sabato e domenica, i controlli anti-Covid hanno fatto tappa a Cagliari e sono diverse le segnalazioni raccolte dal nostro giornale sui cosiddetti falsi positivi.

Tutto ruota intorno all’attendibilità dei test utilizzati. Si tratta appunto dei VivaDiag, a cui Sardinia Post ha dedicato più di un approfondimento perché a gennaio l’Agenzia francese del farmaco li ha banditi perché inattendibili. troppo i falsi positivi e troppi i falsi negativi. Il commissario dell’Ats, Massimo Temussi, aveva parlato di “fake news“, sostenendo che in Sardegna quella marca non era usata. In realtà l’unica fattura di acquisto che si trova sul sito di Ats è relativa all’acquisto dei VivaDiag, non alla marca indicata dal manager. Costo dei test cinesi: oltre cinque milioni di euro, su cui la Corte dei conti potrebbe fare le pulci ad Ats, se i tamponi cinesi rimassero negli scatoloni.

Tant’è: la bufala sui VivaDiag, alla fine, l’ha detta proprio Temussi. Che sul punto, poi, ha scelto la linea del silenzio. Anche perché non può dire nulla, se non esaltare una campagna di screening che al contrario è molto poco amata dai sardi. A Cagliari erano attese 80mila persone, aveva detto temussi e Ats, invece non si è superata quota 30mila. Anche perché la presa di posizione da parte dell’Agenzia del farmaco francese si è diffusa pure in Sardegna.

Tuttavia i falsi positivi sono il male minore. Perché nel giro di 24 ore, tra test rapido cinese e tampone molecolare, una persona risultata inizialmente infetta viene a conoscenza del proprio reale stato di salute. Il problema vero sono i falsi negativi che stanno in mezzo agli altri convinti di essere sani, ma trasmettono il virus a loro insaputa. Per questa ragione in Francia i VivaDiag sono stati banditi, mentre da noi l’Ats continua a non dire una sola parola. Ma chissà quante persone, nel week-end appena passato, si sono presentati nelle postazioni Covid allestite in città perché magari avevano un qualche sintomo influenzale. Invece il tampone utilizzato non ha rilevato la presenza del virus perché ‘difettoso’.

Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)

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