Fluorsid, la Procura accusa: “Valori di alluminio 3.745 volte superiori ai limiti”

Ci sono i dettagli sugli “impressionanti livelli di contaminazione” attribuiti alla Fluorsid spa tra valori di alluminio, fluoruri e solfati trovati tra Macchiareddu e Assemini,

Ci sono i dettagli sugli “impressionanti livelli di contaminazione” attribuiti alla Fluorsid spa, proprietà del patron del Cagliari Tommaso Giulini e che oggi hanno fatto scattare sette ordinanze di custodia cautelare, di cui cinque in carcere e due ai domiciliari (qui tutti i nomi). Nelle falde acquifere tra lo stabilimento di Macchiereddu e un’altra area ad Assemini, in località Terrasili, sono state trovate “quantità di alluminio 3.745 volte superiori ai limiti di legge”, ha scritto il gip Cristina Ornano. Valori fuori norma anche “per i fluoruri, pari a 1.154 volte oltre la soglia consentita”, e “per i solfati (51 volte)”, si legge ancora nell’ordinanza.

Tra Macchiareddu e Assemini, in due anni e mezzo di indagini, ha lavorato il Nucleo investigativo Nipaf del Corpo forestale, servizio ispettorato di Cagliari, guidato dal commissario Fabrizio Madeddu. Su alluminio, fluoruri e solfati oltre i limiti consentiti, è scritto: “Si tratta di sostanze classificate come tossico-nocive e tutte riconducibili ai cicli produttivi della Fluorsid”. Tanto che oggi, insieme alle ordinanza di custodia cautelare chieste dal pm Marco Cocco, è scattato pure il sequestro preventivo di otto ettari. Fra i tre a Macchiareddu e i cinque ad Assemini, dove erano “stoccati all’aperto cumuli di materiali”. Precisamente “materia prime, sottoprodotti e rifiuti che – si legge nell’ordinanza -, in assenza delle prescritte cautele di mitigazione ambientale e con frequenza sistematica, hanno cagionato la diffusione nell’aria di imponenti  quantità di polverio inquinanti. Le quali, trasportate dal vento, successivamente si depositavano al suolo nelle aree abitate e in quelle destinate all’agricoltura e all’allevamento”.

Era la fine del 2014 quando il Nipaf del Corpo forestale ha cominciato le indagini sulla Fluorsid, dopo un esposto presentato alla Procura di Cagliari da alcune aziende agricole. Il lavoro investigativo del Corpo forestale si è concluso lo scorso aprile con la collaborazione dell’Arpas (Agenzia regionale per l’ambiente) sul fronte delle analisi chimiche. Per il gip “ci sono gravi indizi di colpevolezza” da parte dei vertici della spa (Michele Lavanga, Sandro Cossu, Alessio Farci e Giancarlo Lecis), più le tre persone delle ditte esterne (Armando Bollano, Marcello Pitzalis e Simone Nonnis). Per il Gip “tutti hanno contribuito alla realizzazione dei fatti e, reciprocamente, si sono rafforzati nel proposito, in quanto aderenti all’associazione criminale” creata “allo scopo di commettere più delitti, attraverso più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso”.

Oltre ai cumuli stoccati all’aperto, gli uomini del Nipaf hanno anche trovato “fanghi acidi, occultati con interramenti e tombamenti”, ma anche “sversati nella laguna di Santa Gilla” insieme a “olii e altro” con “gravissima compromissione per l’ambiente ed esposizione a serissimo rischio della salute umana e animale”. Questo attraverso “il concorso morale e materiale di Fabrizio Caschili“, il direttore tecnico della Fluorsid, al momento solo indagato. Dal Corpo forestale precisano che nessuno avviso di garanzia è stato spedito a Giulini, in quando “nella spa detiene unicamente la proprietà e non ha alcuna delega dirigenziale”.

Sull’assenza, alla Fluorsid, di sistemi di monitoraggio sui livelli di inquinamento, il Gip ha scritto: “È significativo notare come ciò sia avvenuto, nonostante la spa, primo produttore mondiale dei derivati del fluoro per uso industriale, sia stata già condannata, seppure civilmente, per problematiche legate ai danni ambientali”.

Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)

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