Marganai, la strada non è autorizzata. La Sovrintendenza informa la Procura

Sulla carta è lunga 150 metri. Ma la strada spuntata nel Marganai quando la cooperativa di Domusnovas Agricola mediterranea ha iniziato a trasformare la lecceta in legna da ardere, è idealmente molto più estesa: è arrivata fino alla Procura della Repubblica di Cagliari. Toccherà ora alla magistratura accertare se l’intervento sia stato realizzato sulla scorta delle dovute autorizzazioni, cioè quelle del Corpo forestale, della Regione, dell’Ente foreste e della Sovrintendenza, il cui parere è vincolante.

Quest’ultima autorizzazione certamente non è arrivata. E peraltro sarebbe stato difficile: nessuno, infatti, l’ha richiesta. La conferma arriva direttamente dal Sovrintendente Fausto Martino. Il quale ha compiuto l’atto che in casi del genere è dovuto: ha segnalato la vicenda alla Procura della Repubblica. Si aggiunge così un nuovo elemento all’inchiesta sui tagli nel Marganai, partita sei mesi fa quando si scoprì una situazione analoga: se oggi mancano le autorizzazioni della Sovrintendenza per la strada, nel settembre scorso Martino, appena arrivato a Cagliari, si accorse che mancavano quelle per i tagli nella lecceta.

Quest’ultima segnalazione rappresenta una svolta importante, che potrebbe comportare “ipotesi di illecito penale”, come lo stesso commissario dell’Ente foreste Giuseppe Pulina  ha rilevato pochi giorni fa in una lettera inviata a Sardinia Post.  Tale ipotesi, secondo il commissario, si sarebbe configurata nel caso in cui fosse stata realizzata una strada ex novo. Infatti Pulina ha allegato alla lettera una foto aerea del 1954 nella quale si vede la strada. Il fatto è che non solo negli anni successivi quella strada non esisteva più perché la foresta l’aveva riconquistata ma che, in generale, interventi di questo genere vanno sempre autorizzati. Sia che si tratti di una strada, di una pista o di qualunque altro intervento di modifica.

“Per la costruzione o l’allargamento o modificazione di una strada, anche qualora le stesse avvengano su una precedente pista o strada – ha sentenziato più volte la Suprema corte – è necessaria la concessione edilizia (ora permesso di costruire). E quando ciò avviene in zona paesisticamente vincolata, occorre, oltre alla concessione edilizia, anche l’autorizzazione paesistica, poiché viene posta in essere una trasformazione ambientale, che rende indispensabile l’intervento e la valutazione delle autorità preposte al controllo del paesaggio sotto i diversi profili urbanistici e paesaggistico-ambientale”.

Come si vede, la Cassazione già tre anni fa smontava le tesi sostenute dall’Ente foreste pochi giorni orsono. Stupisce che nessuno, negli uffici di viale Merello, fosse a conoscenza dei vari pronunciamenti della Suprema corte. Intanto, dal punto di vista giuridico non c’è alcuna distinzione tra strada e pista. E ancora, la preesistenza della strada/pista non consente di avviare interventi vari o ripristini senza le dovute autorizzazioni. Che, al contrario di quanto previsto dal capitolato firmato dai tecnici dell’Ente foreste (guarda), non vanno chieste solo agli uffici di viale Merello e al Corpo forestale. In caso di vincolo paesaggistico, come peraltro è facilmente desumibile, occorre coinvolgere anche la Sovrintendenza. Un passaggio che, a fronte del ripristino della pista/strada, come ha ribadito il Sovrintendente Martino è stato omesso. Per chiarezza, pubblichiamo ancora una volta le immagini storiche fornite da Google Earth.

La trasformazione dei luoghi è ancora più chiara e lampante in queste immagini inclinate, in prospettiva. Da notare nell’ultima immagine, acquisita il 26 luglio dello scorso anno, come siano ben visibili le tracce degli automezzi in transito.

Una pista che, è bene ricordarlo, nel 2009 non viene riportata nemmeno nella cartografia ufficiale dell’Ente foreste “per non rendere illeggibile la mappa”, dice l’ufficio comunicazione in una nota. Una tesi poco plausibile, vista la dovizia di particolari della tavola, dove sono indicate perfino le sbarre, oltre a: camionabile principale; trattorabile principale; trattorabile secondaria; pista temporanea di esbosco; tracciato mezzi agricoli minori. E nemmeno si può dire che il tracciato fosse di scarso interesse, visto che è stato ripristinato.

Ma ora cosa accadrà? Di norma, in presenza di situazioni analoghe la magistratura ha disposto l’immediato sequestro delle aree interessate dagli interventi non autorizzati. Questi precedenti ora sono, accanto alla documentazione sul Marganai raccolta dalla polizia giudiziaria, all’esame della Procura della Repubblica.

Pablo Sole

sole@sardiniapost.it

 

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