Polemiche su Mont’e Prama, il Soprintendente querela Mauro Pili

Marco Minoja, soprintendente archeologo per la Sardegna, non ci sta: non vuole passare per criminale e non accetta le pesanti accuse arrivate ai suoi uffici nei giorni scorsi dal deputato di Unidos Mauro Pili che denunciava ‘sfregi’ sul sito nuragico di Mont’e Prama. E dalle note stampa, con cui una settimana fa aveva annunciato che la Soprintendenza si sarebbe difesa dall’aggressione nelle sedi competenti, passa ai fatti: ieri mattina ha presentato una denuncia contro Pili per diffamazione e minacce.

Eccola dunque, la difesa: la denuncia ai Carabinieri firmata da Minoja è l’ultimo atto di uno scontro tra il deputato e gli archeologi che lavorano in Sardegna che va avanti da mesi su più fronti.

Su Mont’e Prama in primis, sito nuragico dove secondo Pili “Le cooperative rosse hanno sostituito gli archeologi sardi” e dove si usa la ruspa per “Uno scempio senza precedenti, un delitto contro la civiltà nuragica”. Ma anche su altro: Pili aveva già attaccato duramente la Soprintendenza Archeologica e il Ministero dei Beni Culturali sui bronzetti venduti alle aste internazionali, come quelle recenti di Londra e New York, parlando di “Molte complicità e tanti silenzi” e di “Incapacità di fermare la commercializzazione dei reperti”. Parole che secondo il Soprintendente alimentano irresponsabilmente un clima d’odio ben rappresentato da frasi come “Sono da impiccare” e “Bisogna appostarsi col fucile e sparare” firmate di recente da alcuni utenti su Facebook e rivolte proprio a chi lavora nei cantieri archeologici isolani.

La denuncia presentata ieri da Marco Minoja non è l’unico caso ‘archeologico’ che arriva in tribunale: appena due mesi fa è stato arrestato Sergio Abis, l’uomo che secondo gli inquirenti sarebbe ‘L’Untore’, autore di un blog diffamatorio attorno ai temi della cultura in Sardegna. Mesi e mesi di indagini hanno portato a identificare chi stava dietro alle centinaia di articoli minacciosi e offensivi.  Tanti i bersagli: politici, studiosi, appassionati di storia antica soprattutto: l’Untore pare risparmiare gli archeologi che sarebbero danneggiati, si legge nei post, da dilettanti e cialtroni. Lo scontro attorno ai veleni dell’Untore non si è chiuso con l’arresto di Abis ma va avanti su social network, blog e pagine web di archeologia sarda; gli inquirenti inoltre assicurano che presto saranno svelati altri complici che lavoravano al blog.

Il dibattito sulla storia antica della Sardegna dunque da molto tempo non si limita al piano scientifico, ad una pacifica discussione su proposte e ipotesi, ma arriva allo scontro verbale tra addetti ai lavori e non addetti ai lavori: oggi Marco Minoja e Mauro Pili su Mont’e Prama, ieri gli accademici e Sergio Frau su Atlantide, e così via a ritroso negli anni.

Lo scavo sulla collinetta di Cabras, nel frattempo, continua a regalare sorprese: giusto pochi giorni fa gli archeologi hanno mostrato due nuove tombe ritrovate intatte che custodivano defunti accompagnati da un corredo di oggetti. Al sicuro sotto terra per tremila anni, forse di più, ben lontani da chiasso e polemiche.

Francesca Mulas

 

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