Fluorsid, inquinamento senza colpevoli: undici archiviazioni, anche per Giulini

L’inquinamento della Fluorsid, che a maggio 2017 aveva fatto finire in carcere sette persone, è senza colpevoli: ieri per gli ultimi undici indagati – su ventidue – è arrivata l’archiviazione. Tra loro il presidente e patron del Cagliari, Tommaso Giulini. L’altra tranche del processo si è già chiusa lo scorso luglio, quando in undici hanno patteggiato. Ovvero concordato col tribunale di Cagliari ventitré mesi di condanna (ma con la sospensione della sospesa) e settemila euro di multa. ‘In cambio’ la Fluorsid aveva concordato con la Procura un piano di risanamento per bonificare le aree intorno alla stabilimento: è stato lo stesso Giulini nei mesi scorsi ad annunciare un investimento di 22 milioni per il cosiddetto ripristino ambientale. Il resoconto sulle ultime novità giudizrie di Fluorsid lo ha pubblicato L’Unione Sarda oggi in edicola.

Gli undici che hanno patteggiato in estate sono: Pasquale Lavagna, ex presidente Cda della Fluorsid; il figlio Michele Lavagna, ex direttore dello stabilimento; il responsabile commerciale dei sottoprodotti aziendali, Loukas Plakopitis; Giuseppe Steriti, funzionario; Mario Deiana, responsabile della logistica; Armando Bollani, proprietario della società Ineco che smaltiva gli scarti della produzione per conto della Fluorsid; Sandro Cossu, responsabile di Sicurezza e ambiente; Alessio Farci, responsabile del cantiere a Terrasili, dove finivano parte dei rifiuti; Marcello Pitzalis, operaio della Ineco; Giancarlo Lecis, funzionario Fluorsid; Simone Nonnis, dipendente di Bollani. Erano accusati a vario titolo di inquinamento, disastro ambientale e smaltimento illecito di rifiuti.

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Quando alle undici archiviazioni appena decise dalla Procura, oltre a Giulini c’è l’amministratore delegato Loir Metzinger. Di fatto all’azienda non è stata imputata alcuna responsabilità per tutti gli interramenti degli scarti di lavorazione. Materiali nocivi che arrivarono a occuopare circa quaranta ettari e avevano pensatemente inquinato anche la laguna di Santa Gilla, dove era state trovati pure quantitativi di arsenico (leggi qui). Non solo: risultò anche una quantità di alluminio superiore ai limiti per ben 3.745 volte.

Di certo nell’inchiesta Fluorsid è decaduta l’accusa di associazione a delinquere. Intanto per Giulini, in quanto negli atti giudiziaria – è stata la prima prova di non colpevolezza – “il suo nome non compare praticamente mai”. Di qui l’ipotesi di reato considerata infondata. Insieme a Giulini e all’Ad, l’archiviazione è arrivata per Giuseppe Erriu, ex sindaco di Silius, “in pensione dal 2008”, mentre gli arresti sono del 2017; Antonio Carta, ex responsabile Fluorsid delle pulizie industriali, ma si era dimesso nel 2015; Giuseppe Antonio Piscedda, proprietario di una discarica dove erano stati trovati scarti di lavorazione, ma ha dimostrato di aver cessato l’attività nel 2004; Fabrizio Caschili, direttore tecnico Fluorsid, perché non è emerso alcun coinvolgimento, ha stabilito ancora la Procura.

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Escono indenni dall’inchiesta pure i funzionari dell’Arpas e il personale dell’Asl unica Ats. Per quanto riguarda l’agenzia regionale per la tutela dell’ambiente, Massimo Secci, Rosina Anedda e Davide Zaccheddu, nei loro confronti sono emerse sì responsabilità per “gravi carenze nel sistema dei controlli”, ma derivanti dall'”assenza di personale”. Infine i veterinari Mario Mua e Mario Lai: nel caso loro non è stato dimostrato “alcun elemento soggettivo”. Quindi nessuna condotta penalmente rilevante.

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