Rivolta di 47 migranti a Sadali. Il sindaco: “Portati qui contro la loro volontà”

Chiedono di essere riportati nella penisola, in una grande città, o almeno a Cagliari, i 47 migranti africani che da ieri notte rifiutano l’ospitalità dell’Hotel Janas a Sadali, piccolo paese in provincia di Nuoro, dove sono stati destinati dopo l’arrivo ieri pomeriggio all’aeroporto di Cagliari con un volo partito da Napoli. Sul posto ci sono gli uomini della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri che assicurano la vigilanza e la situazione è sotto controllo. I 47 migranti sono tutti maschi, giovani ed in buona salute: arrivano da Nigeria e Mali. I proprietari dell’albergo si prodigano per farli mangiare e bere e per offrire loro tutto ciò di cui hanno bisogno. Ieri notte gli stranieri, una volta giunti a Sadali, si sono rifiutatati di entrare in albergo e hanno inscenato una protesta contro la destinazione loro assegnata. I 47 migranti hanno passato la notte davanti alla struttura alberghiera, in piena campagna, e ancora la protesta continua: sono determinati nel non voler accettare l’alloggio nell’albergo di Sadali e nel chiedere di essere riportati a Cagliari.

“Partiamo dal presupposto che l’elemento prioritario per coloro che scappano dalle guerre e da atti persecutori nel loro paese, quindi richiedenti asilo politico, è quello di essere salvati, accolti e accuditi dallo stato ospitante, a prescindere dal sito in cui vengono ospitati purché dignitoso e Sadali è tra questi, visto che è un hotel. Però è altrettanto vero che il Dipartimento per le libertà civili e immigrazione possa prestare maggiore attenzione sui siti dove ospitare gli immigrati, poiché come sta accadendo a Sadali si sta passando da una situazione di mera accoglienza a una situazione che può sfociare in una grave problematica di ordine pubblico i cui riflessi ricadono sul Questore”. Lo ha detto all’ANSA il segretario nazionale del Siap, Massimo Zucconi Martelli, intervenendo sui problemi che si stanno vivendo da ieri notte nel piccolo paese in provincia di Nuoro. “Il Questore – ha evidenziato ancora il sindacalista – non ha i mezzi per gestire un’emergenza del genere. Quindi chiediamo l’invio immediato di rinforzi a Sadali, ricordando che la provincia di Nuoro, anche in queste ultime assegnazioni di personale, ha avuto zero uomini di rinforzo”. Ed il segretario nazionale del Siap illustra l’attuale situazione. “Gli immigrati vogliono lasciare Sadali e raggiungere altre realtà – ha detto Zucconi Martelli – sono liberi di muoversi visto che molti di loro hanno già il permesso di soggiorno. Non possono pretendere che sia lo Stato a farsi carico dei loro movimenti interni per raggiungere i parenti. La situazione è ancora tesa, speriamo che non sfoci in incidenti, creando problemi a una cittadina pacifica come quella di Sadali”.

C’è preoccupazione a Sadali per la protesta. Il sindaco Romina Mura, che è anche deputata del Pd, segue a distanza la situazione, essendo fuori per un periodo di vacanza. “Ho chiesto al Prefetto di Nuoro come mai questi migranti dotati di regolare permesso di soggiorno siano arrivati a Sadali contro la loro volontà – ha detto all’ANSA la parlamentare sarda -. Sono persone libere che non possono essere trattenute in un posto in cui non vogliono stare”. Il sindaco di Sadali ha poi aggiunto: “Mi è stato riferito che i migranti avrebbero detto di essere stati portati in Sardegna con l’inganno: avevano promesso loro di partire per Milano e Roma, ma sono giunti qui. Per questa vicenda utilizzerò le mie prerogative di parlamentare della Repubblica per una interrogazione alla Camera dei deputati nella quale chiederò come sia potuto succedere tutto questo”. I 47 migranti, provenienti da Napoli, da ieri sera protestano per chiedere che vengano riportati in una grande città: “La situazione mi preoccupa per la mia comunità anche se so che è tutto sotto controllo. D’altronde sono stati portati in un paese che ha collegamenti scarsi e che non è dotato di una Caserma dei Carabinieri adeguata (ci sono in servizio solo tre militari) né di un sistema di pronto intervento per reggere queste situazioni. Spero – ha concluso – che il problema venga risolto in giornata, io questo ho chiesto al prefetto di Nuoro”.

“La rivolta di Sadali deve essere colta da parte di tutti come un campanello d’allarme”. Lo ha dichiarato l’ex presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci. “Alla luce di quest’ultimo episodio – prosegue il consigliere regionale di Forza Italia – e anche dei gravi precedenti avvenuti nel centro di Elmas, occorre intervenire subito affinché la situazione non sfugga al controllo e soprattutto al fine di evitare che i sindaci, le comunità interessate e le forze dell’ordine siano lasciati soli dinanzi a situazioni simili. Non si può attendere oltre perché è alto il rischio che da questi episodi possano scaturire ulteriori tensioni sociali nel nostro territorio”. “Suggeriamo pertanto alla Giunta regionale – aggiunge l’ex governatore – di chiedere un confronto immediato con il Governo per calibrare meglio le politiche di accoglienza nell’isola e per chiedere misure che assicurino ai sindaci dei Comuni che ospiteranno i migranti tutti i mezzi e le risorse necessarie ad affrontare una situazione che non può non essere considerata come emergenza”.

Critiche al Governo per la gestione dell’emergenza migranti. Il deputato di Unidos, Mauro Pili, parla di “vergogna nazionale” e punta il dito contro il ministro dell’interno, “che deve dire subito tutto quello che è successo e assumersene la responsabilità o indicare chi è il responsabile di tale gestione. E’ grave che il Comune dica di non saperne niente e altrettanto grave è il fatto che sia stata scelta una località senza valutare tutte le possibili conseguenze”. Pili preannuncia un’interrogazione parlamentare e chiede ad Alfano di “dismettere questo tipo di trasferimenti in Sardegna perché risultano essere illogici e irragionevoli, per costi e soprattutto perché risulta evidente che tali immigrati metteranno in atto ogni azione pur di lasciare l’isola mettendo a rischio sicurezza sociale e non solo”. Dura anche la vice presidente del gruppo Fi in Consiglio regionale, Alessandra Zedda, che punta il dito contro la Giunta regionale e sostiene che “i disordini avvenuti a Sadali sono la manifestazione più evidente della mancanza di una strategia regionale e nazionale sull’immigrazione”. Anche la deputata Romina Mura annuncia un’interrogazione ad Alfano e chiama in causa l’Europa perché intervenga sulle politiche dell’immigrazione. “I 40 immigrati accompagnati a Sadali presso una struttura privata erano da tempo a Napoli. Già provvisti di permesso di soggiorno da tempo, non si capisce secondo quali criteri siano stati trasferiti a Sadali. La sensazione che sia stato il classico caso di ‘scaricabarile’, in questo caso da Napoli alla Sardegna”. Il sindaco riferisce che secondo quanto raccontano alcuni immigrati “sarebbero dovuti essere accompagnati in ospedale per fare delle visite prima del trasferimento in altra città del continente. Invece sono stati trasferiti a Sadali”.

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