Sardara, ecco altri presenti alle terme: adesso l’elenco arriva a 28, tutti i nomi

Spuntano altri nomi – e così si arriva a 28 – tra i presenti a Sardara, al pranzo organizzato da Gianni Corona, uno dei soci di Sardegna termale, la struttura in località Santa Maria Aquas dove sono stati chiamati a raccolta politici, militari e dirigenti pubblici di prima fascia. Inizialmente doveva essere un banchetto con un gruppo ristretto, ma poi il numero dei partecipanti è salito perché ciascun invitato aveva la possibilità di portare qualcuno.

L’opzione la deve aver presa alla lettera Giorgio Sorrentino, il Dg dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari che si è presentato a Sardara insieme la direttrice amministrativa, Roberta Manuntza, e quella sanitaria, Paola Racugno. Adesso viene fuori che insieme ai tre manager, ha voluto Sorrentino, ci fosse pure l’addetto stampa Fabrizio Meloni.

Il record di presenze ce l’ha comunque la Regione. In quota ‘Uffici pubblici sardi’ c’erano, come noto, tre Dg: Alessandro Naitana, a capo dell’Industria, Giuliano Patteri, il Dg facente funzioni all’agenzia Forestas e Umberto Oppus che guida gli Enti locali. Oppus, peraltro, aveva minacciato querele, nei giorni scorsi, se i giornali avessero pubblicato il suo nome. Invece il Dg-sindaco di Mandas a Sardara si è visto eccome. Poi se abbia mangiato o sia rimasto a digiuno, è un altro paio di maniche.

Un nome nuovo è quello di Stefano Esu, consulente nell’assessore di Enti locali e Urbanistica, dove Oppus è Dg. Il consulente è fratello di Mauro Esu, il portavoce di Solinas che ugualmente era presente a Sardara e ieri è stato sentito in Procura, dove ha spiegato di aver raggiunto la struttura ma di non aver preso parte al pranzo. In quota ‘Ufficio di gabinetto’ c’era pure Alberto Urpi, altro nome di cui già è stato scritto. Urpi è il braccio destro dell’assessora Anita Pili (lei non presente, forse nemmeno invitata).

La tavola trasversale apparecchiata da Corona nella sua Sardegna termale contava in quota Pd l’ex assessore all’Urbanistica e agli Enti locali, Cristiano Erriu, uno dei primi ad ammettere l’errore di essere andato al banchetto in piena zona arancione, quando i comuni mortali devono stare a casa. Perché i ristoranti, per decreto, possono lavorare solo con l’asporto. E se per caso garantiscono il servizio al tavolo, devono farlo solo per i clienti di hotel o  altre strutture ricettive. Erriu, finita l’esperienza nella Giunta Pigliaru, è tornato a fare il direttore dell’Azienda speciale Centro servizi, ‘costola’ della Camera di commercio di Cagliari.

Vicino al Pd è sempre stato anche Abramo Garau, l’ex amministratore unico di Abbanoa, invitato insieme all’ex Dg della spa dell’acqua, Sandro Murtas. Il Corpo forestale era invece rappresentato dalla più alta carica, il comandante Antonio Casula che ha riferito di aver mangiato “solo un pezzo di pane”. Ma comunque c’era. Presente pure un esponente di spicco dei Riformatori, l’ex coordinatore regionale Pietrino Fois, commissario straordinario della Provincia di Sassari. C’era pure Vitangelo Tizzano, presidente del Cda di Sogaerdyn, la società che gestisce i servizi di assistenza a terra nell’aeroporto di Cagliari-Elmas.

Poi ecco l’imprenditore del Nord Sardegna Francesco Antonio Soro, il capogruppo del Psd’Az a Porto Torres, Bastianino Spanu, l’ex presidente di Laore, Antonio Monni, il sindaco di Gadoni, Francesco Mario Peddio, con la sorella Maria, il cagliaritano Luigi Leone e Gian Franco Monni di Perdaxius.

A Sardara c’erano pure tre militari, a cominciare da Marco Granari, colonnello del 151° Reggimento della Brigata Sassari e che a Sardara è arrivato insieme a due sottoposti, Mario Piras e Davide Concas, anche loro identificati dalla Guardia di finanza, chiamata da non si sa chi. E questa è l’altra faccia della medaglia: perché il blitz delle Fiamme gialle, coi militari arrivati in borghese, ha tutto il sapore di una soffiata. Quasi di uno scontro tra ‘fazioni’.

La politica, di certo, non ha portato bene al segretario dell’Udc, nella provincia di Cagliari, Andrea Floris. La sua  partecipazione al banchetto di Sardegna era nota al gran capo dello scudo crociato, Giorgio Oppi, tirato in ballo nei messaggi WhatsApp, dove la sua presenza veniva data sicura. Invece Oppi non c’era. E a L’Unione Sarda ha precisato: “Io ai festini non vado”. Oppi ha comunque dato il via libera al fedele Floris, che però l’ha finita schedato.

Sul pranzo di Sardara sta indagando la Procura di Cagliari. Nella stanza del pm Giangiacomo Pilia, a cui è stato assegnato il fascicolo su decisione del procuratore capo Maria Alessandra Pelegatti, va avanti da giorni la sfilata degli invitati. Ieri il pubblico ministero ha sentito lo stesso Corona, che ha pagato la sanzione irrogata dalla Finanza per la violazione delle restrizioni anti-Covid. Compreso Corona i nomi sui presenti a Sardara arriva a quota ventotto.

Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)

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