Marganai, non solo tagli: adesso spunta la strada (vietata) nel bosco

Il Caso Marganai potrebbe arricchirsi di un nuovo fronte. Nell’area interessata dai tagli della lecceta effettuati nel periodo 2012-2013 e autorizzati dall’Ente foreste, sono spuntate delle piste carrabili non presenti nella cartografia ufficiale. È ipotizzabile – l’accertamento spetta all’Ente foreste e al Corpo forestale – che i nuovi stradelli siano stati aperti, abbattendo ulteriori alberi, dalla cooperativa che si è aggiudicata l’appalto per la ceduazione dei primi 33 ettari.

Non è poi escluso che siano state anche allargate piste esistenti, pratica anche questa proibita: si tratta di interventi che erano espressamente vietati dal capitolato tecnico (art. 19) firmato sei anni fa dall’attuale direttore generale dell’Ente foreste Antonio Casula, a meno di ottenere uno specifico nulla osta. Passaggio, quest’ultimo, che pare sia stato saltato a piè pari. Qualche informazione in più potrebbe e dovrebbe averla il Corpo forestale, che ha il compito di vigilare sull’area del Marganai così come nel resto dell’Isola.

Di certo, sull’apertura di nuove strade e sull’allargamento di altre non è stata informata la Sovrintendenza ai Beni paesaggistici di Cagliari e Oristano, che ora ha deciso di approfondire anche questo aspetto dopo aver intimato lo stop ai tagli, nel settembre scorso. Non si tratta di un particolare di poco conto e lo dimostra lo stesso divieto firmato dall’Ente foreste. Quando si aprono nuove strade, soprattutto in un’area in forte pendenza come quella interessata dai primi tagli, il cosiddetto effetto cascata è dietro l’angolo: alle prime piogge, senza trovare l’ostacolo delle chiome degli alberil’acqua si abbatte direttamente a terra e trascina a valle tutto ciò che incontra, col risultato principale di incrementare l’erosione del suolo.

La novità è emersa durante un sopralluogo effettuato una settimana fa per la registrazione del servizio dedicato al Caso Marganai dalla trasmissione di Rai 3 ‘Ambiente Italia’. Sul posto, oltre ai vertici dell’Ente foreste, ai rappresentanti dell’associazione ambientalista Gruppo di intervento giuridico e al team di esperti che sta seguendo l’aggiornamento del Piano di gestione del compendio Monte Linas – Marganai, erano presenti anche due dirigenti della Sovrintendenza ai Beni paesaggistici di Cagliari e Oristano, che hanno osservato lo stato dei luoghi dopo il passaggio delle motoseghe, quattro anni fa. Complice una pioggia battente, è stato osservato in diretta proprio l’effetto cascata.

L’attenzione è caduta su una nuova pista che non compare nella cartografia della viabilità pubblicata proprio dall’Ente foreste (sotto) e questo ha portato a supporre che si trattasse di una nuova strada aperta proprio in occasione della prima stagione di tagli.

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La pista è spuntata in corrispondenza della linea rossa presente all’interno del cerchio blu, che nella carta dell’Ente foreste indica il confine della parcella da tagliare (41a). Emerge quindi chiaramente che nei documenti originali, della nuova pista non c’era nemmeno l’ombra. Il nuovo stradello collega una “trattorabile principale” (bianca) con quella secondaria (gialla e nera) che parte dalle vecchie case della società mineraria Ammi, a destra del cerchio blu.

Dalle foto scattate pochi mesi fa nel punto in cui la pista interseca la trattorabile Ammi, si notano diverse piante tagliate ed eradicate, mentre al centro della carreggiata sono chiari i segni del passaggio delle motoseghe, usate per abbattere i lecci che ostacolavano l’apertura della strada.

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Gli effetti dell’apertura della nuova pista sono ben visibili anche in queste immagini. Nella prima, nella parte opposta alla superficie di taglio, si notano gli alberi tagliati ed eradicati (pratica assolutamente vietata).

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Nella foto sotto si vedono chiaramente, nel bel mezzo della pista, i lecci che spuntavano al centro dello stradello, tagliati a raso.

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Quando il progetto di ceduazione è stato presentato al Servizio valutazione impatti della Regione, non era certo prevista l’apertura di nuove strade e forse anche per questo l’intervento è stato approvato senza bisogno di stilare la valutazione di incidenza ambientale, ma con un semplice screening preventivo. Con la realizzazione dello stradello le cose cambiano: alle prime piogge si crea l’effetto cascata e l’erosione è dietro l’angolo, come si nota da questa immagine.

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Sarà ora la Sovrintendenza a verificare se si tratta di piste di esbosco realizzate in occasione dei tagli e se per la loro realizzazione siano state richieste o meno le autorizzazioni. In prima battuta però, sembra alquanto improbabile che gli uffici cagliaritani di via Nazario Sauro sapessero qualcosa: quando il Sovrintendente Fausto Martino è arrivato a Cagliari, nel settembre dello scorso anno, aveva bloccato i tagli nel Marganai proprio perché negli uffici non era arrivato alcun documento.  Men che meno le richieste per l’apertura di nuove piste di esbosco.

Un ulteriore passaggio riguarda l’Ente foreste. Durante il sopralluogo della scorsa settimana, è stato detto che si tratta di un vecchio sentiero. Sentiero, appunto: non una nuova pista percorsa dai camion della cooperativa (inesistente nel rilievo del 2009 ed evidenziata in rosso nelle immagini del 2013 e del 2015). Lo si può notare comparando le foto storiche di Google Earth.

Un ultimo rilievo che potrebbe sollevare la Sovrintendenza riguarda quel che in gergo tecnico è detta “effrazione di habitat comunitario”. Ad esser precisi, si parla del danneggiamento di una parte di territorio individuata come “landa oro-mediterranea endemica a ginestra spinosa (codice UE 4090)”. L’area in questione si trova tra una strada e un’area di taglio (nella foto, in alto a sinistra).

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Ora, posto che la carta della viabilità firmata pochi mesi prima dei tagli non riporta alcun stradello: l’Ente foreste era conoscenza di questi interventi? Li ha autorizzati? Ha mai effettuato dei sopralluoghi durante gli interventi di ceduazione e dopo la fine dei lavori, così come previsto dal capitolato tecnico? Se ha riscontrato irregolarità, dall’apertura di nuove piste all’allargamento di quelle esistenti, ha segnalato i fatti al Corpo forestale?

Pablo Sole

sole@sardiniapost.it

 

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