Il giallo dell’Untore Blog: in cella il responsabile. Ma si indaga sui complici

Tutto il mondo della cultura sarda, o quasi, era finito nel mirino dell’Untore, il blog anonimo che negli ultimi mesi ha diffamato, accusato, insultato pesantemente tantissime persone legate in particolare al mondo dell’archeologia. Oggi l’autore dei post al veleno ha un nome: si chiama Sergio Abis ed è un cagliaritano di 62 anni che da tempo aveva lasciato l’Isola per vivere a Torino. Ieri si è costituito a Cagliari. Ma non perché fosse ricercato per reati commessi via Internet. L’accusa è ben più pesante: Abis deve rispondere di un duplice tentato omicidio avvenuto nei giorni scorsi a Mornago, in provincia di Varese.

Un’esistenza turbolenta della quale il blog dell’Untore ha segnato la fase più recente:  negli anni Novanta Abis aveva lavorato accanto a Luigino Fiocco, un imprenditore di Chioggia che nel 1999 aveva creato a Villacidro la società Aviotech per la costruzione di aerei ultraleggeri incassando un consistente finanziamento pubblico con la Legge 488 per l’agevolazione alle attività produttive. L’imprenditore aveva portato con sé una speranza di rinascita per il territorio villacidrese rilevando l’ex società Vilca con i suoi 56 lavoratori. Speranza delusa dal un rapido fallimento dell’impresa. Secondo i giudici, una bancarotta fraudolenta con gli otto miliardi di contributi pubblici andati in fumo: nel 2013, Fiocco è stato condannato a sette anni di reclusione.

Le conseguenze del fallimento dell’Aviotech hanno colpito pesantemente, fino a scolvolgerlo, Abis il quale, venerdì scorso, il 13 novembre,  si è presentato nell’azienda di Mornago dove lavora Matteo, il figlio di Luigino Fiocco: in preda a un raptus lo ha ferito con un coltello a serramanico e ha colpito pure il suo socio Luigi Carlo Brambilla per poi fuggire. È riuscito ad arrivare in Sardegna e domenica si è presentato spontaneamente in Questura a Cagliari per confessare il tentato duplice omicidio.

Ma a turbare Abis c’era un altro fatto: poche ore prima dell’aggressione a Fiocco e Brambilla la polizia gli aveva notificato  una denuncia per diffamazione a mezzo internet come autore dei post dell’Untore. Nella casa torinese dove viveva insieme alla compagna Daniela Piccone è stato trovato un computer, intestato alla donna, da cui era partito uno dei post pubblicati sul sito: si è conclusa così un’indagine messa in moto da decine di segnalazioni e denunce pervenute nell’ultimo anno alla Polizia Postale.

Il blog dell’Untore, attivo dall’ottobre 2014, ha pubblicato in più di un anno oltre duecento post, molti dei quali a carattere diffamatorio, dedicati soprattutto a esponenti della cultura, e in particolare dell’archeologia, in Sardegna. Un’attività intensa e continua che aveva avuto come bersaglio preferito la Fondazione Nurnet – La rete dei Nuraghi e tanti altri studiosi della storia antica dell’Isola.

“Il nostro blog è nato per gioco, come tutte le cose serie – si legge in un post pubblicato sull’Untore il 27 ottobre scorso – ed è stato aperto per cercare di sferzare la parte più importante dell’archeologia isolana (i cosiddetti archeologi strutturati, coloro che sono pagati dallo stato o dalle amministrazioni locali per fare archeologia) a reagire di fronte al pericolo reale dell’equiparazione di archeologia e fantarcheosardismo”. Da qui i numerosi post sul tema del denaro pubblico e i criteri della sua erogazione ad associazioni, fondazioni, privati che lavoravano in ambito culturale e archeologico.

Gli accademici e i dirigenti del settore archeologico isolano hanno preferito tenersi alla larga dai metodi aggressivi e violenti dell’Untore e non hanno frequentato il suo blog. Ad eccezione di Rubens D’Oriano, funzionario della Soprintendenza Archeologica della Sardegna (che ha firmato un intervento pubblicato nel settembre scorso sul blog dell’Untore dedicato alla vicenda dei bronzetti acquistati a un’asta londinese dalla Fondazione Nurnet) e di  Mario Galasso, insegnante di storia dell’archeologia all’Istituto di Arte e Restauro di Firenze. Questi ha lodato l’attività del blog scrivendo che esso “ha costituito e costituisce un ottimo motivo per non sentirsi soli in questo mare magnum di sciocchezze e di malcostume”.

Incubo finito dunque per le tante persone diffamate e insultate? Non è detto: Abis potrebbe aver avuto dei complici nella gestione di Untore Blog. A leggere gli articoli – pubblicati con vari pseudonimi – si ha infatti l’impressione che la qualità delle informazioni e anche la competenza argomentativa, benché sempre piegata su toni diffamatori, nascondano altre persone, probabilmente persone interne al mondo dell’archeologia.  Si attende ora lo sviluppo delle indagini, altri nomi potrebbero emergere da questa brutta storia nei prossimi giorni.

Francesca Mulas

(immagine rielaborata via https://pierluigimontalbano.blogspot.it)

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