Il dono di 50 euro ai lavoratori: “La smentita di Contu ci fa ancora più male”

La smentita (seguita dall’annuncio di una querela per diffamazione) dell’assessore regionale al lavoro Mariano Contu sull’episodio dei 50 euro “donati” per l’acquisto del pane ha sorpreso non poco i lavoratori interinali della ex Rockwool. Siamo andati nuovamente a trovarli. Con lo scopo di chiarire ulteriormente una vicenda che, a dire il vero, a noi pareva già chiara. Ed era parsa chiarissima fin dal principio anche ai diretti interessati.

“Siamo impegnati in una durissima battaglia per la nostra vita – raccontano parlando da dietro il cancello della galleria che occupano dall’8 gennaio – e sentire della smentita di come sono andate le cose ci fa ancora più male. Abbiamo raccontato solo la verità”.

E ancora: “Quando il collega e il nostro rappresentante sindacale Giorgio Piras sono rientrati da Cagliari,  ci hanno raccontato subito com’ era andato l’incontro con l’assessore. Stentavamo a credere alle nostre orecchie per come erano stati trattati. Ci siamo messi a ridere. Un riso misto a rabbia, però. Questa è stata la nostra prima reazione ”.

Interviene di nuovo anche  il lavoratore che ha preso parte all’incontro. Ne conosciamo l’identità, ovviamente. Il nome e il cognome. Come di tutti i suoi colleghi. Non la riportiamo nell’articolo su sua richiesta: una cautela condivisa dai sindacati che ha il solo scopo di tutelare dei lavoratori impegnati in una forma di lotta durissima. Ma le testimonianze sono ovviamente a disposizione delle autorità.

“L’assessore – racconta questo testimone diretto dell’incontro alla Regione – urlando ci ha detto: ‘Ma vi devo fare un disegnino per farvi capire che a voi interinali non vi spetta niente?’. Poi siamo saliti al piano di sopra. Mi ha invitato a seguirlo in un ufficio. Ha detto: ‘Non posso darvi 50 mila euro. Questo è quello che posso darvi’. E ha posato una banconota da 50 euro sul tavolo aggiungendo: ‘Con questi vi potete comprare il pane per tutta la settimana’”.

Il testimone è un ragazzo dai modi educati e rispettosi. Ripete il suo racconto con un tono imbarazzato. “Sì, ho preso quei soldi – continua – l’ho fatto perché ho pensato a tutti noi. Se fosse stato solo per me li avrei lasciati li e gli avrei detto, con quei soldi, di aiutare i suoi figli”.

Ora parla Giorgio Piras, il sindacalista che ha preso parte all’incontro con l’assessore. Ieri l’Unione sarda ha pubblicato un articolo che contiene un’ inesattezza: si legge, infatti, che l’assessore Contu avrebbe inviato a Sardinia Post una smentita, non pubblicata, e chiesto la rimozione dell’articolo. In realtà la smentita è stata pubblicata e, come è ovvio quando non ne sussistono le ragioni, l’articolo non è stato rimosso.

Lo stesso servizio de l’Unione sarda riporta una dichiarazione di Piras che, nella valutazione dell’autore, conferma l’episodio dei 50 euro ma   “offre una chiave di lettura decisamente diversa”. Una lettura quasi positiva.  Chiarisce Piras: “Quando ho detto che l’unica ‘nota positiva’ di quell’incontro è stato il fatto di aver portato a casa 50 euro, intendevo enfatizzare la negatività del gesto e la delusione: sia per come si è svolto l’incontro sia per la conclusione che ha avuto”.

“Nella disperazione per la nostra condizione– racconta un altro lavoratore – ci siamo rivolti alle istituzioni, all’amministrazione comunale e a quella regionale per chiedere loro aiuto. L’amministrazione comunale di Iglesias ha annunciato pubblicamente pieno sostegno ai lavoratori durante una seduta dei giorni scorsi del Consiglio. E dobbiamo dire che stiamo ricevendo sia dal Comune che da varie persone, anche politici del territorio, aiuti continui e concreti in danaro e cibo. Una suora ci ha donato anche il suo aiuto spirituale. Noi accettiamo aiuti da tutti . Ovviamente ci siamo rivolti anche alla Regione, in particolare all’assessorato al lavoro presieduto da Mariano Contu. Non ci aspettavamo però certamente di essere trattati in quel modo”.

Carlo Martinelli

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